12 agosto
Sant' Euplo (Euplio) di Catania
Diacono e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'arresto e la testimonianza
La tradizione del Martirologio attesta che il diacono Euplo fu gettato in carcere dal governatore Calvisiano, o Calviniano, durante la feroce persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano, poiché fu sorpreso con il libro dei Vangeli tra le mani. Il diacono si trovava nello spazio riservato dietro il velario del tribunale quando gridò ad alta voce la sua fede incrollabile, proclamando il desiderio di morire per il nome di Cristo. Condotto dinanzi al governatore, gli fu ordinato di leggere un brano tratto dai testi sacri che portava con sé. Euplo lesse senza esitazione la pagina evangelica che proclama beati coloro che soffrono persecuzione per la giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli. Interrogato sul significato di quelle parole, il diacono spiegò con semplicità che si trattava della legge del suo Signore, così come gli era stata trasmessa dalla Chiesa.
Il supplizio e la confessione della Trinità
In seguito a tale coraggiosa professione, il governatore Calviniano ordinò che il diacono fosse sottoposto alla tortura. Durante il supplizio ebbe luogo un secondo interrogatorio, accompagnato dall'invito pressante a ritrattare la precedente confessione di fede. Sant'Euplo, con un gesto di profonda devozione, si segnò la fronte con la mano rimasta libera e confermò con fermezza di essere cristiano e di leggere le divine Scritture. Mentre i carnefici infierivano crudelmente sul suo corpo, egli non smise di pregare, ringraziando Cristo e invocando la salvezza proprio mentre soffriva per amore suo. Il governatore impose una pausa nelle torture e tentò un'ultima volta di convincerlo a offrire un sacrificio agli dei pagani Marte, Apollo ed Esculapio. La risposta del martire fu limpida e definitiva: egli dichiarò di adorare unicamente il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo nella Santissima Trinità, affermando che non esiste altro Dio. Aggiunse inoltre che avrebbe offerto se stesso in sacrificio a Cristo Dio, rendendo così vani tutti i tentativi dell'autorità terrena.
Il martirio e la sepoltura
Al termine del processo, il governatore pronunciò la condanna alla decapitazione per il diacono. Prima di condurlo al luogo dell'esecuzione, al collo di Euplo fu appeso il Vangelo che egli stringeva al momento dell'arresto. Un araldo camminava davanti a lui, gridando a gran voce che egli era cristiano, nemico degli dei e degli imperatori romani. Sant'Euplo avanzava contento, ripetendo incessantemente la frase Grazie a Cristo Dio e affrettando il passo come chi si avvia gioiosamente a un'incoronazione. Giunto sul luogo stabilito per il supplizio, il diacono si mise in ginocchio e si abbandonò a una lunga preghiera. Infine, presentò con serenità la testa al boia e subì la decapitazione il dodici agosto del trecentoquattro. Più tardi, alcuni fedeli cristiani recuperarono il corpo del martire e, prima di deporlo nella terra, ne effettuarono la pia imbalsamazione.
La vita e il martirio
Nel contesto del quarto secolo, durante le aspre persecuzioni contro i cristiani ordinate dall'imperatore Diocleziano, la città di Catania fu testimone della luminosa testimonianza di Sant' Euplo. Diacono dedito al servizio di Dio e dei fratelli, egli venne tratto in arresto per il possesso dei Vangeli, i quali costituivano per lui il tesoro della vita. Condotto al cospetto del governatore Calvisiano, Sant' Euplo non cercò vie di fuga o compromessi, ma scelse di professare con chiarezza e fermezza la sua fede cristiana. Di fronte alle imposizioni del magistrato, che pretendeva da lui un atto di idolatria, il diacono manifestò un rifiuto netto, preferendo subire le sofferenze delle torture piuttosto che tradire il suo Signore.
Nonostante le violenze subite per essersi opposto con coraggio al sacrificio agli dei pagani, il suo spirito rimase saldo e rivolto verso l'eterno. Condannato infine alla decapitazione, Sant' Euplo affrontò l'esecuzione con una preghiera costante sulle labbra, lodando Cristo fino all'ultimo respiro. Il suo martirio, avvenuto nell'anno trecentoquattro a Catania, non fu una sconfitta, ma il suggello di una vita spesa nell'obbedienza al Vangelo. La sua morte, vissuta in un clima di orazione, trasforma ancora oggi il ricordo della sua sofferenza in un invito alla perseveranza per tutti coloro che guardano al suo esempio di dedizione totale e incondizionata al regno di Dio.
Il culto e la memoria
La memoria liturgica di Sant' Euplo si celebra il dodici agosto, giorno in cui la Chiesa rinnova il ricordo del suo glorioso transito verso la vita eterna. Il culto verso questo santo martire, radicato profondamente nella terra di Sicilia, si esprime in una venerazione che attraversa i secoli. Egli è invocato con particolare devozione come patrono protettore a Catania, città che custodisce il ricordo del suo sacrificio, oltre che nelle comunità di Francavilla di Sicilia e di Trevico.
La figura di Sant' Euplo continua a interpellare la coscienza dei credenti, ricordando l'importanza di custodire i Libri Sacri e di onorare la Parola di Dio con la vita. Attraverso la sua intercessione, i fedeli chiedono la grazia della fortezza nelle avversità e la capacità di professare la propria fede con la stessa limpidezza del diacono catanese. La sua eredità spirituale non si è spenta con il martirio, ma permane viva come un faro di speranza che invita ogni generazione a non temere le prove, confidando sempre nella vittoria finale di Cristo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Euplo?
La festa di Sant'Euplo si celebra il dodici agosto, giorno del suo martirio avvenuto nell'anno trecentoquattro.
Di cosa è patrono Sant'Euplo?
Sant'Euplo è protettore e compatrono di Francavilla di Sicilia, protettore di Trevico e compatrono di Catania.
A Catania, sant’Euplo, martire: secondo la tradizione, durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, fu gettato in carcere dal governatore Calvisiano perché trovato con il libro dei Vangeli tra le mani; interrogato più volte, fu battuto a morte per aver risposto di serbare con vanto il Vangelo nel suo cuore. — Martirologio Romano