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29 maggio

Santi Conone (Cuono) e Conello

Martiri ad Iconio

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la vita monastica

La storia dei Santi Protettori di Acerra è tramandata da manoscritti del quinto secolo che descrivono le vicende dei santi originariamente chiamati San Conone e Conello. Conone era un ingegnere idraulico di agiate condizioni economiche e viveva nella città di Iconio in Isauria, una piccola regione dell'Asia Minore. Egli era cristiano, come la gran parte degli abitanti della zona, un territorio dove il cristianesimo si era diffuso moltissimo grazie alla predicazione di Saint Paolo. Conone era sposato con una donna il cui nome non è stato tramandato dalla storia; purtroppo la moglie morì prematuramente, lasciandolo vedovo. In seguito a questo grave lutto, Conone decise di vivere da monaco. Nell'area orientale dell'Impero Romano, abbracciare la vita monastica significava condurre un'esistenza solitaria e di profonda preghiera. I monaci erano tenuti in grandissima considerazione dalla popolazione e intervenivano spesso per proteggere le comunità dalle tasse ingiuste e dalle violenze dei potenti. Il figlio Conello scelse di seguire il padre in tutte le sue decisioni, compresa quella di intraprendere la vita monastica. Conello svolgeva il ministero di diacono della comunità cristiana di Iconio ed era un giovane molto impegnato che riscuoteva la profonda stima della gente.

Il processo e il martirio

La testimonianza di fede dei due santi attirò l'ostilità delle autorità imperiali quando il prefetto Domiziano si accanì contro Conone e Conello con l'intento di mostrare la forza inflessibile dell'imperatore. Contro padre e figlio fu celebrato un processo incentrato sul cosiddetto miracolo dell'acqua, che in realtà consisteva in un'importante opera di bonifica condotta in terre paludose. Al processo seguirono ben presto torture e supplizi crudeli per Conone e Conello. Con coraggio incrollabile, i santi affrontarono la morte testimoniando la loro fede incrollabile il ventinove maggio del millenovecentosettantacinque. La tradizione riferisce che il culto dei Santi Cuono e Figlio fosse già vivo ad Acerra prima dell'anno millenettantanove. Il culto e le sacre reliquie furono probabilmente portati ad Acerra da fedeli in fuga dalle persecuzioni degli iconoclasti o da pellegrini di ritorno dalla Terra Santa, in un'epoca in cui un editto dell'imperatore d'Oriente vietava rigorosamente il possesso e l'adorazione delle immagini e delle reliquie sacre.

Il patronato e i prodigi

Il territorio acerrano era all'epoca una zona paludosa che necessitava di urgenti interventi di bonifica. Il miracolo dell'acqua operato da San Conone fece sì che la comunità di Acerra lo accogliesse con grande fervore eleggendolo patrono della città. Ai Santi Patroni fu dedicata una chiesa dove ancora oggi si custodiscono statue raffiguranti i santi con la pelle nera. La particolare colorazione nera delle statue è forse da interpretare in segno del martirio subito tramite la graticola e il fumo. Nella Chiesa cattedrale sono offerte alla pia venerazione dei fedeli le reliquie dei santi, tra cui è conservata l'ulna di un braccio di San Cuono. Le reliquie furono consegnate ad Acerra con una solenne cerimonia religiosa nel milleseiottantotto. La consegna fu effettuata dal vescovo monsignor De Angelis, il quale le aveva ricevute direttamente da Roma. La venerazione dei santi costituisce un culto collettivo in quanto patroni della città e, nel corso dei secoli, gli acerrani si sono costantemente rivolti a loro per ricevere grazie collettive e aiuto concreto per i bisogni della comunità.

La protezione nei secoli

La protezione dei santi si è manifestata in episodi straordinari tramandati dalla memoria popolare. Nel mille ottocentosei un generale francese entrò in Acerra e fu ospitato nel palazzo ex baronale della signora Caterina Ungaretti, moglie del cavaliere Francesco Spinelli. Entrando nella chiesa dei Santi Patroni e vedendo le statue, il generale francese impallidì ed esclamò esplicitamente che erano proprio loro. Il ufficiale raccontò di aver incontrato i due santi entrando in città al Gaudello, dove il santo gli aveva ordinato tassativamente di non far del male agli acerrani perché appartenevano a lui. A seguito di quel severo avvertimento, il generale aveva deciso di ripartire immediatamente. Successivamente, il venticinque aprile del millesettecentosettantadue, dal Vesuvio sorse un'immensa nube nera che si espanse minacciosamente sulla pianura acerrana. Il popolo ricorse prontamente all'intercessione dei santi portando la statua e le reliquie in solenne processione contro la nube del Vesuvio. Dopo pochi minuti si alzò improvvisamente un vento gagliardo che allontanò la nube e sgombrò completamente il cielo sopra Acerra.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Conone?

La festa liturgica dei Santi Conone e Conello si celebra il ventinove maggio.

Di cosa è patrono San Conone?

San Conone è il patrono principale della città di Acerra.