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30 gennaio

Santa Martina

Martire

Santa Martina

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e le prime testimonianze storiche

Le notizie storiche su santa Martina sono scarse e la testimonianza più antica sul suo conto risale al sesto secolo. Fu proprio in quel periodo che papa Onorio decise di dedicare una chiesa a santa Martina nel Foro Romano, un luogo di grande importanza per la cristianità dell'epoca. Successivamente, un altro pontefice di nome Dono dedicò una basilica a santa Martina sempre nel Foro Romano, consolidando ulteriormente la memoria liturgica della martire. La festa di santa Martina era già regolarmente celebrata nell'ottavo secolo, segno che il suo ricordo liturgico era radicato nella comunità cristiana. Ulteriori e dettagliate notizie sul suo conto provengono tuttavia da una Passio di natura leggendaria. Secondo questo testo agiografico, santa Martina era una diaconessa e figlia di un nobile romano, la quale visse la propria fede con straordinario coraggio.

Il martirio e i prodigi

A causa della sua aperta professione di fede, santa Martina fu arrestata e condotta al tribunale dell'imperatore Alessandro Severo, il quale visse tra il duecento ventidue e il duecento trentacinque. L'imperatore Alessandro Severo era di origine semiorientale e aperto a varie curiosità religiose, al punto che includeva Cristo tra gli dei venerati nella famiglia imperiale. Il governo di Alessandro Severo fu insolitamente tollerante verso i cristiani e fu caratterizzato da un clima di distensione e da una grande espansione missionaria della Chiesa. Curiosamente, l'autore della Passio ignora completamente questo contesto storico positivo del regno di Alessandro Severo e si concentra interamente sulle drammatiche torture inflitte alla santa. La tradizione riferisce che santa Martina fu trascinata davanti alla statua di Apollo e la fece andare in frantumi con la sua sola presenza. La distruzione della statua di Apollo provocò un terremoto che rase al suolo il tempio e uccise i sacerdoti del dio pagano. La tradizione riferisce inoltre che il prodigio della distruzione della statua e del tempio si ripeté identico anche con la divinità di Artemide. I persecutori sottoposero quindi la giovane fanciulla a crudelissimi tormenti da cui ella uscì sempre miracolosamente illesa. La morte di santa Martina avvenne infine per decapitazione tramite la spada, e il sangue generosamente versato dalla martire irrorò il terreno della Chiesa romana.

Il ritrovamento delle reliquie e il rinnovamento del culto

Cinquecento anni dopo la prima dedicazione della chiesa romana, durante alcuni scavi, furono inaspettatamente trovate le tombe di tre martiri. La tomba di santa Martina fu riscoperta ben mille quattrocento anni dopo il suo martirio, esattamente nel sedicesimo trentaquattro. Papa Urbano VIII fu fortemente impegnato nella controriforma cattolica e nella restaurazione di diverse chiese romane di grande valore spirituale. Fu proprio papa Urbano VIII a riproporre con vigore ai romani la devozione di santa Martina nel sedicesimo trentaquattro. Nello stesso anno papa Urbano VIII fissò la celebrazione liturgica di santa Martina al trenta gennaio. Il medesimo pontefice compose personalmente l'elogio e l'inno dedicato a santa Martina, un testo poetico e spirituale. L'inno composto da Urbano VIII invita esplicitamente tutti i fedeli ad ammirare la vita immacolata, la carità esemplare e la coraggiosa testimonianza di Cristo offerta dalla santa. A seguito di questi eventi, santa Martina è giustamente considerata una delle patrone di Roma dopo secoli di prolungato oblio.

Il legame con Martina Franca e la devozione universale

Il culto di santa Martina non rimase circoscritto all'ambito romano, ma è fortemente attestato anche a Martina Franca in provincia di Taranto. Nel diciassettesimo trenta il cardinale Tommaso Innico Caracciolo donò alcuni frammenti ossei di santa Martina alla città natale di Martina Franca. È interessante notare che il cardinale Caracciolo apparteneva alla nobile famiglia dei duchi di Martina. Il dono delle reliquie fu generosamente destinato alla Collegiata di San Martino in segno di profondo affetto per la comunità. Le preziose reliquie erano amorevolmente contenute in un reliquiario d'argento ed esse provenivano originariamente dalla chiesa dei Santi Luca e Martina, di cui lo stesso cardinale aveva il titolo cardinalizio. Il cardinale accompagnò il dono con una lettera ufficiale in cui motivava con cura l'offerta fatta alla città che portava lo stesso nome della Santa. Grazie a questo gesto, santa Martina fu solennemente dichiarata patrona secondaria di Martina Franca. Oggi nel Martirologio, nella città di Roma, è doverosamente commemorata santa Martina.

Domande frequenti

Quando si festeggia santa Martina?

Santa Martina è celebrata il trenta gennaio, data fissata da papa Urbano VIII.

Di cosa è patrona santa Martina?

Santa Martina è considerata una delle patrone di Roma ed è stata dichiarata patrona secondaria di Martina Franca.

A Roma, commemorazione di santa Martina, sotto il cui titolo il papa Dono dedicò una basilica nel foro romano. — Martirologio Romano