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2 agosto

Sant' Eusebio di Vercelli

Vescovo

Sant' Eusebio di Vercelli

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione romana e l'inizio del ministero

Eusebio nasce in Sardegna all'inizio del quarto secolo e, ancora giovane, si trasferisce a Roma. Nella città eterna segue con dedizione gli studi ecclesiastici, distinguendosi per virtù e preparazione tanto da farsi apprezzare profondamente da papa Giulio I. Verso il 345, lo stesso pontefice sceglie di affidargli la guida della diocesi di Vercelli, consacrandolo vescovo. Questa nomina segna un momento storico fondamentale per il territorio piemontese, poiché Eusebio diventa il primo vescovo del Piemonte. Giunto nella sua città episcopale, imprime subito una svolta spirituale profonda alla comunità, stabilendo per sé e per i suoi preti l'obbligo della vita in comune. In questo modo, Eusebio collega strettamente l'annuncio del Vangelo con la sobrietà e la condivisione dello stile monastico, ponendo solide radici per la crescita della fede nella regione subalpina.

La difesa della fede e l'esilio

In quegli anni la Chiesa gode della fine delle persecuzioni, ma deve affrontare aspre divisioni interne. Una parte dei cristiani segue la dottrina del concilio di Nicea del 325, che professa il Figlio di Dio generato, non creato, della stessa sostanza del Padre. L'altra parte segue i seguaci dell'arianesimo, i quali vedono nel Figlio una creatura, per quanto eminente. Con l'appoggio della corte imperiale, gli ariani ottengono il sopravvento in molte regioni e perseguitano i cattolici, facendo esiliare per cinque volte Atanasio, vescovo di Alessandria d'Egitto. Atanasio è il più energico sostenitore della dottrina nicena ed è ammirato da Eusebio, che l'aveva conosciuto a Roma. Quando il secondo esilio di Atanasio viene annullato, un concilio ad Arles in Francia, con decisione illegale, lo condanna per la terza volta. Per far fronte a questa ingiustizia, papa Liberio manda all'imperatore Costanzo, figlio di Costanzo il Grande, due inviati speciali: Eusebio, già suo compagno di studi, e Lucifero, vescovo di Cagliari. I due inviati ottengono di rimettere la questione a un nuovo concilio, che si riunisce nel 355 a Milano alla presenza dello stesso sovrano Costanzo. Durante l'assemblea, in cui si torna a discutere la condanna e l'esilio di Atanasio, Eusebio replica lucidamente proponendo di firmare uno per uno il Credo di Nicea prima di esaminare i casi personali. Questa proposta scatena un tumulto tra i vescovi e un successivo tumulto dei fedeli contro le decisioni dell'episcopato. L'imperatore Costanzo fa allora proseguire i lavori nella residenza imperiale escludendo i fedeli, e tutti i vescovi presenti approvano la nuova condanna di Atanasio, tranne tre. I tre vescovi che non cedono alle pressioni del potere sono Eusebio, Lucifero e Dionigi, vescovo di Milano. Per questa irremovibile fedeltà alla verità, Costanzo condanna tutti e tre all'esilio. Eusebio viene mandato dapprima a Scitopoli di Palestina, dove scrive ai suoi vercellesi una celebre lettera giunta fino a noi; successivamente viene trasferito in Cappadocia in Asia Minore e infine nella Tebaide egiziana.

Il ritorno, le opere e la memoria

Nel 361, morto l'imperatore Costanzo, le condanne vengono revocate e i vescovi esiliati possono fare ritorno. Atanasio torna ad Alessandria e indice un concilio, al quale partecipa anche Eusebio. Termini i lavori conciliari, Eusebio non torna subito a Vercelli, ma viene chiamato ad Antiochia di Siria, dove l'estremismo del vescovo Lucifero sta causando gravi divisioni tra i cattolici. Ritornato infine a Vercelli nel 362, il santo vescovo riprende con vigore la sua missione, dedicandosi allo studio, alla scrittura e alla ripresa dell'evangelizzazione delle campagne. La sua sollecitudine pastorale supera i confini diocesani, portandolo a istituire la diocesi di Tortona e a spingersi fino in Gallia, dove insedia un vescovo a Embrun. La tradizione cristiana gli attribuisce inoltre la fondazione del santuario di Oropa a Biella e del santuario di Crea ad Alessandria. La morte coglie Sant'Eusebio nella sua città episcopale il primo agosto 371 o 372. Vercelli ne custodisce tuttora le reliquie nel Duomo e ne perpetua la memoria storica, ricordandolo anche alla fine del ventesimo secolo attraverso il nome del giornale diocesano L'Eusebiano.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Eusebio di Vercelli?

La memoria liturgica di Sant'Eusebio si celebra il 2 agosto, mentre l'anniversario della sua morte cade il 1 agosto a Vercelli.

Qual è il ruolo storico di Sant'Eusebio?

Sant'Eusebio è stato il primo vescovo di Vercelli e della regione subalpina, ricordato per aver consolidato la Chiesa e difeso con coraggio la fede del concilio di Nicea.

Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli, che consolidò la Chiesa in tutta la regione subalpina e per aver confessato la fede di Nicea fu relegato dall’imperatore Costanzo a Scitopoli e poi in Cappadocia e nella Tebaide. Ritornato otto anni più tardi nella sua sede, si adoperò strenuamente per ristabilire la fede contro l’eresia ariana.<BR>(1 agosto: A Vercelli, anniversario della morte di sant’Eusebio, vescovo, la cui memoria si celebra domani). — Martirologio Romano