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5 maggio

Sant' Ilario di Arles

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

Ilario nacque all'inizio del quinto secolo in seno a un'aristocratica famiglia e fu legato da vincoli di parentela a Sant'Onorato di Arles. Un parente influente gli affidò importanti responsabilità già in giovane età, riconoscendo in lui notevoli doti naturali che probabilmente trovarono sviluppo in una scuola di retorica. La sua svolta spirituale fu segnata da una conversione descritta da Onorato con uno stile che richiama le Confessioni di Sant'Agostino. Spinto dal desiderio di perfezione evangelica, Ilario scelse la via del monachesimo e si stabilì nel monastero dell'isola di Lérins, sorto grazie all'opera di Onorato e al sostegno di San Caprasio.

L'episcopato ad Arles

La permanenza nel monastero isolano fu tuttavia breve perché Onorato, eletto vescovo di Arles, volle Ilario accanto a sé. Alla morte prematura di Onorato nel 430, i cittadini cercarono Ilario che aveva cercato di fare ritorno a Lérins, notificandogli l'elezione episcopale mentre egli si trovava ancora nel suo eremo. All'età di quarantanove anni, nel 449, il vescovo concluse la sua esistenza terrena dopo aver guidato la diocesi con zelo. Il martirologio attesta che Ilario coltivava l'amore per la povertà lavorando con le proprie mani, indossando un'unica tunica sia nella stagione estiva sia in quella invernale e spostandosi esclusivamente a piedi. Si dedicava incessantemente alla preghiera, ai digiuni e alle veglie notturne, predicando la parola divina, mostrando misericordia ai peccatori, accogliendo gli orfani e impiegando il denaro delle basiliche per il riscatto dei prigionieri. Vendette persino vasi sacri per la medesima opera di liberazione e favorì la nascita di nuove comunità monastiche diocesane, curando al tempo stesso la visita di quelle già attive. L'unica sua opera completa giunta fino a noi è il Sermo de Vita S. Onorati.

I rapporti con la Chiesa di Roma

Il ministero di Ilario fu segnato anche da momenti di tensione e di duro confronto ecclesiale. Mostrando una forte determinazione nei rapporti con i vescovi limitrofi, egli rivendicò su di essi una giurisdizione metropolitana sulla scia di alcuni suoi illustri predecessori. In questo contesto depose il vescovo Calcedonio, il quale si rivolse immediatamente a Roma per fare appello. Ilario procedette inoltre alla nomina del successore di un vescovo gravemente malato che tuttavia non morì. A causa di tali decisioni, Ilario si recò di persona a Roma per incontrare papa San Leone Magno; il pontefice, giudicandolo inflessibile, lo rimandò nella sua sede privandolo della facoltà di consacrare nuovi vescovi e conferendo il titolo metropolitico al vescovo di Fréjus. Le notizie sugli ultimi anni della sua vita rimangono scarse, ma la tradizione riferisce che prima della morte avvenuta nel 449 egli si riconciliò con lo stesso San Leone Magno, il quale in seguito lo definì con venerazione di beata memoria.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ilario di Arles?

Sant'Ilario di Arles si festeggia il 5 maggio, giorno della sua morte, come stabilito dal Martyrologium Romanum.

Ad Arles in Provenza, sant’Ilario, vescovo, che, promosso suo malgrado dall’eremo di Lérins all’episcopato, lavorando con le sue mani, vestendosi di una sola tunica sia in estate sia in inverno e andando sempre a piedi, rese visibile a tutti il suo amore per la povertà; dedito alla preghiera, ai digiuni e alle veglie, si adoperò instancabilmente nel ministero della parola, rivelò ai peccatori la misericordia di Dio, accolse gli orfani e destinò prontamente tutto il denaro raccolto dalle basiliche della città al riscatto dei prigionieri. — Martirologio Romano