30 gennaio
Santa Giacinta Marescotti
Religiosa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Giovinezza e ingresso in monastero
La protagonista si chiama Clarice e in gioventù sogna un marito anziché il monastero. Clarice è una giovane molto bella appartenente all'alta aristocrazia romana. Un giovane marchese della famiglia Capizucchi, considerato un ottimo partito, corteggia Clarice. Il principe Marcantonio Marescotti è il padre di Clarice. Il principe Marcantonio dà in sposa una delle sue figlie al marchese Capizucchi. La sposa del marchese non è Clarice, bensì la sorella minore Ortensia. A seguito del matrimonio della sorella, Clarice assume un atteggiamento insopportabile e diventa un problema per la casata. Le accuse contro il comportamento di Clarice potrebbero essere state esagerate per giustificare la reazione del padre. Nel millesimosei centocinque il padre fa entrare Clarice nel monastero di San Bernardino a Viterbo. Il monastero di San Bernardino a Viterbo appartiene all'ordine delle Clarisse. All'interno del monastero vive già Ginevra, sorella di Clarice. Nel monastero Clarice prende il nome di Giacinta. Ginevra non diventa monaca di clausura stretta, ma sceglie lo stato di terziaria francescana. Giacinta vive inizialmente in due camerette ben arredate con suppellettili provenienti da casa sua. Giacinta partecipa alle attività comuni del monastero.
Conversione e opere di carità
Giacinta vive i primi quindici anni in modo insoddisfacente, definendo quel periodo come una vita di vanità e sciocchezze. Una grave malattia e alcuni lutti familiari provocano in Giacinta una profonda trasformazione interiore. Dopo la conversione, Giacinta trascorre ventiquattro anni straordinari e durissimi caratterizzati da povertà totale. Giacinta pratica continue e aspre penitenze. Giacinta abbandona le due camerette raffinate per trasferirsi in una cella derelitta e vivere di privazioni. Dalla sua cella, Giacinta compie un'opera di riconquista spirituale. Personaggi lontani dalla fede si convertono grazie a Giacinta e diventano suoi collaboratori. Giacinta organizza un aiuto sistematico e regolare per ammalati e poveri, avvalendosi di persone motivate. Giacinta fonda istituti assistenziali come quello dei Sacconi, i cui confratelli indossano un sacco durante il servizio. La confraternita dei Sacconi assiste poveri, malati e detenuti e prosegue la sua attività fino al ventesimo secolo. Giacinta fonda anche l'istituto degli Oblati di Maria, dedicato al servizio degli anziani. Giacinta si realizza nel monastero diventando stimolatrice della fede e maestra. Giacinta contrasta il giansenismo nelle sue terre stimolando l'amore e l'adorazione per il sacramento eucaristico.
Transito e memoria
Poche persone la conoscono di persona durante la sua vita. Santa Giacinta Marescotti muore a Viterbo il trenta gennaio 1640. Subito dopo la morte di Giacinta, l'intera popolazione di Viterbo accorre alla chiesa dove è esposta la salma. I fedeli strappano pezzi del suo abito come reliquia, rendendo necessario rivestire il corpo tre volte. Nel Martirologio, santa Giacinta Marescotti è ricordata come vergine del Terz'Ordine regolare di San Francesco. Giacinta riposa per sempre a Viterbo nella chiesa del monastero delle Clarisse. La canonizzazione di Giacinta viene celebrata da papa Pio VII nel 1807. La chiesa del monastero delle Clarisse viene distrutta durante la guerra tra il millenovecentoquaranta e il millenovecentoquarantacinque e ricostruita nel millenovecentocinquantanove.
Il cammino verso la santità
Il percorso terreno di Santa Giacinta Marescotti ha inizio nel milleseicentottantacinque a Vignanello. La sua giovinezza, prima di approdare alla clausura, è stata attraversata da inquietudini che hanno trovato risoluzione solo dopo una grave malattia e la prova del lutto familiare. Questi eventi, letti con gli occhi della fede, hanno operato in lei un mutamento radicale, spingendola a varcare la soglia del monastero di San Bernardino a Viterbo nel milleseicentocinque. Lì, in un silenzio operoso, la religiosa ha saputo spogliarsi delle vanità del mondo per rivestirsi di una carità autentica e profonda.
La sua missione non si è limitata alle mura del monastero, ma si è irradiata verso la città di Viterbo e oltre, nel tentativo di arginare le correnti del giansenismo che minacciavano la purezza della dottrina. In un tempo complesso, Santa Giacinta ha scelto di porre l'adorazione eucaristica al centro della vita ecclesiale, convinta che solo nel contatto costante con il mistero di Dio potesse nascere una vera comunione tra i fratelli. La sua vita, conclusasi a Viterbo nel milleseicentoquaranta, è stata un ininterrotto atto di amore verso Dio e verso il prossimo, testimoniato da una condotta che ha saputo unire la contemplazione alla sollecitudine verso le miserie umane. Il suo impegno nel fondare le confraternite dei Sacconi e degli Oblati di Maria testimonia la concretezza di una spiritualità che non teme di sporcarsi le mani per sollevare chi è caduto, facendo del Vangelo la regola suprema di ogni azione quotidiana.
Il culto e l'eredità
Il culto di Santa Giacinta Marescotti si è diffuso rapidamente dopo la sua morte, trovando pieno riconoscimento ufficiale nel milleottocentosette, quando Papa Pio Settimo la iscrisse nell'albo dei Santi. La sua figura è invocata con particolare devozione da coloro che operano nell'assistenza agli anziani, ai poveri e ai malati, settori in cui la santa ha profuso, durante la sua vita, le energie migliori. La memoria liturgica, celebrata il trenta gennaio, invita i fedeli a meditare sulla forza trasformante della grazia, capace di mutare un cuore inquieto in un vaso colmo di misericordia.
Ancora oggi, il ricordo di Santa Giacinta richiama l'importanza dell'umiltà e del servizio disinteressato. La sua eredità spirituale, custodita con cura, continua a ispirare quanti, guardando al suo esempio, scelgono di dedicare la propria esistenza al sollievo di chi soffre, trovando nel Sacramento dell'Eucaristia la forza necessaria per perseverare nel bene. Ella resta una guida sicura per la Chiesa, ricordandoci che la santità non è un traguardo lontano, ma una risposta quotidiana all'amore che Dio riversa nei nostri cuori.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Giacinta Marescotti?
La ricorrenza si celebra il trenta gennaio.
A Viterbo, santa Giacinta Marescotti, vergine del Terz’Ordine regolare di San Francesco, che, dopo quindici anni passati tra vani piaceri, abbracciò una vita durissima e istituì confraternite per l’assistenza degli anziani e per l’adorazione della santa Eucaristia. — Martirologio Romano