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mercoledì 17 giugno 2026 · Santo del giorno

Sant' Ipazio

Egumeno (Abate)

Sant' Ipazio

Nel crepuscolo del mondo antico, la figura di sant'Ipazio risplende come quella di un custode fedele della fede e della solitudine orante. Vissuto tra il quarto e il quinto secolo, quest'uomo di Dio scelse la via del silenzio e del lavoro manuale per custodire la purezza del Vangelo, divenendo un punto di riferimento spirituale e un saldo difensore della retta dottrina in tempi di profonde divisioni teologiche.

Egumeno e guida illuminata di anime, Ipazio è ricordato nella memoria della Chiesa soprattutto per la sua instancabile opera di accoglienza verso i perseguitati e per la fermezza con cui seppe opporsi alle deviazioni dottrinali del suo tempo. La sua esistenza, interamente spesa all'ombra dei chiostri d'Oriente, rimane un esempio luminoso di carità operosa e di fedeltà assoluta al mistero di Cristo.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Imerio di Amelia

Vescovo

Sant'Imerio visse tra il quinto e il sesto secolo e compì il suo cammino di fede come vescovo, guidando la comunità di Amelia durante il difficile periodo della guerra gotica, combattuta tra gli anni 535 e 553. In quegli anni complessi, egli fu non soltanto la guida spirituale della sua gente, ma anche il difensore materiale della città umbra. La sua figura si inserisce nel tempo della prima evangelizzazione delle campagne umbre, alla quale egli partecipò come monaco prima di ricevere la consacrazione episcopale, lasciando un'impronta profonda nella memoria cristiana della regione.

La venerazione per Sant'Imerio fiorì subito dopo la sua morte, accomunandolo ad altri santi vescovi dell'epoca, e si estese nel tempo fino alle terre lombarde. Le sue reliquie furono infatti traslate a Cremona dal vescovo Liutprando attorno all'anno 965, e dopo alterne vicende e il loro ritrovamento avvenuto nel 1129, trovarono definitiva collocazione nella cripta della cattedrale cremonese per opera del vescovo Sicardo. Per questi legami storici e spirituali, Sant'Imerio è custodito nella memoria liturgica come patrono sia di Amelia sia di Cremona.

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Sant' Erveo (Hervè)

Abate e eremita in Bretagna

Sant' Erveo, figura luminosa del sesto secolo, emerge nella storia della Bretagna come un testimone di fede profonda, segnato fin dalla nascita da una cecità che non ha mai oscurato la sua visione interiore. Nato in terra bretone da genitori di origine gallese, egli scelse di consacrare la propria esistenza al silenzio e alla preghiera, vivendo la sua vocazione eremitica con umiltà e dedizione. Accompagnato nel suo cammino dal giovane Guirano, che gli fu guida fedele, Sant' Erveo divenne un punto di riferimento spirituale per le genti della regione del Léon.

La memoria di questo santo è custodita con gratitudine per aver fondato una comunità monastica a Lanhouarneau, dove la regola del silenzio e dell'ascolto di Dio trovò dimora. Oltre alla guida dei monaci, egli esercitò con autorità e compassione il ministero di esorcista, offrendo conforto e liberazione a quanti si accostavano a lui nel bisogno. Sebbene le sue reliquie siano andate disperse nel corso dell'undicesimo secolo, il suo nome resta invocato con fiducia, in particolare da coloro che portano nel corpo o nello spirito l'oscurità della malattia, e dai cantanti bretoni che vedono in lui un protettore della voce e dell'armonia.

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San Nicandro

Martire

San Nicandro è un martire cristiano vissuto all'epoca del quarto secolo, ricordato per la sua coraggiosa testimonianza di fede consumata nel sangue durante la persecuzione ordinata dall'imperatore Diocleziano nell'anno 304. Ufficiali dell'esercito romano, sia San Nicandro che il compagno Marciano scelsero di rifiutare il culto dovuto alle divinità pagane, preferendo la morte alla negazione del loro credo. Intorno alla loro figura si è sviluppato nei secoli un profondo e radicato legame spirituale, che abbraccia non soltanto la cittadina di Venafro e le diocesi di Isernia-Venafro, ma si estende con chiese e devozione anche a Sannicandro Garganico, Tremensuoli, Ravenna e L'Aquila, oltre che alla lontana terra di Silistra in Bulgaria.

La memoria di San Nicandro vive attraverso una complessa tradizione liturgica e popolare che si rinnova ogni anno nel mese di giugno, unendo la preghiera comunitaria, i pellegrinaggi delle parrocchie e solenni processioni. La storiografia e l'agiografia antica, studiate dai Padri bollandisti e attestate in documenti insigni come il Museo Italico di Mabillon e il Breviarium Syriacum, confermano l'antichità e la solidità del culto. La Chiesa Cattolica ne celebra la solennità liturgica il giorno diciassette giugno, ricordando il sacrificio supremo affrontato per amore di Cristo e la costante protezione esercitata sui luoghi che ne custodiscono la memoria.

