29 maggio
Santa Bona da Pisa
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e infanzia
Bona nacque a Pisa verso il 1155 o il 1156, venendo alla luce nella parrocchia di San Martino di Guazzolongo nel quartiere di Kinzica. Sua madre, di nome Berta ed originaria della Corsica, si era stabilita a Pisa dove aveva conosciuto un mercante chiamato Bernardo. Bona fu l'unico frutto nato dal matrimonio tra Berta e Bernardo. Le difficoltà familiari ebbero inizio quando la bambina aveva soltanto tre anni, poiché Bernardo si imbarcò per non fare mai più ritorno. A causa dell'assenza del capofamiglia, Berta si trovò in grandissime difficoltà economiche, trovandosi ad essere straniera e unica responsabile della gestione della famiglia. Nonostante il contesto di povertà e solitudine, all'età di sette anni Bona ebbe il primo incontro con Gesù. Successivamente, la giovane entrò in convento grazie al ministero di padre Giovanni, appartenente all'Ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino. Sentendo il richiamo di una vita di totale dedizione, Bona scelse di martoriare il proprio corpo con prove sempre più dure, giungendo persino ad indossare il cilicio a seguito di una nuova visione di Gesù. All'età di dieci anni, la fanciulla fu destinataria di un'ulteriore visione celeste in cui, insieme a Gesù e alla Madonna, ebbe l'incontro con San Giacomo. Preparata con cura da padre Giovanni, alla stessa età di dieci anni Bona si presentò al Priore della comunità, il quale la consacrò ufficialmente al Signore.
I pellegrinaggi e le visioni
Dopo tre anni trascorsi nel raccoglimento e nelle aspre penitenze, nel 1170, guidata da una nuova visione di Gesù, Bona partì alla volta di Gerusalemme. Durante il viaggio in Terra Santa, il Signore le rivelò che suo padre Bernardo era ancora in vita. Avvertita direttamente da Gesù, la vergine pisana riuscì a sfuggire al tentativo del padre di impedirle di scendere dalla nave. Per trovare protezione, Bona si rifugiò presso un eremita di nome Ubaldo, il quale divenne il suo saggio padre spirituale. Nel tentativo di ritornare a Pisa insieme ad alcune compagne di viaggio, Bona fu ferita al costato e catturata dai saraceni, ma la provvidenza volle che fosse riscattata da alcuni generosi mercanti pisani. Ripartita dopo queste peripezie, fece ritorno verso il 1175 nella sua stanzetta di San Martino a Pisa. Nella sua città natale ricevette una nuova visione in cui, accanto a Gesù, le apparve nuovamente San Giacomo, che la invitò a unirsi ai pellegrini in viaggio per Santiago de Compostela. Il pellegrinaggio verso il santuario spagnolo durava circa nove mesi e comportava seri rischi per la vita, al punto che era consuetudine consolidata stendere il proprio testamento prima della partenza. Nonostante fosse di corporatura esile e continuamente sottoposta a prove fisiche logoranti, Bona partecipò al primo di questi lunghi viaggi e ad esso ne seguirono molti altri. Durante i pellegrinaggi, il compito speciale di Bona consisteva nel sorreggere i compagni nelle difficoltà, incoraggiarli nei momenti più bui, prestare soccorso sanitario e invitare tutti alla preghiera costante e alla penitenza. Con fede incrollabile, Bona raggiunse ben nove volte Santiago de Compostela e altrettante volte fece ritorno a Pisa. Oltre alle mete spagnole e gerosolimitane, Bona guidò i pellegrini anche verso la città di Roma e raggiunse il venerato santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano. All'età di quarantotto anni, provata dalle fatiche, Bona fu costretta ad interrompere definitivamente i suoi pellegrinaggi.
