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giovedì 18 giugno 2026 · Santo del giorno

San Gregorio Giovanni Barbarigo

Vescovo

San Gregorio Giovanni Barbarigo

San Gregorio Giovanni Barbarigo, nato a Venezia nel 1625 e morto a Padova nel 1697, è una delle figure episcopali più luminose del diciassettesimo secolo italiano. Vissuto tra incarichi diplomatici di alto profilo e un profondo impegno pastorale nelle diocesi di Bergamo e Padova, si distinse per una dedizione totale ai poveri, agli ammalati e alla formazione del clero. La sua esistenza fu segnata da una straordinaria coerenza evangelica, che lo portò a vendere tutti i suoi averi e a servire come padre e infermiere durante la terribile peste romana del diciassettesimo secolo.

Viene ricordato con profonda venerazione per il suo zelo pastorale ispirato a San Carlo Borromeo, per l'impulso dato agli studi e alle tipografie orientali nel Seminario di Padova, e per il suo infaticabile lavoro al servizio della Chiesa universale come cardinale e consigliere di Papa Innocenzo XI. Proclamato santo nel 1960 da Giovanni XXIII, che in gioventù aveva firmato gli appelli per la sua canonizzazione, San Gregorio Giovanni Barbarigo rimane un modello luminoso di carità operosa, di rigore interiore e di amore instancabile per l'educazione cristiana della gioventù.

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Gli altri santi di oggi

Santi Marco e Marcelliano

Martiri di Roma

I santi Marco e Marcelliano rappresentano una luminosa testimonianza di fedeltà evangelica nel cuore di Roma, durante il travagliato quarto secolo. Fratelli nella fede e nel sangue, essi offrirono la propria vita in un tempo di aspra persecuzione, rimanendo saldi nel loro ministero diaconale, ricevuto per mano di papa Gaio. La loro vicenda umana e spirituale si intreccia con i giorni drammatici segnati dall'editto di Diocleziano, che pretese di piegare la coscienza dei cristiani attraverso la violenza e il tradimento.

Il ricordo di questi martiri è affidato alla memoria liturgica della Chiesa, che ne celebra il coraggio il giorno diciotto giugno. Essi sono venerati per aver affrontato il martirio con una dedizione incrollabile, preferendo il supremo sacrificio del trafiggimento con lance piuttosto che rinnegare il proprio legame con Cristo. La loro testimonianza continua a interpellare il cuore dei fedeli, invitando a una coerenza di vita che non teme le prove del tempo, ma si affida con umiltà alla promessa di vita eterna custodita nel Signore.

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Santi Ciriaco e Paola

Martiri

I santi Ciriaco e Paola sono ricordati nella Chiesa come martiri che vissero nel quarto secolo, testimoniando la fede cristiana in tempi di dura persecuzione. La loro memoria liturgica si celebra il diciotto giugno, giorno in cui la tradizione ne commemora il sacrificio estremo. Le notizie che li riguardano emergono da una complessa stratificazione di fonti antiche, tra cui i martirologi storici e i calendari medievali, che testimoniano la diffusione della loro devozione lungo le sponde del Mediterraneo. Sebbene la critica agiografica collochi originariamente le loro vicende in terra d'Africa, il loro culto fiorì profondamente anche in Spagna, dove i due martiri sono tradizionalmente venerati come patroni della città di Malaga.

La ricostruzione della loro testimonianza si scontra con la non concordanza dei dati offerti dai calendari primitivi, come il Martirologio Geronimiano, che riporta il nome di Ciriaco in date differenti tra il sedici e il ventuno giugno e sotto diversi indici topografici. Tale sovrapposizione ha generato nel corso dei secoli vari problemi interpretativi, portando persino a duplicazioni di festività nello stesso Martirologio Romano, che a volte ha distinto erroneamente i santi del diciotto giugno da quelli ricordati il venti giugno. Nonostante queste incertezze documentarie, la figura di Ciriaco e della vergine Paola rimane salda nella coscienza cristiana come simbolo di fedeltà al Vangelo fino al dono della vita.

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Santa Elisabetta di Schonau

Religiosa

Santa Elisabetta di Schonau visse nel dodicesimo secolo, lasciando un segno profondo nella storia della spiritualità monastica e della mistica cristiana. Nata con ogni probabilità a Bonn, in Renania, nel millenovecentoventinove da una nobile famiglia, come è stato recentemente dimostrato, entrò fin da giovane nell'ambiente religioso. All'età di circa dodici anni fu infatti affidata dai genitori alle monache della doppia abbazia benedettina di Schonau sul Reno, situata nei pressi di Sankt Goarshausen. Il padre della santa si chiamava Hartwig, e rappresenta l'unico genitore di cui si abbia notizia certa. Nel millenovecentoquarantasette, Elisabetta prese il velo e fece la professione religiosa presso la stessa abbazia, consacrandosi interamente al Signore come vergine. Dieci anni dopo la professione, la comunità la elesse magistra, affidandole il compito di superiora delle monache che, all'epoca, erano prive di una badessa e dipendevano direttamente dall'abate del monastero.

