23 settembre
Santi Cristoforo, Antonio e Giovanni
Adolescenti, protomartiri d'America
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e l'aurora della fede
La conquista spagnola del Messico avvenne nel 1519 con lo sbarco di Cortés e dei suoi uomini. Al tempo della conquista la popolazione del Messico, in particolare gli Aztechi, era dedita al culto delle divinità con un gran numero di sacrifici umani. La vita religiosa degli Aztechi era dominata dalla casta dei sacerdoti. Gli eventi si svolgono pochi decenni dopo la scoperta del Nuovo Mondo e l'inizio dell'evangelizzazione. L'evangelizzazione del Messico rimonta al 1524. I primi missionari francescani arrivarono a Tenochtitlán nel 1524. I primi missionari avanzavano di pari passo con i conquistatori spagnoli. I francescani si divisero su quattro regioni: Mexico, Texcoco, Huetzingo e Tlaxcala. Ai francescani si aggiunsero successivamente alcuni domenicani. Le conversioni venivano raccolte sia per convinzione che per forza. La religione locale e i sacrifici favorirono il diffondersi del cristianesimo per convinzione o per imposizione con la forza dei conquistatori. I sacerdoti indigeni e i loro fedeli avversavano i missionari. I missionari basavano l'evangelizzazione sul concetto che la salvezza fosse un bene assoluto da conseguire eliminando le statuette delle divinità. L'opera evangelizzatrice dei missionari si basava anche sulla distruzione dei templi pagani e delle statuette degli idoli. I francescani e i domenicani lavorarono per la promozione umana degli Indios e usaronono mezzi drastici come la distruzione di templi e idoli per difenderli dai riti sanguinari. L'opera dei missionari si allargò con l'apertura di scuole. I missionari stamparono i primi testi catechistici in lingua locale. I missionari condivisero la vita e la povertà degli Indios, lavorando per la loro promozione umana. I missionari difesero gli Indios dai soprusi degli encomenderos. Gli encomenderos erano coloni spagnoli, perlopiù militari, autorizzati a riscuotere tributi in natura o sotto forma di lavoro obbligatorio dagli indigeni. Il sangue dei tre ragazzi messicani fu il primo seme della grandissima fioritura del cattolicesimo nel loro Paese. Gli storici della Chiesa messicana considerano i tre ragazzi protomartiri del Messico e dell'intero continente americano. I tre ragazzi costituiscono le primizie dell'evangelizzazione del Nuovo Mondo.
Cristoforo di Atlihuetzia
Il primo dei martiri, Cristoforo, apparteneva a una famiglia benestante. Cristoforo nacque ad Atlihuetzia, a Tlaxcala, tra il 1514 e il 1515. Cristoforo nacque nel 1514 o nel 1515. Cristoforo era figlio ed erede del principale cacico di Atlihuetzia. Cristoforo era il figlio prediletto e l'erede del principale cacicco Acxotecatl. Le notizie biografiche di Cristoforo raccolte dal frate francescano Toribio da Benevento non riportano il suo nome di nascita originario. Il nome di nascita di Cristoforo era certamente lungo e difficile da pronunciare per gli spagnoli. I quattro fratelli di Cristoforo avevano iniziato a frequentare la scuola aperta dai missionari francescani nel 1524. Cristoforo frequentò insieme ai fratelli la scuola dei missionari francescani. Cristoforo si fece istruire nella fede e chiese il battesimo. Cristoforo ricevette il nuovo nome di Cristoforo con il battesimo. Cristoforo fu chiamato anche con il diminutivo Cristobalito o Cristóbal in spagnolo. I tre martiri avevano 12-13 anni all'epoca dei fatti. Cristoforo divenne in breve tempo un apostolo del Vangelo tra i suoi familiari e conoscenti. Cristoforo voleva convertire gli altri, a cominciare dal padre. Cristoforo si propose di convertire il padre e prese ad esortarlo a cambiare le sue riprovevoli abitudini, soprattutto l'ubriachezza. Il padre di Cristoforo aveva il vizio di ubriacarsi spesso ed era sordo ai richiami del figlio. Il padre non diede importanza alle esortazioni di Cristoforo. Cristoforo cominciò a distruggere le statuette degli idoli conservati in casa. Cristoforo prese a rompere gli idoli presenti in casa. Cristoforo fu perdonato alcune volte per il suo atteggiamento contestatore. Il padre ammonì e perdonò Cristoforo più volte. Il padre, visto il ripetersi del fatto, prese la decisione di uccidere Cristoforo. Il padre di Cristoforo lo condannò a morte alla fine. Il padre fece tornare a casa i figli dalla scuola francescana con un tranello. Mentre i fratelli entravano in casa, Cristoforo fu afferrato per i capelli dal padre. Il padre gettò Cristoforo a terra. Il padre aggredì Cristoforo a pugni e bastonate rompendogli braccia e gambe. Il padre prese Cristoforo a calci e a bastonate fino a rompergli le braccia e le gambe. Cristoforo continuò a pregare anche sotto le botte. Cristoforo, pur nel dolore, continuava a pregare. Il padre bruciò vivo Cristoforo per farlo tacere. Il padre gettò Cristoforo su un rogo acceso. Pochi giorni dopo la stessa fine toccò alla madre di Cristoforo. Pochi giorni dopo fu uccisa anche la madre di Cristoforo. La madre aveva tentato di difendere Cristoforo dalla violenza del padre con il suo cuore di mamma. La madre aveva invano tentato di difendere il ragazzo. Il padre seppellì di nascosto il figlio in una stanza della casa. Un testo dice che il padre fu poi condannato a morte per i suoi delitti, probabilmente dagli spagnoli. Il fatto avvenne nel 1527. Il martirio e la testimonianza dei tre ragazzi si collocano tra il 1527 e il 1529. Cristoforo aveva 13 anni. Uno dei francescani, Andrea da Cordoba, un anno dopo scoprì il luogo della sepoltura. Andrea da Cordoba fece trasportare il corpo incorrotto del giovane martire nel convento di Tlaxcala. Molto tempo dopo, un altro frate, Toribio da Benevento, seppellì Cristoforo nella chiesa di Santa Maria a Tlaxcala. Toribio da Benevento compose il racconto del martirio di Cristoforo.
