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18 giugno

Beata Osanna Andreasi da Mantova

Vergine domenicana

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e fanciullezza

Osanna Andreasi nacque il diciassette gennaio 1449 nell'antico borgo di Carbonarola, nel comune di Carbonara di Po, in provincia di Mantova. I suoi genitori si chiamavano Andrea e Agnese Gonzaga, e la madre era forse imparentata con i marchesi Gonzaga. La sua nascita fu intensamente desiderata e attesa dai genitori come segno di prosperità e augurio, e al fonte battesimale ricevette il nome di Osanna, che esprime gioia, speranza e lode al Signore. Dopo la prima formazione familiare, Osanna imparò a leggere e scrivere in breve tempo, quasi miracolosamente. Nel suo libello autobiografico, Osanna racconta che all'età di circa sei anni, sulla riva del Po, ebbe la visione di un Angelo. L'Angelo invitava Osanna a lodare Dio attraverso la bellezza e la varietà di tutte le creature. Accanto alla contemplazione della natura, Osanna rivolse la sua attenzione gentile e aperta verso i poveri e i bisognosi.

La consacrazione e il carisma domenicano

All'età di quindici anni, Osanna espresse il desiderio di vestire l'abito delle Terziarie domenicane. Il desiderio di entrare nel terz'ordine rispondeva alla sua inclinazione a fare il bene e a vivere l'ascesi e la mistica. La sua intenzione prevalse sulla riluttanza iniziale del padre, che aveva progettato una soluzione diversa a causa della loro nobiltà. La nuova vita fu penitente, poco agiata e dedita ai bisogni dei poveri. Vestì l'abito delle Suore della Penitenza di San Domenico. Nel 1477, all'età di ventotto anni, Osanna ricevette segni straordinari che segnarono per sempre la sua vita. Ricevette sulle mani, sul costato, sui piedi e sulla fronte i segni delle stimmate a prova del suo amore per la Passione di Cristo. Le stimmate non lacerarono la pelle ma si presentarono in forma di turgore cutaneo. Il cuore trafitto divenne il simbolo iconografico di Osanna. Il Signore ricompensò Osanna con molti doni soprannaturali come la trafittura del cuore, l'incoronazione di spine e le stimmate. Le stimmate di Osanna erano senza lacerazione dei tessuti ma ben visibili come turgore. Il compenso più grande per Osanna era prendere parte all'opera di redenzione attraverso la passione di Cristo. La passione di Cristo è il centro della meditazione e della vita spirituale di Osanna. Le innumerevoli sofferenze fisiche e morali diventarono sostanza della vita spirituale e mistica di Osanna.

La vita a Mantova e la casa di Contrada del Cervo

Dopo circa trent'anni trascorsi nel borgo natio a fare del bene, nel 1480 la famiglia si trasferì a Mantova. La famiglia si stabilì nella casa-palazzo di via Contrada del Cervo, di fronte alla chiesa di Sant'Egidio. La casa mantovana è un raro esempio di abitazione quattrocentesca giunta integra nei secoli. La facciata della casa è d'ispirazione fancelliana con finestre rettangolari, superficie rosata e merlature finte. La facciata riflette lo stile dell'architetto Luca Fancelli, attivo per i Gonzaga dal 1450. Gli ambienti interni mantengono l'atmosfera originale con colonne, balaustre e cartigli con massime latine. L'edificio si sviluppa su tre piani oltre a cantina e soffitta. Al piano terra la sala conferenze è affrescata con decorazioni a grottesche con motivi floreali, umani e animali. Al mezzanino si trovano una cappellina consacrata e un piccolo studio con armadiature dipinte. Il piano nobile è composto da quattro vani, di cui uno interamente affrescato a trompe l'oeil. In un'altra stanza del piano nobile, dove visse e morì la beata, sono custoditi i suoi ricordi personali e di culto. Durante la vita della Beata, la sua stanza divenne un ambiente di culto frequentato da molte persone. Le persone frequentavano la stanza della Beata per ricevere beni materiali, spirituali e morali dalla sua ardente carità. L'attenzione e le premure della Beata si rivolsero anche ai membri della famiglia regnante dei Gonzaga. I Gonzaga stimavano la Beata e la tenevano in grande considerazione. Nel cortile della casa vi sono rose, piante ornamentali di bosso e piante officinali. Il cortile della casa presenta un porticato con colonne quattrocentesche in marmo rosa recanti lo stemma Andreasi. Gli affreschi della casa risalgono al Quattrocento e al Cinquecento, con aggiunte del Seicento sopra un camino. I soffitti della casa sono in legno a cassettoni in parte ancora decorati. I pavimenti e le scale della casa sono in cotto. Le porte della casa sono in legno. La casa appartiene attualmente alla Provincia Domenicana dopo vari passaggi di proprietà. La Provincia Domenicana ha adibito la casa a sede di una Fraternità dal 1935. La casa ospita un centro religioso per la divulgazione culturale spirituale e mistica per conservare la memoria della Beata Osanna.

