13 luglio
Santa Clelia Barbieri
Vergine e fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e infanzia alle Budrie
I genitori di Clelia vissero una contrastata e scandalosa storia d'amore che desafiò le convenzioni sociali del tempo. La madre proveniva dalla famiglia più benestante del paese ed era nipote del medico condotto, mentre il padre era un servo di campagna ed era più giovane di lei di sette anni. La madre sposò il padre contro la volontà dei propri familiari e, a causa del matrimonio, fu cacciata di casa. Gli sposi andarono a vivere nella catapecchia dei suoceri. I genitori di Clelia erano Giuseppe Barbieri e Giacinta Nannetti. Giuseppe Barbieri proveniva da una famiglia poverissima delle Budrie ed era garzone dello zio medico di Giacinta. Giacinta Nannetti era figlia del benestante Pietro Nannetti. Giacinta lasciò una casa agiata per abitare nella umilissima casetta di Sante Barbieri, padre di Giuseppe. Nel 1847 nella contrada Le Budrie di San Giovanni in Persiceto nacque la prima figlia Clelia. Clelia Barbieri nacque il tredici febbraio 1847 nella contrada Le Budrie. La nascita avvenne nel comune di San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna. La nascita avvenne nell'arcidiocesi di Bologna. Al battesimo amministrato lo stesso giorno della nascita, la neonata ricevette i nomi di Clelia, Rachele, Maria per volere della madre. Tre anni dopo la nascita di Clelia nacque la seconda figlia Ernestina. Il matrimonio fu l'inizio di una famiglia unita e fondata sul Vangelo. La famiglia fu cementata sulla roccia della fede e della pratica cristiana. La madre e i suoi insegnamenti fecero crescere le figlie innamorate di Gesù. La madre insegnò a Clelia ad amare Dio e a desiderare di essere santa. Clelia chiese alla mamma come poter essere santa. All'età di otto anni, durante l'epidemia di colera del 1855, Clelia perse il padre. Il padre morì di colera dopo appena nove anni di matrimonio. Dopo la morte del padre, la famiglia della madre si ammorbidì nei confronti della vedova e delle orfane. Dopo la morte del padre, la madre, Clelia e la sorellina Ernestina si trasferirono in una casa più accogliente vicino alla chiesa grazie allo zio medico.
La prima comunione e la vita eucaristica
Clelia dimostrò una maturità straordinaria e ricevette la prima comunione a undici anni. Clelia fu ammessa alla prima Comunione il diciassette giugno 1858. Clelia ricevette la prima Comunione ad undici anni a causa della sua precoce preparazione catechistica e spirituale. La prima Comunione fu un giorno decisivo per il futuro di Clelia. Dalla prima comunione la vita di Clelia assunse un'impronta eucaristica. Clelia visse la sua prima esperienza mistica il giorno della prima Comunione, provando una contrizione eccezionale per i peccati propri e altrui. Clelia provò l'angoscia del peccato che crocifigge Gesù e addolora la Madonna. Il Crocifisso e la Madonna Addolorata ispirarono la spiritualità di Clelia dal giorno della prima Comunione. Clelia ebbe un'intuizione interiore del suo futuro nella duplice linea contemplativa e attiva. In adorazione davanti al Tabernacolo, Clelia appariva come una statua immobile e assorta in preghiera. Santa Clelia Barbieri visse a Budrie in Romagna. Clelia imparò l'arte del cucire, di filare e di tessere la canapa. Clelia poteva essere trovata immancabilmente a casa a filare o cucire, oppure in chiesa a pregare. A casa, Clelia era la compagna maggiore delle ragazze costrette al lavoro. Alle Budrie il lavoro, specialmente della canapa, era l'unica fonte di sostentamento. Clelia lavorava con gioia, amore, pregando, pensando e parlando di Dio. Clelia si prodigava appassionatamente al servizio dei poveri, portando i segni della dura fatica sulle sue tenere mani. Clelia si muoveva e camminava immersa nel Signore come una sonnambula. Clelia era felice di appartenere al Signore e di non avere altro pensiero che Lui. Clelia sentiva il bisogno di andare verso i più miseri e bisognosi per dare una testimonianza di carità. Una fede ardente consumava Clelia, spingendola a distribuire se stessa alle creature del suo Signore. Clelia amava la solitudine per concentrarsi nella ricerca di Dio, ma usciva di casa spinta dalla carità.