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Sant' Avito

Abate

Sant'Avito visse tra il quinto e il sesto secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia della Chiesa e nella memoria liturgica cristiana. Nato in Alvernia verso l'anno 450, abbracciò la vita religiosa a Menat per poi ritirarsi in preghiera a Micy, dove divenne guida spirituale dei monaci alla morte dell'abate Massimino. Uomo di grande virtù, cercò di intercedere per salvare il re burgundo Sigismondo dalla condanna a morte inflitta da Clodomiro, re dei Franchi. La sua esistenza fu segnata dalla preghiera contemplativa e da frequenti ritiri nelle foreste del Perche.

Sant'Avito è ricordato con venerazione per la sua testimonianza di santità monastica e per il dono della profezia, con cui predisse la dissoluzione del proprio corpo per rivelazione dello Spirito Santo. Spirato nel Perche intorno all'anno 530, fu sepolto con onore a Orléans, dove sulla sua tomba sorse una chiesa visitata dallo stesso Gregorio di Tours. La sua memoria liturgica si celebra il 17 giugno, giorno in cui la Chiesa ne lancia il ricordo perpetuo nei martirologi tradizionali.

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San Ranieri di Pisa

San Ranieri di Pisa è una figura luminosa del dodicesimo secolo, un uomo che ha saputo trasformare radicalmente la propria esistenza accogliendo la chiamata alla povertà evangelica. Nato a Pisa nel 1118, egli rappresenta la testimonianza di un laico che, attraverso un cammino di penitenza e preghiera, ha saputo farsi specchio della misericordia divina nel cuore della sua città. Il suo percorso spirituale, segnato da una profonda conversione giovanile, lo ha condotto lontano dalle comodità mondane verso una sequela di Cristo radicale e silenziosa.

La memoria di San Ranieri è oggi indissolubilmente legata alla sua città natale, di cui è il celeste protettore. Egli è ricordato non soltanto per il lungo pellegrinaggio in Terra Santa, che lo vide viandante di Dio per tredici anni, ma soprattutto per la santità vissuta nel ritorno a Pisa. La sua figura è cara ai fedeli che, nel tempo, hanno imparato a invocare il suo nome anche come Ranieri dall'Acqua, in memoria dei prodigi operati attraverso l'acqua benedetta, segno tangibile di una grazia che ancora oggi irriga la vita spirituale dei devoti e della diocesi pisana.

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Beato Paolo Burali

Cardinale

Il Beato Paolo Burali fu una figura luminosa di vescovo e cardinale del sedicesimo secolo, capace di dimostrare la potenza della Grazia di Dio attraverso una straordinaria e irresistibile chiamata. Nato a Itri presso Gaeta nel 1511, visse un percorso che lo condusse dall'alta giurisprudenza e dagli incarichi diplomatici di primo piano fino alla vita austera nell'Ordine dei Chierici Regolari Teatini, fondato a Roma nel 1524 da san Gaetano da Thiene. Uomo di profonda integrità e di ferma disciplina, impiegò ogni energia per il rinnovamento della Chiesa e per l'applicazione dei decreti del Concilio di Trento prima a Piacenza e poi nella complessa sede arcivescovile di Napoli.

Egli è ricordato con profonda venerazione per il suo instancabile zelo pastorale, per la difesa dei poveri e per la coraggiosa opera di riforma morale del clero e dei monasteri. Rifiutando i compromessi mondani e servendo la Chiesa per pura ubbidienza, il Beato Paolo Burali seppe coniugare una grande dolcezza verso i bisognosi con una intransigente fermezza nel ristabilire la verità evangelica. La sua memoria liturgica si celebra il diciassette giugno, ricordando un pastore che spese interamente le proprie forze per fortificare nella fede il gregge a lui affidato.

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Beato Joseph-Marie Cassant

Trappista

Il Beato Joseph-Marie Cassant è una figura luminosa del ventesimo secolo, un monaco trappista che ha offerto la propria breve esistenza nel silenzio e nella dedizione assoluta. Nato a Casseneuil nel 1878, ha percorso con umiltà il cammino della vocazione monastica, trovando la sua dimora definitiva presso l'Abbazia di Santa Maria del Deserto. La sua vita, pur segnata dalla fragilità della salute, è stata un inno silenzioso alla carità e alla contemplazione, culminato nel dono totale di sé attraverso il sacramento dell'ordine sacro.

Egli è ricordato oggi come modello di fedeltà quotidiana e di abbandono fiducioso alla volontà di Dio. La sua testimonianza, seppur racchiusa in pochi anni di vita terrena, continua a parlare al cuore dei fedeli come un esempio di come la santità possa fiorire nel nascondimento del chiostro. Beatificato da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004, il Beato Joseph-Marie Cassant rimane un intercessore prezioso per chiunque cerchi nella preghiera e nel sacrificio la via per unirsi al mistero della Croce di Cristo.