Il legame con la corte dei Gonzaga

Tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento fiorì alla corte dei Gonzaga di Mantova la figura di Osanna Andreasi, considerata santa durante la sua vita. La santità di Osanna oltrepassava la sfera personale, estendendosi alla corte e dando prestigio ai Gonzaga. La presenza di Osanna creò una forma di santità politica a vantaggio della popolazione del principato. Nel 1478 il marchese Federico I affidò sua moglie Margherita di Baviera e i suoi sei figli alla Beata prima di allontanarsi da Mantova per combattere gli Svizzeri a causa della grande stima verso di lei. La Beata si prese cura della famiglia del marchese con grande premura, specialmente dopo la morte della marchesa avvenuta nel 1479. I rapporti con i Gonzaga divennero ancora più stretti all'epoca del marchese Francesco e di sua moglie Isabella d'Este. Il marchese Francesco e Isabella d'Este scelsero la Beata come guida spirituale e consigliera in affari di stato, come attestato dai biografi contemporanei. I marchesi attribuirono alle preghiere della Beata la nascita ormai insperata dell'erede Federico II nel 1500. Federico II fu chiamato per questo motivo il figlio d'orazione. Elisabetta, sorella del marchese Francesco, trovò conforto e sostegno spirituale presso la Beata quando suo marito Guidobaldo d'Urbino dovette fuggire ripetutamente a causa delle insidie di Cesare Borgia. I primi biografi la definivano la santa viva mantovana e consigliera ufficiale dei Gonzaga. I marchesi di Mantova vollero fortemente l'istruzione del processo di beatificazione della santa viva mantovana. I marchesi di Mantova mossero motivazioni politiche e ispirazioni religiose per il culto di Osanna. Ecclesiastici vicini ai Gonzaga diedero impulso alla diffusione del culto e alla canonizzazione della terziaria domenicana. Osanna Andreasi fu proposta come esempio a edificazione del popolo cristiano, riunendo virtù mistiche e profetiche. Il culto di Osanna mirava a confermare il culto di altre beate domenicane da lei stessa venerate.

Esperienze mistiche e rivelazioni

La vita spirituale di Osanna era accompagnata da fenomeni mistici come estasi, visioni e stigmatizzazione del corpo. Gesu scelse Osanna all'età di cinque anni come prediletta delle sue rivelazioni. Le rivelazioni divine si manifestarono attraverso rapimenti estatici e piccole penitenze che l'accompagnarono per tutta la vita. Il culmine dei rapimenti mistici fu la partecipazione alla passione di Cristo in tutto il corpo. La Beata chiese e ottenne da Gesù di sposarla misticamente all'età di diciotto anni. Osanna ottenne il dono della profezia. La Beata fu ripetutamente vessata dal demonio, dal quale uscì sempre vittoriosa con l'aiuto del Signore e l'intercessione della Vergine e dei Santi. Osanna sperimenta grandi fenomeni mistici ma non riesce a descrivere Dio durante quei momenti. Osanna viene colpita dalla visione di Dio che gode nel suo intimo. Osanna non vorrebbe ritornare nel suo corpo per non separarsi dalla bellezza e bontà divina. Osanna prova un profondo desiderio di unione eterna con Dio dopo i rapimenti e voli mistici. Negli ultimi anni della sua vita Osanna vede in visione lo stato della Chiesa. Osanna presagisce i mali che sovrastano la povera Italia. Osanna si offre vittima di espiazione per i mali presagiati. Osanna si unisce al preziosissimo sangue di Gesù. Osanna nutre una grande devozione verso le piaghe di Gesù. Osanna raccontava a padre Girolamo la consolazione e la gioia che Dio riversa nell'anima quando la unisce a sé. Durante l'unione con Dio le forze del corpo sono debilitate e inerti mentre l'anima vede visioni mai viste prima. Nella dolcezza dell'unione l'anima gioisce esclusivamente della visione e dell'eterna maestà divina senza distrazioni. Il corpo non sente più niente perché le sue forze sono legate e risucchiate dalla forza superiore dell'anima. Quando riceveva la santa Eucarestia, la beata era subito rapita in estasi per tre o quattro ore. Talora perdeva i sensi per l'intera giornata restando immobile come morta. Era dotata di somma umiltà e mirabile pazienza nelle avversità. Era frequentemente intenta all'orazione e alla contemplazione.

