Sante Aurelia e Neomisia

Aggiornato il 22 luglio 2026

Il pellegrinaggio e il miracoloso scampo

Le sante Aurelia e Neomisia nacquero nell'Asia Minore e vissero durante l'undicesimo secolo distinguendosi per una precoce inclinazione alla santità. Fin dalla fanciullezza si dedicarono alla pietà, coltivando nel silenzio del cuore l'amore per Dio e per il prossimo. Crescendo negli anni, mosse da un ardente devozione, intrapresero lunghi e faticosi pellegrinaggi per visitare i luoghi sacri della Palestina, bagnati dai passi del Salvatore. Successivamente, il loro cammino di fede le condusse a percorrere le strade d'Europa per recarsi in pellegrinaggio ai più celebri santuari dell'Occidente cristiano. Partite da Roma e camminando lungo la via Latina, le due sorelle furono improvvisamente sorprese dagli Agareni. Quei persecutori avevano da poco devastato le terre di Calabria e Lucania e posto sotto assedio la città di Capua seminando terrore e distruzione. Catturate dai nemici della fede, le vergini furono crudelmente battute con verghe e ridotte in fin di vita a causa della loro testimonianza. Tuttavia, la Provvidenza intervenne in modo mirabile attraverso un furioso temporale che si abbatté sulla regione, disperdendo i persecutori e permettendo alle sorelle di proseguire illese il proprio cammino. Giunte felicemente nei pressi di Anagni, decisero di stabilirsi nella borgata detta Macerata, situata ai piedi del colle, dove le due sante morirono in pace il venticinque settembre.

La custodia delle reliquie e le fonti storiche

I corpi delle due sante furono dapprima piamente venerati dagli abitanti del luogo e sepolti in un oratorio della borgata di Macerata. In seguito, le spoglie furono trasportate nel cenobio di Santa Reparata, situato vicino alle mura della città di Anagni. Durante il pontificato di papa Leone IX, il vescovo Rumaldo provvide a collocare solennemente i corpi all'interno della cattedrale. Quando la cattedrale fu interamente ricostruita dal vescovo Pietro, le reliquie furono nuovamente traslate e riposte con cura nella cripta di San Magno. Qui i corpi vennero collocati presso le spoglie di santa Secondina, sotto l'altare ad esse appositamente dedicato. L'unico testo noto che raccoglie gli Atti delle due sante si conserva nel codice Chigiano C. VIII. 235, risalente all'inizio del quattordicesimo secolo. Il cardinale Cesare Baronio inserì il nome delle due vergini nel Martirologio Romano, avendone conosciuto gli Atti sebbene giudicati corrotti dalla tradizione. I Bollandisti trascrissero a loro volta gli Atti dai manoscritti di Costantino Caetani, conservati nella Biblioteca Alessandrina di Roma. Pur giudicando quei testi troppo infidi per una pubblicazione integrale, i Bollandisti salvarono e tramandarono le preziose notizie relative alle traslazioni delle reliquie. I caratteri interni della leggenda mostrano chiaramente una composizione letteraria che non si preoccupava dell'accertamento storico rigoroso della vita terrena delle sorelle. L'agiografo anonimo fissò comunque con precisione cronologica la seconda traslazione e deposizione delle reliquie, menzionando autorevoli personaggi storici come il vescovo Rumaldo e il vescovo Pietro da Salerno, deceduto nel millenovecentocinque.

Il culto e la rappresentazione nell'arte

La leggenda delle sante Aurelia e Neomisia è ampiamente documentata e la tradizione riferisce l'importanza del loro culto nella liturgia locale. Tale devozione trovò una straordinaria espressione visiva negli affreschi del tredicesimo secolo conservati nella cripta della cattedrale di Anagni. Le due vergini sono raffigurate con nobile sembianza ai lati della Madonna nella conca absidale posta dietro l'altare a loro dedicato e sulla parete sinistra della cripta stessa. Nella nicchia che fu fatta dipingere dal committente Giacomo de Guerra nel millenuecentoventiquattro, le sante fiancheggiano la figura del vescovo Pietro, a testimonianza di un legame spirituale che attraversa i secoli. Una parte considerevole delle sacre reliquie è oggi gelosamente conservata all'interno di due urne devozionali che furono fatte eseguire nel millenovecentotre dal vescovo Antonio Sardi. Queste urne preziose, contenenti i resti delle vergini, vengono solennemente esposte sull'altare maggiore della cattedrale ogni anno in occasione della loro festa liturgica, offrendo ai fedeli un visibile segno di grazia e di intercessione celeste.

Domande frequenti

Quando si festeggiano le sante Aurelia e Neomisia?

Le sante Aurelia e Neomisia si festeggiano il venticinque settembre, giorno in cui si ricorda il loro pio transito.