L'impegno nella catechesi
Clelia trovò una guida in un giovane parroco che le fece comprendere l'importanza della catechesi per i semplici e i meno acculturati. Nella diocesi di Bologna coloro che facevano catechismo con stabilità erano chiamati operai della dottrina cristiana. Nella Chiesa bolognese esistevano gli Operai della dottrina cristiana per combattere la noncuranza religiosa degli uomini. Alle Budrie il gruppo degli Operai della dottrina cristiana era animato da un maestro molto anziano. A quattordici anni Clelia entrò a far parte del gruppo parrocchiale di catechismo. Clelia volle essere e fu Operaia della dottrina cristiana. Clelia sapeva leggere e scrivere a malapena e fu inserita all'ultimo posto come catechista di riserva. L'inserimento di Clelia rinnovò la catechesi alle Budrie, trascinando altre compagne. Clelia bruciò le tappe e divenne l'anima del gruppo parrocchiale portandovi vitalità. All'inizio Clelia fu ammessa come sottomaestra, ma presto rivelò grandi capacità al punto che gli anziani si facevano suoi discepoli. Fu vergine e si adoperò per il bene spirituale della gioventù femminile. Clelia respinse non poche lusinghiere proposte di matrimonio.
La fondazione della comunità religiosa
Clelia strinse un'amicizia e una comunità di intenti con tre operaie per sostenersi nella perfezione e lavorare insieme. Le quattro amiche progettarono di vivere insieme in una piccola comunità inserita nella parrocchia. La comitiva di ragazze guidata da Clelia concepì l'idea di un nucleo votato alla vita contemplativa e apostolica. Il servizio della nascente comunità doveva scaturire dall'Eucarestia, consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nell'istruzione dei contadini e braccianti locali. Nacque così la famiglia di Clelia, perseguitata dalle autorità e dalle malelingue. L'idea della comunità non poté realizzarsi subito a causa delle vicende politiche successive all'unità d'Italia del 1866-1867. Il progetto si attuò il primo maggio 1868, dopo aver superato le questioni ambientali e burocratiche. Clelia e le sue amiche si ritirarono nella casa del maestro, dove si radunavano gli Operai della dottrina cristiana. Il ritiro fu l'inizio della famiglia religiosa delle Suore Minime dell'Addolorata. La comunità fondata da Clelia prese in seguito il nome di Minime dell'Addolorata. La congregazione fu fondata per la formazione umana e cristiana specialmente delle ragazze povere e bisognose. Il nome Minime fu scelto per la grande devozione di Clelia a San Francesco di Paola, patrono della comunità. Il titolo dell'Addolorata fu scelto perché la Madonna Addolorata era veneratissima alle Budrie ed era il titolo preferito da Clelia. La comunità visse in povertà estrema affidandosi alla Provvidenza che non fece mai mancare il necessario. Dopo il ritiro nella casa del maestro cominciarono fatti straordinari come attestati della Provvidenza. I fatti straordinari erano propiziati dalle sofferenze fisiche e morali di Clelia, dalla sua notte oscura dello spirito e dalle umiliazioni subite. La fede di Clelia e il suo raccoglimento nella preghiera erano proverbiali. Nel ritiro delle Budrie si respirava un clima di fede, fame e sete di Dio, e un istinto missionario privo di mezzi organizzativi. Clelia era l'anima del ritiro delle Budrie. Il gruppo iniziale lievitò, attirando un numero crescente di poveri, malati e ragazzi da catechizzare e istruire. La gente riconobbe progressivamente a Clelia un ruolo di guida e di maestra nella fede. Nonostante i suoi ventidue anni, la gente cominciò a chiamarla Madre. L'appellativo di Madre le fu attribuito fino alla morte avvenuta precocemente. In parrocchia crebbe la stima per Clelia che fu chiamata spontaneamente Madre a ventidue anni.
La malattia, la morte e le profezie
La salute di Clelia cominciò a declinare a causa della tubercolosi. Clelia era affetta da tisi in modo subdolo. La malattia esplose in modo violento appena due anni dopo la fondazione. Morendo all'età di ventitré anni, Clelia Barbieri può definirsi la fondatrice più giovane della Chiesa. Clelia è considerata la più giovane fondatrice della Chiesa. La morte la colse mentre era nella soddisfazione di andare incontro allo Sposo verginale. La morte avvenne il tredici luglio 1870. Clelia morì il tredici luglio 1870 a ventitré anni promettendo di essere sempre presente tra le sorelle. Morì il tredici luglio 1870. Clelia morì pronunciando una profezia rivolta alla persona che l'avrebbe sostituita. Disse che se ne andava ma non avrebbe mai abbandonato le sorelle. Predisse che quando nel campo d'erba medica accanto alla chiesa sarebbe sorta la nuova casa, lei non ci sarebbe stata. Predisse che la comunità sarebbe cresciuta di numero e si sarebbe espansa per il piano e per il monte per lavorare la vigna del Signore. Predisse che sarebbe arrivato un giorno in cui alle Budrie sarebbe accorsa molta gente con carrozze e cavalli. Affermò che se ne andava in paradiso e che tutte le sorelle morte nella famiglia religiosa avrebbero avuto la vita eterna. La profezia pronunciata da Clelia in punto di morte si è avverata. La Congregazione delle Suore Minime dell'Addolorata si è sviluppata e continua a svilupparsi. La Congregazione è diffusa in Italia, in India e in Tanzania. Le suore, imitando la Beata Clelia, vivono nell'umiltà e nel proficuo lavoro assistenziale. Le suore sono circa trecento, divise in trentacinque case.