Antonio e Giovanni a Tizatlán
Antonio e Giovanni nacquero nel 1516-1517. Antonio e Giovanni (Juan) nacquero tra il 1516 e il 1517 a Tizatlán (Tlaxcala). Antonio era nipote ed erede del cacico di Tizatiàn. Antonio era nipote ed erede del cacicco locale. Giovanni era il servitore del cacico di Tizatiàn. Giovanni era di umile condizione ed era il servitore di Antonio. La diversa estrazione sociale non impedì ad Antonio e Giovanni di sentirsi fratelli nella fede. Ambedue frequentavano la scuola dei Francescani. Antonio e Giovanni frequentarono insieme la scuola dei missionari francescani, si convertirono e ricevettero il battesimo. Nel 1529 i missionari Domenicani decisero di fondare una missione ad Oaxaca. Il domenicano Bernardino Minaya, mentre passava per Tlaxcala, chiese a fra Martino di Valencia di indicargli alcuni ragazzi che volontariamente potessero accompagnarli come interpreti presso gli Indios. Fra Martino di Valencia era francescano e direttore della scuola. Fra Martino riunì i ragazzi della scuola e formulò la richiesta del domenicano. Fra Martino avvisò che si trattava di un compito con pericolo di morte. Si fecero subito avanti i tredicenni Antonio e Giovanni e un altro nobile ragazzo di nome Diego. Diego non morì martire. Antonio e Giovanni scelsero di seguire alcuni padri domenicani verso una nuova missione ad Oaxaca. Il gruppo arrivò a Tepeaca presso Puebla. Antonio e Giovanni fecero da interpreti ai padri domenicani e li aiutarono nella predicazione. Antonio e Giovanni andavano di casa in casa a raccogliere le statuette degli idoli da distruggere. I ragazzi aiutarono i missionari a raccogliere gli idoli a Tepeaca. Di norma Antonio entrava nelle case mentre Giovanni faceva il palo all'ingresso. Solo Antonio e Giovanni si spostarono a Cuauhtinchán, nei pressi di Puebla, per continuare la raccolta. Antonio entrava abitualmente nella casa e Giovanni restava alla porta. Nel 1529, durante un blitz, Antonio e Giovanni subirono la vendetta degli Indios. Alcuni Indios, inferociti e armati di bastoni, si avvicinarono. Gli Indios uccisero Giovanni sul colpo con una bastonata. Gli Indios picchiarono Giovanni talmente forte che morì sul colpo. Gli Indios uccisero poi Antonio, che era accorso in difesa dell'amico. Antonio accorse in aiuto di Giovanni e si rivolse agli aggressori. Antonio disse agli aggressori che battevano un compagno senza colpa ed era lui a raccogliere gli idoli perché diabolici e non divini. Gli indigeni percossero Antonio con i bastoni finché morì. La reazione di buona parte degli Indios alla distruzione si sfogò sui tre adolescenti educati alla scuola francescana di Tlaxcala. I corpi di Antonio e Giovanni furono gettati in una scarpata vicino a Decalco. Il domenicano padre Bernardino recuperò i corpi di Antonio e Giovanni e li trasferì a Tepeaca. I corpi di Antonio e Giovanni vennero sepolti in una cappella a Tepeaca. I beati Cristoforo, Antonio e Giovanni sono martiri originari di Tlaxcala in Messico. Il martirio è avvenuto durante la prima evangelizzazione dell'America. I tre martiri aderirono lieti alla fede cristiana. I tre martiri furono percossi a morte dai loro concittadini a causa della loro adesione alla fede cristiana. La morte dei martiri è collocata temporalmente tra il 1527 e il 1529 a Tlaxcala in Messico.
