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11 agosto

Santa Filomena di Roma

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ritrovamento delle reliquie e la traslazione

Il venticinque maggio dell'anno mille ottocentodue è stato rinvenuto un sepolcro nelle catacombe di Priscilla a Roma. Il sepolcro era chiuso da tre mattoni tombali con raffigurati due ancore, tre frecce, una palma e un fiore. Sulle tegole tombali era presente la scritta dipinta in minio rosso LVMENA - PAX TE - CVM FI. La scritta riordinata formava la frase Pax tecum Filumena. Gli archeologi hanno ritenuto che si trattasse del corpo di una persona di nome Filomena. All'interno della tomba è stata ritrovata un'ampolla con un liquido scuro essiccato, interpretato come il sangue di una martire.

Don Francesco De Lucia, sacerdote della Diocesi di Nola, ha ottenuto il corpo della Santa. La concessione è avvenuta tramite la mediazione di monsignor Bartolomeo De Cesare, Vescovo eletto di Potenza. A cedere il corpo è stato monsignor Giacinto Ponzetti, custode delle sacre reliquie dei santi martiri e dei sacri cimiteri di Roma. Don Francesco De Lucia desiderava i resti di un santo martire con un nome proprio per il proprio oratorio o cappella. Le sacre reliquie sono state trasportate prima a Napoli e poi a Mugnano del Cardinale. Le reliquie non sono state collocate nell'oratorio di don Francesco, ma in un'urna nella cappella centrale a sinistra nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Don De Lucia ha descritto i prodigi avvenuti in una sua Relazione istorica della traslazione del sacro corpo di santa Filomena da Roma a Mugnano del Cardinale. La fama dei miracoli della Santa ha iniziato a diffondersi in Italia e nella Francia meridionale. I membri della Casa Reale dei Borboni sono stati tra i primi a promuovere la devozione alla martire. Nel milletrecento, la chiesa della Madonna delle Grazie è diventata un santuario dedicato a santa Filomena.

La pia rivelazione e la vita della martire

La notizia della Santa è arrivata a suor Maria Luisa di Gesù, mistica e ascetica residente nel Ritiro dell'Olivella a Napoli. Suor Maria Luisa non ha mai conosciuto di persona don Francesco De Lucia. Suor Maria Luisa era stimata da molti sacerdoti partenopei ed è stata incaricata dal proprio confessore, su richiesta di don Francesco, di cercare notizie sulla vita e sul martirio di santa Filomena. Il tre agosto del mille ottocento trentatré, mentre pregava nella sua cella davanti a una statuetta di santa Filomena, la Santa è apparsa a suor Maria Luisa di Gesù. L'apparizione è documentata nell'autobiografia di suor Maria Luisa e riportata da don Francesco De Lucia in una successiva edizione del suo volume.

Durante l'apparizione, la Santa ha raccontato la storia del proprio martirio. La Santa era figlia di un principe della Grecia convertito al cristianesimo insieme alla moglie. La Santa era nata il dieci gennaio. All'età di undici anni, la Santa aveva consacrato al Signore la sua verginità. L'imperatore Diocleziano ha dichiarato guerra al padre di Filomena. Il padre di Filomena si è recato a Roma con la famiglia per trattare la pace. L'imperatore si è innamorato della fanciulla, che aveva circa tredici anni.

Di fronte al rifiuto della fanciulla, l'imperatore l'ha sottoposta a una serie di tormenti. Filomena è stata flagellata, ma due angeli l'hanno guarita. Filomena è stata legata a un'ancora e gettata nel fiume Tevere, ma è stata salvata. Filomena è stata colpita con frecce, ma i dardi sono stati deviati anche dopo essere stati arroventati. La Santa è stata decapitata il dieci agosto. La Pia Rivelazione di suor Maria Luisa di Gesù è stata approvata dal Sant'Uffizio il ventuno dicembre del mille ottocento trentatré.

La diffusione del culto e i pontefici

Il culto a santa Filomena si è propagato enormemente in Italia e in Francia. Nel mille ottocentosei, il cardinale Luigi Ruffo Scilla, arcivescovo di Napoli, ha donato una statua che ha trasudato manna per tre giorni consecutivi nel mille ottocentoventitré. Nel mille ottocentoventisette, tramite la mediazione di monsignor Ludovici, papa Leone XII ha donato al Santuario le pietre tombali del sepolcro. Le pietre tombali erano state fatte trasferire da papa Pio VII nel Lapidario Vaticano. Nel mille ottocentotrentasei, Mugnano è stata preservata dall'epidemia di colera e la liberazione è stata attribuita alla Santa.

Il trenta gennaio del mille ottocentotrentasette, in seguito ai miracoli ottenuti da Paolina Jaricot e Giovanna Pascutti di Venezia, papa Gregorio XVI ha concesso il culto pubblico alla Santa l'undici agosto. Papa Gregorio XVI ha concesso l'Ufficio Divino per i sacerdoti della Diocesi di Nola e la Messa dal Comune di una Vergine e Martire per tutti gli altri sacerdoti. Il Beato papa Pio IX ha concesso la Messa e l'Ufficio proprio il giorno undici gennaio del mille ottocentocinquantacinque. Durante il suo esilio a Gaeta, Pio IX si è recato a Mugnano il sette novembre del mille ottocentoquarantanove. In quell'occasione, Pio IX ha dichiarato santa Filomena Seconda Patrona del Regno delle Due Sicilie.

