18 giugno
San Leonzio di Tripoli
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti e le tradizioni sulla vita
Leonzio di Tripoli, insieme a Publio, Ipazio o Ipato e Teodulo, viene venerato come santo martire, sebbene la notorietà di questi personaggi si fondi su fattori differenti. I monumenti di culto dedicati a Leonzio possiedono una sicura autorità storica, mentre la testimonianza letteraria relativa agli altri santi presenta un valore più dubbio. La testimonianza letteraria più antica e autorevole su Leonzio proviene da Severo d'Antiochia, il quale attesta che il santo non fu trascinato a forza davanti al giudice, bensì vi si recò spontaneamente. Leonzio vide condotto a morte il martire Publio, che abitava nelle sue vicinanze, e decise di fargli vicino. Egli accompagnò Publio parlandogli senza timore, preoccupandosi esclusivamente di ascoltare il suo insegnamento e compiendo così il martirio insieme a lui. Severo afferma di aver appreso questi fatti nel quattrocento ottantotto da un vecchio vissuto sempre a Tripoli, confermando una tradizione che si tramandava sin dal principio del quinto secolo, all'epoca di santa Melania la giovane. Esiste tuttavia una seconda tradizione, definita orientale, tramandata da una passio siriaca e da una georgiana edita nel diciannove quarantasei da Kekelidze. Secondo questo racconto, Leonzio era un soldato greco vissuto all'epoca di Diocleziano e di stanza a Tripoli. Leonzio viene convertito dal monaco Publio, inizia a donare ai poveri il suo stipendio militare e dimostra aperto disprezzo per il paganesimo sputando sugli idoli. I sacerdoti pagani denunciano Leonzio e Publio al tribuno Filocrinio. Leonzio viene semplicemente redarguito, mentre Publio subisce la flagellazione ed è esiliato ad Emesa, in Siria Apamene. Publio non si rassegna a restare in terra di pagani e fa ritorno al suo monastero. Leonzio va a trovare Publio a Tripoli dopo aver appreso del suo ritorno e i sacerdoti pagani denunciano nuovamente i due al giudice Firmiliano. Publio viene flagellato, torturato e muore durante il trasferimento al governatore di Tiro, Eumene. Leonzio viene seviziato, bastonato e subisce il martirio morendo il diciotto giugno nella zona Kritiria presso il porto di Tripoli. Una donna di nome Giovanna si occupa di seppellire Leonzio nel proprio giardino. Mare o Mauro, marito di Giovanna, si trova in carcere a Roma e vede in sogno il martire che gli preannuncia la liberazione. Mare, una volta tornato a Tripoli, cura la costruzione del Martyrion. Il estudioso Nau ritiene la passio una traduzione di un testo greco oggi scomparso e sostanzialmente autentico, sebbene il testo appaia alquanto approssimativo nell'indicare la morte sotto Diocleziano, Massimino e Licinio, imperatori che non regnarono insieme. Altri studiosi considerano la passio una semplice composizione letteraria di scarso valore, nata probabilmente in ambiente monastico. Vicinissimo al santuario di Tripoli vi era un grande monastero, e Severo racconta che numerosi studenti di diritto a Beyruth, compreso se stesso, si fecero monaci attratti dal santo dopo aver pregato Leonzio. Esiste infine una terza tradizione costituita da testi greci e richiamata dai sinassari, non anteriore al nono secolo. La tradizione greca appare ricca di elementi romanzeschi e fantasiosi, quali lunghi interrogatori, miracoli, apparizioni di angeli e atroci tormenti, collocando l'epoca del martirio sotto Vespasiano e presentando Leonzio insieme a dei soldati. Secondo questa versione, Leonzio è un soldato greco a Tripoli che cerca ferventemente di convertire i pagani. Il senatore Adriano incarica il tribuno Ipazio di arrestare Leonzio. Ipazio viene colto da una febbre violenta e guarisce solo dopo aver invocato il Dio di Leonzio, ammonito da una voce celeste. Ipazio racconta l'accaduto ai suoi soldati e Teodulo ne resta profondamente colpito. Ipazio e Teodulo si convertono e ricevono il battesimo miracolosamente in una nube di pioggia per le preghiere di Leonzio. Ipazio e Teodulo vengono successivamente arrestati, processati sommariamente e decapitati. Leonzio subisce numerosi interrogatori, tormenti e la prigionia durante la quale è confortato da un angelo, per poi essere condannato ad essere percosso a morte. Il martirologio colloca san Leonzio soldato a Tripoli in Fenicia, oggi in Libano, ricordando che fu sottoposto ad atroci torture in carcere prima di ottenere la corona dei martiri. La redazione del testo nota come sigla BHG novantotto sei si autodefinisce opera del carceriere di Leonzio, Ciro. La redazione BHG novantotto sei bis termina con il