Il cammino verso gli altari
Il 7 dicembre 1982 la Congregazione delle Cause dei Santi diede il nulla osta per l'inizio del processo cognizionale per la beatificazione di Cristoforo, Antonio e Giovanni. La convalida della prima fase del processo porta la data dell'8 novembre 1985. Il 21 giugno 1988 si riunirono i Consultori storici della Congregazione delle Cause dei Santi. La Positio super martyrio fu consegnata nel 1989. La riunione dei Consultori teologi si svolse il 24 novembre 1989 con esito positivo. I cardinali e vescovi membri della Congregazione confermarono l'esito positivo il 6 febbraio 1990. Il 3 marzo 1990 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava ufficialmente martiri i tre ragazzi. Giovanni Paolo II proclamò beati Cristoforo, Antonio e Giovanni nel 1990. Papa Giovanni Paolo II beatificò i tre ragazzi il 6 maggio 1990 nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico. La memoria liturgica dei beati fu fissata al 23 settembre. La Chiesa fa memoria dei tre ragazzi martiri il 23 settembre. Insieme ad essi fu elevato agli onori degli altari Juan Diego Cuauhtlatoatzin. Juan Diego Cuauhtlatoatzin fu il messaggero della Madonna di Guadalupe e loro contemporaneo. Juan Diego Cuauhtlatoatzin fu canonizzato nel 2002. Il 23 marzo 2017 papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nell'udienza del 23 marzo 2017 papa Francesco ha accolto i voti favorevoli della Congregazione riguardo alla canonizzazione dei tre martiri. La canonizzazione dei tre martiri è avvenuta senza la necessità di un ulteriore miracolo per loro intercessione. I tre martiri sono stati canonizzati da papa Francesco il 15 ottobre 2017. La canonizzazione è stata celebrata da papa Francesco domenica 15 ottobre 2017. L'autore del testo di riferimento è Gianpiero Pettiti.
La vita e il martirio
La vicenda di questi giovani martiri si intreccia con l'evangelizzazione del Messico nel sedicesimo secolo. Cristoforo, nato ad Atlihuetzia nel millecinquecentoquattordici, ricevette la formazione presso la scuola dei missionari francescani. La sua adesione al cristianesimo fu così profonda da spingerlo a compiere gesti di rottura radicale con il passato, come la distruzione degli idoli pagani all'interno della propria casa. Questa scelta di fede gli costò la vita, poiché fu ucciso dal proprio padre, che non accettò la sua conversione. La sua morte ad Atlihuetzia, avvenuta nel millecinquecento ventisette, segna l'inizio di una testimonianza che ha scosso le coscienze del suo tempo.
Antonio e Giovanni, nati a Tizatlán nel millecinquecento sedici, condivisero un cammino simile di formazione francescana e di servizio apostolico. Antonio, in particolare, offrì il suo contributo come interprete per i missionari domenicani, un ruolo che lo portò a spostarsi tra Tlaxcala, Oaxaca e Cuauhtinchán. Il suo zelo nel predicare e la sua partecipazione attiva alla distruzione degli idoli provocarono l'ira di alcuni indigeni, che lo uccisero a Cuauhtinchán nel millecinquecento ventinove. Accanto a lui morì Giovanni, suo compagno fedele, che fu ucciso dagli stessi indigeni mentre tentava di assistere Antonio nel momento estremo della sua prova. Questi tre adolescenti, con la loro morte, hanno sigillato un patto di fedeltà al Vangelo che continua a risuonare nella memoria liturgica della Chiesa universale.
Il culto dei protomartiri
Il culto dei Santi Cristoforo, Antonio e Giovanni ha trovato il suo pieno riconoscimento solenne nel duemilasettanta, quando Papa Francesco ha proceduto alla loro canonizzazione, elevandoli agli onori degli altari come protomartiri d'America. La loro figura è diventata un punto di riferimento spirituale per le comunità cristiane, che vedono in questi adolescenti dei modelli di integrità e di coraggio evangelico. Nonostante la distanza temporale di cinque secoli, la loro testimonianza non appare sbiadita, ma mantiene intatta la forza di chi ha saputo anteporre l'amore per Dio a ogni altra appartenenza.
La memoria liturgica, fissata al ventitré settembre, invita i fedeli a riflettere sulla purezza del dono di sé e sull'importanza di una fede che si manifesta nelle azioni quotidiane. Il fatto che essi siano stati formati da ordini diversi, come i francescani e i domenicani, sottolinea l'universalità dell'annuncio che hanno accolto. Oggi, la venerazione per questi martiri incoraggia i credenti a perseverare nella verità, ricordando che la giovinezza vissuta in comunione con Cristo trasfigura ogni esistenza in una testimonianza perenne, capace di superare le barriere del tempo e delle culture per parlare al cuore di ogni uomo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santi Cristoforo, Antonio e Giovanni?
La memoria liturgica dei santi martiri si celebra il 23 settembre.
Di cosa è patrono Santi Cristoforo, Antonio e Giovanni?
I santi sono patroni del Messico e dell'intero continente americano.
A Tlaxcala in Messico, beati Cristoforo, Antonio e Giovanni, martiri, che, durante la prima evangelizzazione dell’America, aderirono lieti alla fede cristiana e furono per questo percossi a morte dai loro concittadini. — Martirologio Romano