La sua figura è particolarmente ricordata per le straordinarie esperienze mistiche che segnarono la seconda metà della sua esistenza terrena e per la fecondità della sua produzione letteraria. Ridotta in uno stato di salute già cagionevole sin dall'infanzia, nel millenovecentocinquantadue, reduce da una grave malattia, Elisabetta iniziò a essere favorita da visioni ed estasi celesti. Durante questi momenti di profonda unione con il divino, la vergine parlava con Nostro Signore, con la Madonna e con i santi del giorno, in fenomeni che duravano talvolta parecchie settimane e che finirono per debilitare progressivamente il suo fisico. Ella si spense a Schonau il diciotto giugno del millenovecentosessantaquattro, all'età di circa trentacinque anni. Il Martirologio la ricorda come vergine a Schonau nella Renania in Germania, insigne nell'osservanza della vita monastica, e la Chiesa ne celebra la memoria liturgica proprio nel giorno della sua nascita al cielo.

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San Calogero

Eremita in Sicilia

San Calogero visse nel sesto secolo e la sua figura è profondamente legata alla terra e alla spiritualità della Sicilia, dove operò come eremita. Il termine Calogero, di origine greca, significa bel vecchio, un appellativo che nell'antichità univa il concetto di bellezza a quello di bontà e giustizia, richiamando l'immagine evangelica del buon Pastore. Nato a Calcedonia sul Bosforo intorno al 466 e morto sul Monte San Calogero nel 561, questo insigne asceta trascorse la sua lunga esistenza nella preghiera, nella penitenza e nell'evangelizzazione, lasciando un'impronta indelebile nella devozione popolare isolana.

Ricordato con intensa venerazione il diciotto giugno, San Calogero è celebrato in tutta la regione con suggestive processioni che riflettono la fede profonda dei fedeli. La sua vita si snodò tra pellegrinaggi, visioni mistiche, la lotta contro le potenze infernali e la cura amorevole dei sofferenti, ai quali indicava i benefici delle acque termali. Custodito nei secoli attraverso memorie monastiche, tradizioni orali e santuari meta di pellegrinaggio, il santo eremita rimane un punto di riferimento luminoso della santità cristiana nel Mediterraneo.

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Beata Osanna Andreasi da Mantova

Vergine domenicana

Tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, la figura della Beata Osanna Andreasi fiorì alla corte dei Gonzaga di Mantova, venendo considerata santa già durante la sua vita terrena. Nata a Carbonarola il diciassette gennaio 1449 da Andrea e da Agnese Gonzaga, visse come vergine consacrata e terziaria domenicana, unendo mirabilmente la profonda contemplazione divina con le occupazioni terrene, la penitenza e la cura dei poveri.

Ricordata per i suoi straordinari fenomeni mistici, tra cui le stimmate e il cuore trafitto, fu consigliera spirituale di sovrani e guida per il popolo. La sua esistenza segnò profondamente il principato mantovano, lasciando un'eredità di carità e fede che continua a essere onorata liturgicamente il diciotto giugno.

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Santa Marina - Marino

Monaca

Santa Marina, conosciuta anche come fra' Marino, visse nel corso dell'ottavo secolo, sebbene alcuni storici la collochino tra il quarto e il quinto secolo, ed è originaria della Bitinia in Asia Minore, oggi Turchia. La sua storia spirituale e umana si svolse tra il mondo della devozione e la prova del silenzio, culminando nel cenobio di Kanoubine in Siria, un luogo nascosto di preghiera tra grotte scavate nella roccia. La sua figura è profondamente legata alla cittadinanza di Venezia, dove le sue spoglie sono custodite e venerate dal millesimoduecento, e dove viene onorata come compatrona.

La memoria liturgica di Santa Marina si celebra il diciotto giugno, data in cui il Martirologio Romano la pone e in cui si venera anche a Parigi. La sua esistenza straordinaria, caratterizzata dal travestimento maschile per seguire il padre in monastero e dall'accettazione ingiusta di una calunnia gravissima, ha appassionato gli agiografi in ogni tempo. L'origine del nome Marina deriva dal latino Marinus che significa uomo del mare, oppure può derivare da Marius ovvero Mario, ed è un nome molto diffuso in Italia e in Francia, insieme al diminutivo Marinella.

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San Leonzio di Tripoli

Martire

San Leonzio di Tripoli è ricordato come uno dei martiri più celebri della Fenicia e dell'Oriente cristiano, la cui memoria liturgica si celebra il diciotto giugno. La sua figura si staglia attraverso una complessa stratificazione di fonti storiche, monumenti di culto e tradizioni agiografiche che ne attestano la straordinaria venerazione nei secoli antichi.

Il culto di San Leonzio fiorì profondamente non solo a Tripoli, dove sorgeva il suo celebre santuario presso il porto, ma si diffuse in tutto il mondo bizantino, in Siria, in Egitto e in Arabia. La devozione per questo martire, associato in alcune tradizioni a Publio, Ipazio, Teodulo e altri compagni, ha lasciato tracce indelebili in basiliche, iscrizioni e antichi calendari liturgici.

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Sant' Amando di Bordeaux

Vescovo

A Bordeaux in Aquitania, in Francia, sant’Amando, vescovo, che istruì nella dottrina della verità e battezzò san Paolino da Nola, che spesso lo lodò.

San Simplicio e familiari

Eremiti

Beata Marina di Spoleto

Agostiniana

Sant' Erasmo

Anacoreta e confessore

Sant' Alena da Forest

Vergine e martire

Sant' Equizio

Diacono

Beato Pietro Sanchez

Mercedario

Beato Gonsalvo di Silos

Dal Martirologio Romano

A Padova, san Gregorio Barbarigo, vescovo, che istituì il seminario per i chierici, insegnò il catechismo ai fanciulli nel loro dialetto, celebrò un sinodo, tenne colloqui con il suo clero e aprì molte scuole, dimostrandosi generoso con tutti, severo con se stesso. — Martirologio Romano