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5 novembre

Santa Comasia

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La traslazione delle reliquie

Il corpo della santa è stato inizialmente sepolto nelle catacombe di Sant'Agnese sulla via Nomentana, a Roma. Nel 1645 le spoglie sono state trasferite a Martina Franca, in provincia di Taranto, presso la Basilica di San Martino. All'arrivo del corteo con le reliquie a Martina Franca, il cielo limpido si è improvvisamente coperto di nubi ed è iniziata un'abbondante pioggia. La precipitazione ha impedito al Capitolo della Collegiata di San Martino di prelevare i resti del corpo della santa. La pioggia ha costretto la processione a trovare riparo nella cappella di San Nicola del Pendino, un edificio situato fuori dalle mura e oggi in rovina. A causa di una breve sosta della pioggia, i membri del Capitolo hanno tentato di recuperare le reliquie per condurle verso la chiesa principale. Non appena il gruppo è entrato all'interno della cinta muraria, una nuova forte pioggia lo ha costretto a rifugiarsi nella cappella di San Vito dei Greci, ubicata a circa cento metri di distanza dalla struttura precedente. Poiché il maltempo non accennava a cessare, dopo qualche giorno il Capitolo ha deciso di muoversi in processione sotto la pioggia battente. Il Capitolo ha prelevato le ossa dalla cappella di San Vito per condurle definitivamente all'interno della chiesa di San Martino.

I prodigi e la devozione per la pioggia

Un evento prodigioso del tutto simile si è ripetuto nel 1714, in occasione dell'arrivo in paese di una statua reliquiario in argento proveniente da Napoli. A partire dal diciassettesimo secolo, la santa è stata costantemente invocata dai fedeli durante i periodi di forte siccità. Nei momenti di aridità la sua urna veniva condotta lungo le vie del paese mediante processioni penitenziali, ottenendo l'immediato arrivo della pioggia. Una delle ultime processioni con questo scopo si è svolta nel corso del 1908. Il prodigio della pioggia legata alla processione delle reliquie si è verificato nuovamente nell'anno duemila, caratterizzato da un clima particolarmente asciutto. Esiste un proverbio locale ancora in uso che viene pronunciato in presenza di piogge continue e insistenti: a' ssòt u curpe de Santa Cumasie, ossia è uscito il corpo di santa Comasia. Il detto popolare richiama l'antica capacità intercessoria della santa nel far piovere non appena i suoi resti vengono trasportati in processione.

Il nome e le tradizioni contemporanee

Poiché l'identità e il nome originale della santa erano sconosciuti, le venne attribuito l'appellativo popolare di Santa Come Sia, da cui ha avuto origine il nome Comasia. Secondo una recente ipotesi formulata dal diacono e professore Giuseppe Calella di Martina Franca, il nome Comasia deriverebbe da un vocabolo greco indicante una traslazione solenne. Le spoglie della santa sono effettivamente giunte nella città di Martina attraverso una solenne cerimonia di traslazione. In epoca contemporanea l'uso del nome Comasia e del relativo diminutivo Sietta si sta progressivamente estinguendo. Attualmente l'urna contenente le spoglie non viene più condotta in processione, ad eccezione di circostanze del tutto eccezionali. L'ultima processione con le ossa della santa lungo le strade del paese ha avuto luogo nel luglio del duemila, in occasione della festività patronale. Durante il corteo del duemila, le reliquie sono state trasportate a spalla da donne di Martina Franca, considerate le principali custodi del nome della martire. Le reliquie vengono portate in processione per la festa patronale di luglio solo in condizioni speciali.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Comasia?

La ricorrenza di Santa Comasia si celebra il 5 novembre.

Di cosa è patrona Santa Comasia?

Nei fatti forniti non sono menzionati specifici titoli di patronato ufficiali per la santa.