racconto di Giovanna e Mare, confermando l'identità del Leonzio della tradizione orientale, mentre la redazione BHG novantotto sette bis termina con una preghiera per l'imperatore. Il racconto della tradizione greca fu probabilmente composto per un ambiente militare o per dare protettori all'esercito bizantino. Non è possibile precisare con certezza l'origine dei nomi dei due soci. Crum e Peeters hanno avanzato il sospetto di una terza metamorfosi di Leonzio, ipotizzando che il santo sia passato dall'essere greco a essere arabo, identificandosi con san Leonzio l'Arabo, menzionato da fonti egiziane e copte. Crum e Peeters trattarono questa ipotesi negli Acta Bollandiana del diciannove dieci e del diciannove trent十九o, e i monumenti arabi di culto segnalati potrebbero confermare tale ipotesi. Un approfondimento su san Leonzio l'Arabo si trova alla relativa voce nel gruppo comprendente Teodoro l'Orientale, Leonzio l'Arabo e Panegyris il persiano. F. Gorres ha espresso dubbi sull'esistenza stessa di Leonzio a causa degli elementi romanzeschi legati a Ipazio e Teodulo.
Il culto e la diffusione della devozione
Leonzio di Tripoli è considerato il più celebre martire della Fenicia e uno dei più famosi della Siria e di tutto l'Oriente. Al Martyrion di Leonzio a Tripoli accorrevano folle attirate dai miracoli avvenuti nel luogo, e antichi testi contengono racconti di prodigi verificatisi presso il suo santuario. Tra i pellegrini illustri che visitarono il santuario vi fu santa Melania la giovane nel quattrocento diciassette. San Pietro Ibero, morto nel quattrocento ottantaquattro, fu pellegrino al santuario di Leonzio, e il Pellegrino di Piacenza visitò il luogo sacro tra il cinquecento sessanta e il cinquecento settanta. Severo d'Antiochia ricevette il Battesimo nel quattrocento ottantottanta nella basilica di Leonzio a Tripoli. Divenuto patriarca, Severo mostrò grande devozione al santo recitando due omelie a lui dedicate nel cinquecento tredici e cinquecento quattordici e componendo un inno inedito. Testimonianze posteriori indicano che il santuario di Tripoli si trovava presso il porto, nel suburbio di Kritiria, e fu costruito da un personaggio di nome Mare o Mauro. Esistevano inoltre altri santuari dedicati a Leonzio in diverse località. Nel sobborgo di Dafne ad Antiochia, nel cinquecento sette, i cristiani occuparono e saccheggiarono una sinagoga sostituendola con una chiesa dedicata a Leonzio, e una traccia di questo santuario antiocheno sembra sia stata scoperta in un pavimento musivo recente. Molto probabilmente Severo d'Antiochia recitò le sue omelie su Leonzio proprio nel santuario di Antiochia. A Costantinopoli i sinassari attestano che la festa di Leonzio il diciotto giugno veniva celebrata nel quartiere del Camaridio e nella chiesa di San Leonzio presso la Porta della Fonte. A Gerusalemme una chiesa di San Leonzio nella valle di Giosafat è menzionata da due documenti del nono secolo. Il Calendario Palestino-georgiano del Sinaiticus trentaquattro e un palinsesto georgiano pubblicato nel diciannove ventisette attestano una memoria di San Leonzio celebrata il quattordicesimo giorno di novembre nell'Aphthonio presso il Getsemani. Le testimonianze di culto a Leonzio sono particolarmente numerose e importanti in Arabia. Nella Traconitide, a Sour, un architrave datato al cinquecento sessantatre reca un'invocazione a san Leonzio. Nello Hauran, una chiesa di San Leonzio a Doroa risale al cinquecento sessantacinque, mentre una seconda chiesa dedicata ai santi Sergio, Bacco e Leonzio a Bostra risale al cinquecento dodici-tredici. Altre iscrizioni su lampade e oggetti con invocazioni a san Leonzio sono state rinvenute, inclusa un'iscrizione su una pittura a Meskla nell'isola di Creta. Il culto di Leonzio è attestato anche in Egitto. I calendari bizantini e orientali celebrano la festa di Leonzio il diciotto giugno, data confermata dal Sinassario italo-greco del tredicesimo secolo, dal Martirologio di Rabbàn Slìbà, dal Calendario Palestino-georgiano e dal Calendario Greco-slavico. Teodoreto di Ciro, morto nel quattrocento cinquantotto, inserisce la festa di san Leonzio tra le più solenni del calendario cristiano, capace di sostituire le antiche feste pagane. Il Martirologio Geronimiano non menziona apertamente Leonzio, salvo possibili oscure note il diciannove marzo, il ventidue novembre e il ventiquattro dicembre. Altri calendari e menei menzionano il santo, come riportato nel prologo dell'Henskens negli Acta Sanctorum. Il Calendario Palestino-georgiano ricorda al diciotto giugno Leonzio martire e Publio monaco e martire.
