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23 marzo

Sant' Ottone Frangipane

Eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

Le date biografiche tradizionali collocano la nascita di Sant'Ottone a Roma intorno all'anno mille e quaranta. Il santo discendeva dalla nobile famiglia dei Frangipane, inserendosi pienamente nel contesto aristocratico della sua epoca. Verso il mille cinquantotto e il mille sessanta, Ottone partì per una spedizione militare, forse a favore del pontefice, come era consuetudine per i giovani del suo rango. Durante questo impegno bellico, Ottone fu catturato dagli avversari e costretto alla prigionia. La svolta della sua vita avvenne quando fu liberato dalla prigione per intervento divino e per la potente intercessione di San Leonardo di Limoges. Dopo tale liberazione, Ottone fece ritorno a Roma, dove maturò il proposito di abbandonare le vie del mondo per votarsi interamente a Dio. Da Roma si mise quindi in cammino, iniziando un lunghissimo pellegrinaggio per visitare devotamente vari santuari cristiani in diverse regioni del mondo. Questi viaggi di fede e di penitenza dei pellegrinaggi di Sant'Ottone durarono quasi cinquant'anni. Durante questo lungo cammino di ricerca spirituale, si è ipotizzato che Ottone abbia vestito i panni dell'Ordine benedettino. Sempre nell'ambito di questo itinerario di fede, si è ipotizzato che Ottone abbia vissuto per un certo tempo nell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni. Analogamente, si è ipotizzato che Ottone abbia visitato San Guglielmo da Vercelli nel monastero di Montevergine.

L'arrivo ad Ariano Irpino e l'eremitaggio

Dopo un lungo pellegrinare durato decenni, il santo giunse ad Ariano Irpino verso l'anno undici e diciassette. Giunto in questa terra campana, prima di ritirarsi nella solitudine, Ottone profuse il suo amore per il prossimo gestendo per tre anni un ospizio per pellegrini da lui stesso fondato, dove offrì luminosi esempi di carità cristiana. Successivamente, Ottone decise di compiere un ulteriore passo di distacco dal mondo, ritirandosi a vita eremitica a quasi un miglio dalla città. L'eremitaggio si stabilì nella chiesa di San Pietro apostolo, un edificio che esiste ancora oggi e che viene comunemente chiamato San Pietro de' reclusiis. Accanto a questa chiesa di San Pietro, Ottone si costruì una piccola cella e vi si rinchiuse stabilmente. Nella solitudine di questo romitaggio, il santo aumentò l'austerità della sua vita e prolungò notevolmente le vigilie di preghiera. Nello stesso tempo, diminuì drasticamente il cibo quotidiano e aumentò le penitenze corporali per purificare lo spirito. All'interno della piccola cella, Sant'Ottone arrivò persino a scavare una fossa a modo di sepolcro, per tenere sempre viva la memoria della morte come salutare monito a vivere santamente ogni giorno. Nel milletrecentoventisette, dopo sette anni trascorsi in questo severo eremitaggio e dieci anni complessivi trascorsi ad Ariano, Sant'Ottone concluse la sua terrena esistenza e morì.

Il culto, i prodigi e la protezione della città

Appresa la notizia della morte del santo, gli arianesi si recarono commossi alla sua cella per rendere omaggio alle sue spoglie. Il corpo del santo fu deposto su un carro e portato solennemente in processione verso la cattedrale cittadina. Il vescovo di Ariano volle che le spoglie fossero deposte in un posto d'onore all'interno della cattedrale. Il culto degli arianesi verso Sant'Ottone iniziò assai presto, radicandosi profondamente nella coscienza collettiva. Tale culto era già vivo e consolidato quando gli arianesi decisero di traslare il corpo a Benevento per metterlo al sicuro dalle incursioni saracene. Questa traslazione a Benevento avvenne nel milletrecentoventi sotto il regno di Federico II, mentre i saraceni minacciavano la Puglia e le zone circostanti. Tra i prodigi avvenuti dopo la morte, la tradizione ricorda in modo particolare quello accaduto tra il mille centosettantacinque e il mille centonovanta, in cui i saraceni furono miracolosamente respinti dall'assedio della città tramite una gragnuola di pietre caduta dal cielo per l'intercessione di Sant'Ottone, apparso chiaramente tra le nuvole. In perenne ricordo di questo miracolo dell'assedio dei saraceni, fu in seguito costruita ad Ariano la chiesa di San Maria della Ferma. Tra le persone miracolate dal santo vi fu anche San Eleazario de' Sabran, che in seguito divenne conte e patrono di Ariano. Nel mille cinquecento ventotto, gli arianesi fecero un voto molto noto a Sant'Ottone in tempo di peste, per esserne liberati. La tradizione attesta inoltre che in altre circostanze Ariano fu salvata o preservata dalla peste proprio per la costante intercessione del santo.

I luoghi della memoria e le solennità

I maggiori centri di culto ad Ariano dedicati al santo sono la cappella di Sant'Ottone situata all'interno della cattedrale e la antica chiesa di San Pietro de' reclusiis. Nel mille cinquecento due, il vescovo Nicola degli Ippoliti pose una statua del santo nella nicchia ricavata sopra il portone destro della facciata della cattedrale. Ancora oggi, sotto la nicchia della statua, è scolpito un distico latino in onore di Sant'Ottone, celebrato come patrono della città. Sant'Ottone è inoltre molto venerato a Castelbottaccio, nel Molise, dove viene riconosciuto e festeggiato come patrono. Ad Ariano Irpino il santo è festeggiato solennemente due volte l'anno: il ventitré marzo, giorno della sua festa liturgica, e nell'ottava dell'Assunta. Il martirologio ecclesiastico ricorda Sant'Ottone proprio come eremita ad Ariano Irpino, in Campania, suggellando una memoria che attraversa i secoli. Le date biografiche tradizionali che riassumono la sua parabola terrena rimangono dunque quelle che vanno da Roma nel mille quaranta circa fino ad Ariano Irpino nel milletrecentoventisette circa.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ottone Frangipane?

Ad Ariano Irpino il santo è festeggiato solennemente il ventitré marzo e nell'ottava dell'Assunta.

Di cosa è patrono Sant'Ottone Frangipane?

Sant'Ottone è patrono della città di Ariano Irpino e di Castelbottaccio nel Molise.

Ad Ariano Irpino in Campania, sant’Ottone, eremita. — Martirologio Romano