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17 giugno

Sant' Avito

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il cammino monastico

Secondo le fonti agiografiche redatte tra il nono e il decimo secolo, Sant'Avito nacque in Alvernia verso la metà del quinto secolo. Egli compì i suoi primi passi nella via della fede abbracciando la vita religiosa a Menat, nei pressi di Clermont. Successivamente, il suo cammino lo condusse a Micy, vicino a Orléans, dove visse in solitudine e preghiera come eremita. Alla morte dell'abate Massimino, avvenuta nell'anno 520, Avito cedette alle insistenti suppliche dei monaci e accettò la carica di abate di Micy. Nonostante le responsabilità della guida spirituale, egli amava ritirarsi saltuariamente nel silenzio delle foreste del Perche, non lontano da Châteaudun. Quel luogo solitario prese in seguito il nome di Celle-de-Saint-Avit, custode silenziosa della sua memoria. Alcuni studiosi hanno in seguito tentato di distinguere due figure diverse, separando l'Avito legato a Menat da quello di Micy, ma tale teoria appare priva di solido fondamento storico.

La testimonianza storica e l'intercessione

Il ricordo più antico di Sant'Avito affonda nelle pagine dell'opera di Gregorio di Tours. Nel primo libro delle sue storie, lo storico menziona il re burgundo Sigismondo, messo a morte nel 523 dal re franco Clodomiro. Il sovrano fu giustiziato nonostante i generosi tentativi di salvarlo compiuti dal beato Avito, descritto come abate di Micy e grande sacerdote del tempo. In un secondo passo tratto dal testo sulla gloria dei confessori, Gregorio racconta che l'abate del territorio di Chartres predisse spesso per rivelazione dello Spirito Santo l'imminente dissoluzione del proprio corpo. Anche l'autore del Liber historiae Francorum riprese queste vicende, trascrivendo e amplificando le notizie riguardanti l'intervento del santo presso Clodomiro. Le quattro diverse biografie redatte nei secoli nono e decimo, oggi catalogate nei primi volumi della Bibliotheca Hagiographica Latina, sono giudicate di scarso valore e si ripetono tra loro con poche varianti, confermando tuttavia la persistenza della devozione.

Il transito e il culto liturgico

Sant'Avito morì nel luogo dei suoi ritiri nel Perche verso l'anno 530, proprio nel giorno diciassette di giugno. Il suo corpo fu trasportato e sepolto con grande onore a Orléans all'interno della chiesa di San Giorgio. Sulla sua tomba i fedeli cristiani edificarono una chiesa che lo stesso Gregorio di Tours ebbe l'occasione personale di visitare. Il Martirologio Geronimiano menziona Avito al diciassette giugno nella città di Orléans come presbitero. Adone pose la celebrazione al diciannovesimo giorno di dicembre attingendo da Gregorio di Tours, sebbene senza un motivo preciso. L'elogio composto da Adone fu in seguito soppresso da Usuardo, il quale scelse di ricordare Avito il diciassette giugno. Tuttavia, l'elogio di Adone rimase in alcuni manoscritti dove il nome Avito fu corrotto in Adiutus. Il cardinale Cesare Baronio fu tratto in errore da tale corruzione testuale e arrivò a celebrare Avito il diciassette giugno e Adiutus il diciannovesimo giorno di dicembre. Beda il Venerabile menziona inoltre un certo Vitus al quindicesimo giorno di giugno, nome che rappresenta certamente una contrazione di Avitus. Oggi il Martirologio ricorda Sant'Avito come abate a Orléans, in Francia, celebrandone la memoria il 17 giugno.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Avito?

Sant'Avito si festeggia il 17 giugno, data riportata nel Martirologio Geronimiano e da Usuardo.

A Orléans in Francia, sant’Avito, abate. — Martirologio Romano