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16 ottobre

Santi Amando e Giuniano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il cammino eremitico di Amando

Non si sa nulla di certo sull'origine di sant'Amando, sebbene le cronache lo descrivano come appartenente a una nobile famiglia e di nazione ungaro. Poco prima del 490, Amando giunse nella diocesi di Limoges, che era allora governata dal saggio vescovo Ruricio I. Il santo cercava un luogo solitario per vivere la sua intensa brama di penitenza e si fermò in una località non lontana dal villaggio di Comodoliac, nel Limousin. Il vescovo Ruricio I, venuto a conoscenza della sua presenza in quelle terre, decise di prenderlo sotto la sua protezione spirituale e materiale. Per favorire il suo raccoglimento, il presule permise ad Amando di costruirsi una piccola cella dove condurre la sua vita di preghiera. Amando morì intorno all'anno 500, dopo un cammino di ascesi nascosto agli occhi del mondo. La sua figura rimase a lungo nell'ombra, al punto che della sua tomba si era perduta persino la memoria. Tuttavia, la grazia operò affinché le sue spoglie non rimanessero dimenticate per sempre. La tomba di Amando fu infatti ritrovata miracolosamente il ventisei agosto 1083. Sopra la tomba ritrovata fu in seguito edificata una chiesa, che venne solennemente consacrata il ventisei febbraio 1094. Attualmente, di quell'edificio sacro restano soltanto le rovine nei sobborghi di Saint-Junien, mentre le reliquie di sant'Amando si trovano oggi nella chiesa parrocchiale del paese, dove riscuotono grande venerazione da parte dei fedeli.

L'opera di Giuniano e la memoria dei santi

A un certo punto della vita eremitica di Amando, si era unito a lui un giovane quindicenne di nome Giuniano, ritenuto dalla tradizione figlio del conte di Cambrai. Alla morte del maestro, fu proprio Giuniano a dare sepoltura ad Amando. Il giovane decise di continuare a vivere nello stesso modo, perseverando nella mortificazione e nella preghiera, e continuò anche a compiere i miracoli. Tra gli episodi più notevoli, Giuniano liberò dal demonio o da una grave infermità il nipote del vescovo Ruricio I. Quel giovane nipote sarebbe poi succeduto allo zio nella guida della diocesi con il nome di Ruricio II, mentre il vescovo Ruricio I morì poco prima del 510. Giuniano visse da eremita per ben quarant'anni prima di concludere la sua esistenza terrena. Dopo la sua morte, il vescovo Ruricio II ne depose i resti mortali in un apposito sarcofago. Sopra il sarcofago di Giuniano fu innalzata una chiesa intitolata a sant'Andrea apostolo, e lo stesso vescovo Ruricio II volle espressamente essere sepolto nella medesima chiesa. Nel corso dell'anno 1100, il vescovo di Périgueux effettuò la ricognizione delle reliquie di Giuniano. Nello stesso anno 1100, il sarcofago fu chiuso in un monumento sepolcrale scolpito, che risulta ancora oggi esistente. La chiesa di Sant'Andrea fu in seguito rifatta dalle fondamenta nel corso del dodicesimo secolo. Nel 1488, la chiesa di Sant'Andrea prese ufficialmente il nome di San Giuniano ed è tuttora la sede parrocchiale della comunità. Sebbene Amando non ebbe mai la stessa rinomanza del suo discepolo Giuniano, il Martirologio colloca oggi entrambi i santi nel territorio di Limoges in Aquitania, definendoli concordemente eremiti.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Amando e Giuniano?

La festa dei due santi eremiti Amando e Giuniano si celebra il sedici ottobre. Sant'Amando viene inoltre ricordato anche da solo il ventisei agosto.

Di cosa sono patroni i santi Amando e Giuniano?

I documenti storici e agiografici non menzionano specifici patronati per i santi Amando e Giuniano.

Nel territorio di Limoges in Aquitania, ora in Francia, santi Amando e il suo discepolo Giuniano, eremiti. — Martirologio Romano