Transito e memoria storica
La vita terrena della vergine si concluse il 29 maggio 1207, data in cui Bona rese l'anima a Dio. Il suo corpo fu deposto e riposa tuttora nella Chiesa di San Martino a Pisa, luogo simbolo della sua giovinezza e del suo ritorno dai viaggi. La memoria della santa pisana fu raccolta e tramandata ai posteri grazie al monaco pulsanese Paolo, il quale scrisse una prima biografia della vergine. Il monaco Paolo morì nel 1230, quando Bona era ancora in vita, a testimonianza di come la fama della sua santità fosse già ampiamente diffusa tra i contemporanei. Questo prezioso documento storico è giunto sino a noi sotto forma del Codice C 181, che risulta attualmente depositato presso l'Archivio Capitolare del Duomo di Pisa. Il martirologio ricorda a Pisa santa Bona, vergine, che compì con devozione frequenti pellegrinaggi in Terra Santa, a Roma e a Compostela. La devozione ecclesiale ha suggellato la sua figura quando, il 2 marzo 1962, Papa Giovanni XXIII la dichiarò ufficialmente patrona delle hostesses d'Italia, riconoscendo nella sua dedizione ai viaggiatori un modello celeste per chi opera nel settore dell'accoglienza e del trasporto.
Il cammino di una vita consacrata
La vita di Santa Bona da Pisa inizia sotto il segno di una scelta radicale, compiuta già all'età di dieci anni con la consacrazione al Signore. Questa decisione non rimase un fatto privato, ma si tradusse in una missione che la portò a varcare i confini della propria terra. Il suo spirito di pellegrina la condusse verso le mete più significative della devozione medievale, in un tempo in cui ogni spostamento richiedeva fede e coraggio. Nel millecentosettanta, appena quindicenne, intraprese il lungo e faticoso viaggio verso Gerusalemme, la città santa. Durante questo percorso, la sua vita fu messa a dura prova quando fu catturata dai saraceni, vivendo l'esperienza del pericolo e dell'incertezza, fino al momento in cui fu riscattata dai mercanti pisani, che le permisero di proseguire la sua missione di testimonianza.
Il desiderio di accostarsi ai luoghi della memoria cristiana divenne il motore della sua esistenza. Santa Bona non si fermò a Gerusalemme, ma continuò a cercare il volto di Dio visitando Roma e il Monte Gargano. Un posto speciale nel suo cuore fu occupato dal santuario di Santiago de Compostela, meta che raggiunse per ben nove volte nel corso della sua vita. Ogni pellegrinaggio non era per lei una semplice sfida fisica, ma un modo per unire la sua preghiera personale ai passi compiuti lungo le strade d'Europa. Queste esperienze, vissute nella solitudine e nella fatica, hanno forgiato il suo animo, rendendola un esempio di perseveranza per quanti, in ogni epoca, cercano di orientare la propria vita verso la meta eterna. Il suo ritorno a Pisa, dove morì il ventinove maggio milleduecentosette, segnò la conclusione di un'esistenza che ha saputo fare del movimento un atto continuo di lode e di abbandono alla volontà divina.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Bona da Pisa si è consolidato nel tempo, mantenendo viva la memoria di una donna che ha saputo incarnare la vocazione alla santità nella quotidianità del cammino. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la grandezza della sua testimonianza il due marzo millenovecentosessantadue, quando il Papa Giovanni ventitreesimo la iscrisse nel catalogo dei Santi. Questo atto ha dato nuovo impulso alla devozione verso una vergine che ha saputo unire la contemplazione alla concretezza del viaggio.
Oggi, la sua figura è invocata con particolare affetto, essendo riconosciuta come patrona delle hostess d'Italia. Questo patronato, pur moderno, trova radici profonde nella sua vocazione di viaggiatrice instancabile e nella sua capacità di accogliere le sfide del cammino con spirito di servizio e dedizione. La memoria liturgica, celebrata il ventinove maggio, invita i fedeli a riflettere sulla propria condizione di viandanti su questa terra, chiamati, come Bona, a mantenere lo sguardo fisso verso la meta celeste. La sua presenza nella cattedrale di Pisa continua a richiamare quanti cercano conforto e ispirazione, ricordando che ogni passo compiuto con fede è un passo verso il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Bona da Pisa?
La memoria liturgica di Santa Bona da Pisa si celebra annualmente il giorno 29 maggio.
Di cosa è patrona Santa Bona da Pisa?
Santa Bona da Pisa è stata dichiarata ufficialmente patrona delle hostesses d'Italia da Papa Giovanni XXIII il 2 marzo 1962.
A Pisa, santa Bona, vergine, che compì con devozione frequenti pellegrinaggi in Terra Santa, a Roma e a Compostela. — Martirologio Romano