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Beata Teresa del Portogallo

Regina di Castiglia, cistercense

La Beata Teresa del Portogallo, nata a Coimbra nel 1181, è una figura luminosa che ha saputo coniugare la dignità regale con la radicale umiltà della vita monastica. Figlia della terra portoghese, il suo cammino terreno si è intrecciato con le complesse vicende politiche del suo tempo, portandola a sedere sul trono di León come sposa di Alfonso IX. Tuttavia, la sua vocazione più profonda l’ha condotta ben oltre gli onori terreni, spingendola a cercare nella solitudine del chiostro quella pace che solo lo spirito può offrire.

La Beata Teresa è ricordata con profonda venerazione per aver saputo interpretare la sequela di Cristo attraverso il distacco e la preghiera. Dopo l'annullamento del suo matrimonio nel 1196, ella non si è ripiegata sul dolore, ma ha orientato la propria esistenza verso l'edificazione del prossimo e la cura dello spirito. La fondazione del monastero di Lorvão e la successiva consacrazione nell'ordine cistercense nel 1229 testimoniano una vita spesa nell'offerta di sé, lasciando un segno indelebile nella storia della Chiesa e nella memoria dei fedeli che ancora oggi ne celebrano la testimonianza di fede e di dedizione assoluta al Signore.

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Beata Maria l’Addolorata

Vergine e martire

La Beata Maria l'Addolorata visse nel corso del tredicesimo secolo nella cittadina belga di Woluwe, non molto lontana da Bruxelles. Proveniente da una famiglia molto umile e altrettanto religiosa, decise fin dalla giovanissima età di consacrarsi interamente a Dio. Visse in povertà e mantenne la verginità, scegliendo come propria dimora la chiesetta suburbana di Santa Maria e assumendo lo stile di vita delle recluse. La sua esistenza terrena si concluse tragicamente il diciotto giugno del millenovecentonovanta, quando subì il martirio a causa di una falsa accusa orchestrata da un pretendente respinto. La sua memoria liturgica si celebra il diciassette o il diciotto giugno, mentre le viene tradizionalmente attribuito il titolo di Beata in un ambito di culto locale molto ristretto.

La figura di questa vergine martire è giunta sino a noi grazie a una biografia in latino scritta pochissimo tempo dopo la sua morte e successivamente inserita dagli studiosi Henskens e Papebroch negli Acta Sanctorum del mese di giugno. La tradizione cristiana la ricorda per la straordinaria mitezza dimostrata durante il processo e l'esecuzione, culminata nella preghiera di perdono per il suo stesso carnefice. Il racconto della sua vita e della sua morte ingiusta continua a interrogare i cuori dei fedeli sulla forza della fede vissuta nella radicalità della povertà evangelica e nella totale dedizione al Signore.

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San Marciano

Martire

A Silistra in Mesia, nell’odierna Bulgaria, santi martiri Nicandro e Marciano, che, soldati, durante la persecuzione di Diocleziano, respinsero l’elargizione fatta dall’imperatore all’esercito e, rifiutatisi fermamente di sacrificare agli dèi, furono condannati a morte dal governatore Massimo.

Santi Blasto e Diogene

Martiri

A Roma sulla via Salaria Vecchia, santi Blasto e Diogene, martiri.

Santi Isauro, Innocenzo, Felice, Ermia, Pellegrino e Basilio

Martiri

A Pojani in Macedonia, nell’odierna Albania, santi Isauro, Innocenzo, Felice, Ermia, Pellegrino e Basilio, martiri.

Sant' Antido (o Antidio) di Besancon

Vescovo e martire

A Besançon nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Antidio, vescovo e martire, che si tramanda abbia ricevuto la condanna a morte sotto il re dei Vandali Croco.

Beato Pietro Gambacorta

A Venezia, beato Pietro Gambacorta, fondatore dell’Ordine degli Eremiti di San Girolamo, i cui primi seguaci furono dei briganti da lui convertiti.

Beato Filippo Papon

Martire

Sulla costa francese in una galera ancorata al largo di Rochefort, beato Filippo Papon, sacerdote di Autun e martire, che, parroco, relegato durante la rivoluzione francese a causa del suo sacerdozio ad una umiliante condizione di prigionia, dopo aver dato l’assoluzione a un compagno moribondo, anch’egli spirò.

San Pietro Da

Martire

In località Qua Linh nel Tonchino, ora Viet Nam, san Pietro Đa, martire: falegname e sacrestano, sebbene sottoposto a molte e crudeli torture, rimase tuttavia fermo nella sua professione di fede, morendo alla fine sul rogo sotto l’imperatore Tự Đức.

Beata Eufemia di Altenmunster

Badessa

Beato Arnaldo (Arnoldo) da Foligno

Santa Valeriana e compagne

Martiri

Santi Egidio, Luigi, Giovanni e Paolo

Martiri mercedari

San Botulfo

Abate in Inghilterra

Sant' Adolfo di Maastricht

Vescovo

San Moling di Ferns

Vescovo

Dal Martirologio Romano

In Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Ipazio, egúmeno del monastero dei Rufiniani, che con una vita di sobrietà e e di austeri digiuni insegnò ai suoi discepoli la perfetta obbedienza alla vita monastica e ai laici il timore di Dio. — Martirologio Romano