Gli scritti e l'epistolario

L'Epistolario di Osanna fu stampato per la prima volta nel 1507. Gli scritti dell'Osanna costituiscono il corpus epistulae secondo il carisma della terziaria domenicana. Si conservano quarantatré lettere del corpus epistulae scambiate con il monaco olivetano Girolamo Scolari, suo biografo. Le quarantatré lettere variano per stile e varietà di argomenti. Si conservano altre quarantasette lettere molto brevi indirizzate al marchese Gonzaga e a vari dignitari della corte. Le lettere brevi servivano a intercedere favori e piaceri per i bisognosi che si rivolgevano a lei per grazie e sussidi. Lo stile e la lingua delle lettere sono poveri, elementari ed essenziali, intessuti di passi biblici comuni su carità e misericordia. Si conserva una raccolta di novantasei composizioni di colloqui spirituali tra la Beata e Girolamo Scolari. La raccolta dei colloqui spirituali abbraccia circa vent'anni, dal 1486 al 1505. I colloqui spirituali contengono il racconto delle esperienze spirituali e mistiche vissute con il Signore.

Transito, sepoltura e prime biografie

Osanna visse circondata dall'affetto dei concittadini fino alla morte. La Beata Osanna Andreasi morì il diciotto giugno 1505, un mercoledì, alle ore cinque del pomeriggio. Al momento della morte aveva cinquantasei anni, sei mesi e un giorno. Osanna Andreasi morì a Mantova il diciotto giugno 1505. La morte avvenne alla presenza dei suoi direttori spirituali fra Francesco Silvestri da Ferrara detto il Ferrarese, fra Girolamo da Genova e il monaco olivetano Girolamo Scolari. Assistettero alla morte anche i marchesi di Mantova Francesco II e Isabella Gonzaga, alcuni frati domenicani, Sigismondo Gonzaga fratello del marchese e protonotario apostolico poi cardinale, e membri della corte gonzaghesca. Ai funerali parteciparono i marchesi Francesco e Isabella. Dalla puerizia sino ai cinquantasei anni la beata ha tenuto un comportamento irreprensibile, pio e devoto. La sua condotta fu caratterizzata da probità e santità. La sua vita apparve mirabile a mantovani, forestieri, ecclesiastici e laici. Molti trassero profitto dalla sua conversione o dalla sua sola presenza. La Beata fu sepolta nella chiesa di San Domenico. Il corpo di Osanna fu deposto nella chiesa dei Frati Predicatori della città. Tre anni dopo la morte, il corpo fu esumato per essere collocato in un'arca marmorea. L'arca marmorea fu voluta dalla devozione della Marchesa Isabella. Durante l'esumazione a tre anni dalla morte, il corpo fu trovato incorrotto. La tomba divenne rapidamente oggetto di culto e venerazione popolare. Numerosi fedeli mantovani e non ottengono miracoli e grazie presso il sepolcro. La prima biografia di Osanna fu scritta dal domenicano Francesco Silvestri da Ferrara. La prima biografia ha il titolo Beatae Osannae Mantuanae de tertio habitu Ordinis Fratrum Praedicatorum uita. La prima biografia fu edita a Milano nel 1505 per i tipi di Alessandro Minuziano. La prima traduzione in italiano della legenda fu curata dal milanese Giulio da Vico Mercato. La traduzione italiana fu pubblicata il sedici gennaio 1507 presso lo stampatore Alessandro Minuziano. La biografia del Ferrarese ha come filo conduttore la proposta della santità dell'Andreasi quale profetessa. Osanna è descritta come una donna indubbiamente carismatica, oggetto di particolari doni divini e straordinari miracoli. Il teologo Silvestri insiste sull'esposizione delle virtù di Osanna come l'umiltà, la docilità alla volontà divina e la perseveranza nella prova. Tra le virtù di Osanna vi sono la predilezione per il silenzio e la solitudine e la repulsione verso le vane conversazioni. La Beata Osanna è presentata come una mistica della passione di Cristo. Osanna visse una vita devota e illuminata, dedicata alla penitenza, all'estasi e alle sofferenze della stigmatizzazione in mezzo a preoccupazioni di un'amministrazione domestica efficiente e intelligente. All'età di diciotto anni Osanna si sposò misticamente con Gesù Cristo. Osanna raggiunse i gradini più alti dell'unione mistica divina in giovane età. Il confessore e biografo di Osanna è l'olivetano Girolamo Scolari. La seconda fonte agiografica è il Libretto de la vita et transito de la beata Osanna da Mantua di Girolamo Scolari. Il libro di Girolamo Scolari fu stampato a Mantova nel 1507 per i tipi di Leonardo Bruschi. La traduzione in latino del libro di Scolari fu pubblicata negli Acta Sanctorum. Girolamo Scolari presenta la Beata come una mistica insignita di stigmate, visioni ed estasi.

