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17 settembre

Santa Colomba di Cordova

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vocazione e la vita monastica

Le notizie riguardanti la famiglia, la vita e il martirio di Colomba sono tramandate dal contemporaneo sant'Eulogio, il quale dedica alla santa il lungo capitolo decimo del libro terzo del suo Memoriale Sanctorum. Fin dalla tenera età Colomba si sentì attratta verso una vita di dedizione totale al Signore. A questo fine seguì l'esempio della sorella maggiore Elisabetta e del marito di lei Geremia, i quali conducevano nel mondo una vita di grande perfezione ed ascesi. La madre di Colomba tentò di opporsi a tale vocazione preparandole il matrimonio, ma fu colpita da un'improvvisa malattia che la portò alla tomba. Successivamente Colomba abbandonò Cordova insieme ad Elisabetta e Geremia per stabilirsi a condurre vita religiosa nel doppio monastero fondato dai coniugi a Tábanos nella Sierra de Córdoba. Tale monastero era governato dal fratello abate Martino per la parte maschile e da Elisabetta per quella femminile. All'interno di questa comunità Colomba si distinse rapidamente nello studio delle Scritture e nella santità di vita, divenendo un esempio per tutti. Sant'Eulogio descrive Colomba come lodevole nella condotta, sublime nell'umiltà, perfetta nella castità, ferma nella carità, attenta nella preghiera, pronta all'obbedienza, clemente nella compassione, facile al perdono, eloquente nella predicazione e pronta nell'istruire. La sua fama si sparse anche fuori dal monastero, e molti accorrevano da lei per consiglio e aiuto.

Il martirio e il culto

A causa dell'infuriare della persecuzione all'inizio del governo di Maometto primo, le monache di Tábanos si ritirarono a Cordova, stabilendosi in una loro casa nei pressi della basilica di San Cipriano. Nell'anno ottocentocinquantadue si tenne a Cordova un concilio di vescovi, il quale proibì ai cristiani di presentarsi spontaneamente al martirio per evitare abusi, provocazioni e disordini. Colomba, forse ignara del decreto conciliare, un giorno abbandonò segretamente il monastero mossa da un impulso interiore e si presentò spontaneamente al giudice, dichiarandosi cristiana e invitandolo ad abbandonare l'errore. La vergine fu portata davanti al consiglio cittadino, dove difese la fede cattolica e proclamò la sua dedizione totale a Cristo. Durante la persecuzione dei Mori, Colomba professò così la sua fede e fu prontamente decapitata con la spada il diciassette settembre dell'anno ottocentocinquantatre davanti alle porte del palazzo del governo. Prima di essere uccisa, Colomba offrì un dono al suo carnefice. Il suo corpo fu gettato nel fiume Guadalquivir, ma la tradizione riferisce che fu ritrovato illeso e integro dopo sei giorni, per poi essere sepolto nella basilica di Sant'Eulalia a Fragellas. Le reliquie di Colomba furono probabilmente portate più tardi nell'abbazia di Santa Maria de Nájera e nel priorato di Santa Colomba da essa dipendente. Usuardo incontrò sant'Eulogio nell'anno ottocentocinquantadue ma non menziona Colomba nel suo Martirologio. Successivamente, i redattori del Martirologio Romano del quindici ottantatré introdussero l'elogio di Colomba alla data del diciassette settembre, definendola vergine e martire a Cordova nell'Andalusia in Spagna. La festa di Santa Colomba è celebrata in gran parte della Spagna nel suo dies natalis, il diciassette settembre.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Colomba di Cordova?

La festa di Santa Colomba è celebrata in gran parte della Spagna nel suo dies natalis, il diciassette settembre.

Di cosa è patrono Santa Colomba di Cordova?

Le fonti storiche e i dati biografici non menzionano specifici patronati attribuiti alla santa.

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Colomba, vergine e martire, che durante la persecuzione dei Mori professò spontaneamente la sua fede davanti al giudice e al consiglio cittadino e fu prontamente decapitata con la spada davanti alle porte del palazzo. — Martirologio Romano