Il cammino del martirio
La vicenda terrena di San Leonzio si svolge nel contesto del quarto secolo, in un'epoca di profonde trasformazioni e aspre prove per i cristiani. Originario di Tripoli, Leonzio prestava servizio come soldato quando l'incontro provvidenziale con il monaco Publio mutò radicalmente l'orizzonte della sua vita. La parola di Publio agì come un seme fecondo, portando Leonzio ad accogliere il messaggio cristiano con una sincerità che non ammetteva compromessi. Questa scelta di fede, vissuta con la radicalità propria di chi ha trovato la perla preziosa, attirò presto l'attenzione delle autorità pagane, che vedevano in tale conversione una minaccia all'ordine costituito.
Denunciati per la loro professione di fede, Leonzio e Publio furono tratti in arresto. Durante il trasferimento forzato verso la città di Tiro, il monaco Publio concluse la sua esistenza terrena, lasciando Leonzio solo nel cammino verso la prova suprema. Condotto nuovamente a Tripoli, il soldato fu sottoposto a dure torture, che egli affrontò con la fermezza di chi sa di non essere solo nel dolore. Il suo martirio si compì presso il porto di Tripoli, luogo che divenne testimone del suo ultimo respiro. La pietà cristiana trovò espressione nell'opera di una donna di nome Giovanna, la quale, con coraggio e devozione, si fece carico di comporre il corpo del martire, offrendogli sepoltura nel proprio giardino. Il ricordo di San Leonzio si estese ben oltre i confini di Tripoli, toccando città come Antiochia, Costantinopoli e Gerusalemme, dove la sua memoria fu custodita come un tesoro prezioso della tradizione cristiana.
La memoria liturgica
Il culto di San Leonzio di Tripoli attraversa i secoli, mantenendo intatta la sua forza di richiamo spirituale. Egli è celebrato il diciotto giugno, data che nei calendari bizantini e nelle tradizioni orientali segna il momento in cui la Chiesa fa memoria del suo passaggio da questa terra alla gloria celeste. Questa ricorrenza non è soltanto un richiamo al passato, ma un invito rivolto ai fedeli a rinnovare il proprio impegno di testimonianza quotidiana. La figura del soldato che diventa soldato di Cristo parla a ogni generazione, ricordando che la vera fortezza non risiede nel potere degli uomini, ma nella capacità di rimanere saldi nella speranza anche quando le circostanze appaiono avverse.
Attraverso i secoli, il nome di Leonzio è stato invocato dai fedeli che cercano conforto e protezione. La sua storia, pur nella sua essenzialità, continua a essere un punto di riferimento per le comunità cristiane che, in Oriente e in Occidente, riconoscono nei martiri i veri custodi del Vangelo. Celebrare la sua festa significa accogliere l'eredità di coloro che hanno saputo trasformare la fine violenta in un atto di amore oblativo, rendendo il sacrificio di Leonzio una preghiera che risuona incessantemente dinanzi a Dio per il bene di tutti gli uomini.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Leonzio di Tripoli?
San Leonzio di Tripoli si festeggia il diciotto giugno, come attestato da numerosi calendari bizantini, orientali, dal Sinassario italo-greco e da altre antiche tradizioni liturgiche.
Di cosa è patrono San Leonzio di Tripoli?
San Leonzio di Tripoli è patrono dell'esercito bizantino.
A Tripoli in Fenicia, ora in Libano, san Leonzio soldato, che, sottoposto in carcere ad atroci torture, ottenne la corona dei martiri. — Martirologio Romano