Il culto e i prodigi
Nel primo anniversario della morte, le sorelle riunite nella stanza in cui era spirata udirono la voce di Clelia pregare con loro. Il fenomeno della voce di Clelia si ripeté ed fu documentato più di centocinquanta volte. Clelia Barbieri fu proclamata beata da Paolo VI nel 1968. Clelia Barbieri fu canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1989. La canonizzazione avvenne a opera di Giovanni Paolo II nel 1989.
Il cammino della fede
Il percorso terreno di Santa Clelia Barbieri ha inizio nel 1847 a Le Budrie di San Giovanni in Persiceto, terra che ha visto germogliare la sua vocazione singolare. Fin dalla prima giovinezza, la sua anima è stata orientata verso una ricerca profonda del divino, culminata in un evento di straordinaria grazia: all'età di undici anni, Clelia riceve la prima comunione, vivendo una vera e propria esperienza mistica che segna indelebilmente il resto dei suoi giorni. Da quel momento, il suo impegno verso la comunità parrocchiale diventa costante e appassionato; ella si dedica con zelo al compito di catechista, inserendosi nel gruppo degli Operai della dottrina cristiana. In questo servizio, Clelia manifesta una maturità spirituale che va ben oltre la sua giovane età, comprendendo che il mandato di annunciare il Vangelo richiede una donazione di sé senza riserve.
Nel 1868, il desiderio di servire i poveri e gli emarginati si concretizza in una missione più ampia: la fondazione della congregazione delle Suore Minime dell'Addolorata. In un contesto sociale segnato da non poche difficoltà, Clelia guida le sue compagne con la forza di una fede incrollabile, ponendo le basi per un apostolato che pone al centro la compassione verso il dolore umano, specchio della passione di Cristo. Il suo impegno si snoda tra Le Budrie, San Giovanni in Persiceto e Bologna, luoghi che custodiscono ancora il ricordo del suo passaggio e della sua dedizione. La salute di Clelia, tuttavia, è fragile e la tubercolosi ne mina rapidamente le forze. Nonostante la malattia, ella non cessa di incoraggiare le sue consorelle, mantenendo uno spirito sereno fino al momento del suo incontro definitivo con Dio, avvenuto nella sua terra natale nel 1870, a soli ventitré anni.
Il culto e la memoria
Il ricordo di Santa Clelia Barbieri è indissolubilmente legato al giorno della sua nascita al cielo, il 13 luglio, data in cui la Chiesa celebra la sua memoria liturgica. Questa ricorrenza non rappresenta solo il momento del lutto per la sua precoce scomparsa, ma celebra il compimento di una vita offerta come dono prezioso. La santità di Clelia è stata solennemente riconosciuta nel 1989, quando papa Giovanni Paolo II l'ha elevata agli onori degli altari, confermando la fecondità del suo carisma che ha continuato a portare frutti attraverso l'opera delle Suore Minime dell'Addolorata.
Il culto verso questa giovane santa si esprime nella preghiera e nell'imitazione delle sue virtù, specialmente nella capacità di trovare Dio nelle piccole cose e di accogliere la croce con abbandono fiducioso. La sua eredità spirituale continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, ricordando che non è la durata dei giorni a misurare la grandezza di un'anima, ma l'intensità dell'amore con cui essa risponde alla chiamata del Signore. Le Budrie rimangono il cuore di questa devozione, il luogo dove la sua storia è iniziata e dove la sua presenza continua a ispirare coloro che si accostano alla sua intercessione con cuore sincero.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Clelia Barbieri?
La festa di Santa Clelia Barbieri si celebra il tredici luglio.
A Budrie in Romagna, santa Clelia Barbieri, vergine, che si adoperò per il bene spirituale della gioventù femminile e fondò la Congregazione delle Minime della Vergine Addolorata per la formazione umana e cristiana specialmente delle ragazze povere e bisognose. — Martirologio Romano