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17 giugno

Sant' Imerio di Amelia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale

Le origini di Sant'Imerio affondano nel terreno fecondo del monachesimo che sul finire del quinto secolo si dedicò all'evangelizzazione delle campagne umbre. Per quanto riguarda la sua terra natale, la tradizione e gli studi indicano che egli fosse originario dell'Abruzzo, superando la dicitura del Brutio tramandata dal primo biografo, il quale aveva probabilmente ceduto a un vezzo classicheggiante dell'epoca. Prima di giungere alla sede episcopale, Imerio potrebbe aver vissuto in qualche comunità monastica situata nella Valnerina oppure sul Monteluco di Spoleto. Chiamato al ministero episcopale, fu eletto vescovo di Amelia, trovandosi a guidare la cittadinanza nel delicato frangente storico della guerra gotica, svoltasi tra il 535 e il 553. In quel tempo di prova, Sant'Imerio operò come difensore materiale oltre che spirituale della città di Amelia, meritandosi la venerazione immediata dei fedeli dopo la sua morte, in modo analogo ad altri venerati vescovi della regione come Cassio di Narni, Fulgenzio di Otricoli, Fortunato di Todi ed Ercolano di Perugia.

La traslazione delle reliquie e il legame con Cremona

Il culto di Sant'Imerio oltrepassò i confini umbri quando, verso l'anno 965, il vescovo di Cremona Liutprando prelevò le reliquie del santo dall'altare in cui erano custodite per portarle a Cremona, evento narrato dallo storico Ughelli nella sua opera intitolata Italia sacra. Giunte a Cremona, le reliquie rimasero per un lungo periodo sepolte sotto le rovine della chiesa in cui erano state riposte, finché non vennero miracolosamente ritrovate nel 1129. Davanti alle sacre spoglie riemerse si verificarono numerosi prodigi, come attestato dal monaco cremonese Giovanni. Successivamente, nel 1196, il vescovo Sicardo dispose il corpo di Sant'Imerio in un ricco sarcofago di pietra e consacrò un nuovo altare in suo onore. Oggi le reliquie del santo riposano e sono venerate nella cripta della cattedrale di Cremona, a perenne testimonianza del legame spirituale tra le comunità che lo invocano.

La riscoperta agiografica e la memoria liturgica

Nei secoli antichi la figura di Sant'Imerio rimase assente dai vecchi martirologi, verosimilmente a causa della natura inizialmente locale del suo culto. La situazione mutò quando il cardinale Cesare Baronio inserì il santo nel Martirologio, avendone letto la biografia nel Catalogus Sanctorum redatto dal vescovo umanista trecentesco Pietro de Natalibus, e avendo forse ricevuto notizie dirette anche dalla stessa città di Amelia. Tra il 1592 e il 1611, il vescovo Graziani scrisse una nuova Vita del santo, che fu posta in calce al Sinodo e pubblicata nel 1595, alcuni anni dopo la promulgazione del Martirologio baroniano. Sant'Imerio è rimasto stabilmente uno dei compatroni di Amelia, dove la sua memoria liturgica si celebra il 17 giugno, mentre nella diocesi di Cremona la solennità ricorre il 18 giugno.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Imerio di Amelia?

La memoria liturgica si celebra il 17 giugno ad Amelia e il 18 giugno nella diocesi di Cremona.

Di cosa è patrono Sant'Imerio di Amelia?

Sant'Imerio è patrono della città di Amelia e della città di Cremona.