La Festa del Patrocinio di santa Filomena è stata istituita da papa Leone XIII l'otto settembre del mille ottocentottantasei e si festeggia la prima domenica dopo il dieci gennaio. Papa san Pio X fu un grande devoto di santa Filomena. Papa san Pio X scrisse il Breve Apostolico Pias Fidelium Societates a favore di santa Filomena all'inizio della questione filomeniana. Papa san Pio X elevò la Pia Arciconfraternita di santa Filomena ad Arciconfraternita Universale il ventuno maggio del mille novecentododici.

Testimonianze illustri e diffusione universale

Paolina Jaricot e san Giovanni Maria Vianney attribuirono la guarigione completa dei loro mali all'intercessione di santa Filomena. Paolina Jaricot è fondatrice dell'Opera della Propagazione della Fede e del Rosario vivente. San Giovanni Maria Vianney è noto come il Santo Curato d'Ars. Predicatori e missionari diffusero il culto di santa Filomena in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina, India, Sudamerica e Oceania. Sorsero numerose Congregazioni, arciconfraternite e movimenti cattolici intestati al nome di santa Filomena. Furono composte poesie e inni sacri per diffondere ulteriormente il culto della santa.

La questione filomeniana e gli studi scientifici

La questione filomeniana sorse con la celebrazione del primo Centenario di santa Filomena nel millenovecentodue. Nel millenovecentodue l'archeologo Orazio Marucchi ipotizzò la teoria della riadoperazione dell'epitaffio di santa Filomena basandosi su copie delle pietre tombali. Secondo la teoria di Marucchi, il nome sui mattoni rinvenuti nelle Catacombe di Priscilla era Filomena ma i mattoni erano stati riutilizzati nel quarto secolo. A causa del presunto riutilizzo dei mattoni, Marucchi ipotizzò la mancanza d'identità e che le pietre non racchiudessero il corpo di santa Filomena. Marucchi ipotizzò che il contenuto dell'ampolla rinvenuta nella tomba non fosse sangue bensì profumo.

La teoria di Marucchi fu subito contestata dall'archeologo Giuseppe Bonavenia. Giuseppe Bonavenia studiò personalmente le tegole rinvenute nelle Catacombe di Priscilla durante la sua visita al Santuario del ventisette aprile del millenovecentocinque. Bonavenia concluse che le tegole non furono mai riadoperate e attestò che l'ampolla conteneva sangue. La teoria di Bonavenia fu avallata dall'archeologo gesuita Padre Antonio Ferrua. Nel millenovecentosessantatré Padre Antonio Ferrua rigettò in toto l'ipotesi di Marucchi. Padre Antonio Ferrua dichiarò che i mattoni erano stati disposti in ordine errato perché i fossori probabilmente non sapevano leggere.

Nei primi anni duemila monsignor Giovanni Braschi, Rettore del Santuario di santa Filomena, promosse nuovi studi sui mattoni e su ciò che restava dell'ampolla. Nel duemilatre l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze eseguirono esami tramite il Professor Carlo Lalli. Gli esami del duemilatre esclusero il riutilizzo dei mattoni anche a causa della presenza dello stesso tipo di malta. Gli esami del duemilatre confermarono che l'ampolla conteneva materiale organico, verosimilmente residui di emoglobina.

Il provvedimento liturgico e la continuità del culto

La Sacra Congregazione dei Riti inserì una postilla all'interno del Decreto del quattordici febbraio del millenovecentosessantuno che stabiliva l'eliminazione della festa di santa Filomena da qualsiasi calendario. Nell'edizione del Messale Romano del millenovecentosessantadue pubblicata da San Giovanni XXIII santa Filomena non compariva più nell'appendice per alcuni luoghi. Il nome di santa Filomena non era mai stato incluso nel Martirologio Romano, cosa comune per tutti i Corpi Santi. La postilla del millenovecentosessantuno fu pubblicizzata dalla stampa e male interpretata, generando confusione nella Chiesa e portando alcuni a ritenere che la santa non fosse mai esistita.

Nell'aprile del millenovecentosessantuno il Vescovo di Nola monsignor Adolfo Binni creò una commissione per ricevere dal Vaticano una linea di condotta. La commissione diocesana di Nola era formata dal Rettore del Santuario monsignor Luigi Esposito, dal Vicario Generale della Diocesi e da alcuni parroci locali. La Sacra Congregazione dei Riti rispose alla commissione diocesana dicendo Seguitate come prima. Nel millenovecentosessantaquattro il rettore del santuario monsignor Luigi Esposito richiese un ulteriore chiarimento. La Sacra Congregazione dei Riti rispose nel millenovecentosessantaquattro che il culto liturgico era stato tolto ma il culto popolare era rimasto inalterato. La risposta del millenovecentosessantaquattro specificava che la santa poteva essere venerata e onorata con la festa esterna e con la Messa dal Comune.

La devozione a santa Filomena è tutt'oggi molto diffusa a Mugnano del Cardinale e nelle altre località con culto storicamente radicato. A Mugnano del Cardinale arrivano numerosi pellegrinaggi da molti Paesi del mondo.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Filomena di Roma?

Si festeggia l'undici agosto, l'undici gennaio e la prima domenica dopo il dieci gennaio, mentre il culto liturgico è stato soppresso nel millenovecentosessantuno e il culto popolare è rimasto inalterato.

Di cosa è patrono Santa Filomena di Roma?

Santa Filomena è Seconda Patrona del Regno delle Due Sicilie.