Il culto, le ricognizioni e la memoria storica

Il Decreto di Beatificazione fu emesso da Papa Leone X l'otto gennaio 1515. Papa Leone X concesse alla città di Mantova con un breve dell'otto gennaio 1515 la facoltà di celebrare messa e ufficio in onore della beata Osanna. Il decreto fu redatto su relazione della marchesa di Mantova Isabella d'Este Gonzaga e di altre fonti. La defunta vergine Osanna Andreasi era di Mantova. Papa Innocenzo XII confermò il culto della Beata con una bolla del ventisei novembre 1694. Il culto fu esteso a tutto l'ordine domenicano il diciotto gennaio 1695. La festa liturgica della beata Osanna ricorre il diciotto giugno. Il martirologio la ricorda come vergine a Mantova. La storiografia locale, in occasione del quinto centenario della nascita nel 2005, ha valorizzato le antiche biografie e in particolare l'Epistolario della beata. Le reliquie della Beata sono conservate oggi nella cattedrale di Mantova. Il corpo incorrotto della Beata Osanna Andreasi riposa nel transetto sinistro della Cattedrale di San Pietro Apostolo. Il corpo si trova nel Duomo di Mantova, nel secondo altare a sinistra. Il corpo della beata Osanna è stato riesumato la prima volta nel 2003. La tomba della beata è stata aperta per la presenza di agenti patogeni all'interno. Gli esperti hanno programmato una nuova apertura della tomba per la conservazione della salma. La tomba è stata nuovamente aperta nel 2010 dopo sette anni. Sono state eseguite analisi con la tomografia assiale computerizzata e altre operazioni sulla salma. La salma è stata riportata nel Duomo di piazza Sordello. La salma è stata riposta in una nuova teca di plexiglass a tenuta stagna. La tomografia ha permesso di ricostruire particolari della vita e forse i motivi del decesso secondo Rosanna Golinelli. L'esame serve ad avviare il processo di conservazione reso necessario dagli agenti patogeni. La prima esumazione in cui furono scoperti gli agenti patogeni risale al 2003. È stata creata una task force con il dottor Nicola Fiasconaro e Franco Mallegni. La task force ha esaminato le spoglie davanti ai monitor dell'ospedale. La task force ha emesso un verdetto sull'ottimo stato delle spoglie mortali. È stato stabilito che lo stato delle spoglie è naturale e non frutto di imbalsamazione. I radiologi del Poma hanno compiuto accertamenti sulla salma. La salma è stata tradotta nuovamente nel Duomo di piazza Sordello. La cassa mortuaria è stata avvolta in un involucro per assorbire l'ossigeno. Il trattamento serve a eliminare insetti e batteri presenti. La bara verrà riposta in una nuova teca di plexiglass a tenuta stagna. Sarà effettuata la ricostruzione del volto della beata grazie a un calco originale. Il calco originale è custodito nell'antica dimora di via Frattini. Gabriele Mallegni, figlio di Franco, creerà la maschera facciale. Per la maschera si userà una resina ecologica caricata con fibre di vetro. Rosanna Golinelli ha definito il momento storico. I risultati della conservazione verranno presentati il diciassette giugno in un convegno scientifico a Casa Andreasi.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Osanna Andreasi?

La festa liturgica della Beata Osanna Andreasi ricorre il diciotto giugno.

A Mantova, beata Osanna Andreasi, vergine, che, vestito l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, unì con mirabile sapienza la contemplazione delle cose divine con le occupazioni terrene e la cura delle buone opere. — Martirologio Romano