4 maggio
Santi e Beati Martiri Certosini di Londra
18 monaci
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le prime tensioni e il giuramento
I funzionari del re visitarono la Certosa di Londra in base a un decreto emanato che imponeva a tutti i maggiorenni, inclusi i religiosi, di approvare il ripudio della regina Caterina d'Aragona da parte del re e di accettare Anna Bolena come nuova sovrana. Il priore e il procuratore della Certosa di Londra furono incarcerati dopo aver sollevato obiezioni sulla legittimità del ripudio. Dopo un mese di carcere, il priore e il procuratore si convinsero che il giuramento richiesto non intaccava la fede cattolica. Il priore e il procuratore prestarono il giuramento richiesto e vennero di conseguenza liberati. Tornati in monastero, i due superiori persuasero gli altri monaci ad accettare le loro motivazioni. Il venticinque maggio del mille cinquecento trentaquattro i monaci della Certosa di Londra prestarono giuramento davanti ai funzionari regi, giunti accompagnati dai soldati. Diciotto monaci rimasti nella certosa di Londra accettarono di prestare il giuramento nell'illusione di salvare il monastero. Dopo un determinato periodo di tempo, i diciotto monaci vennero cacciati dalla certosa. La certosa di Londra venne venduta a soggetti privati.
La nuova legge e l'arresto dei priori
Alla fine del mille cinquecento trentaquattro un nuovo decreto promulgato dal re e dal Parlamento impose a tutti i sudditi di disconoscere l'autorità papale. Lo stesso decreto stabilì che il re doveva essere riconosciuto come capo della Chiesa anglicana anche nell'ambito spirituale. Chiunque si rifiutasse di acconsentire a tali disposizioni veniva considerato colpevole di lesa maestà. Il priore Giovanni Houghton, informato della nuova legge, radunò la comunità dei certosini per comunicare le disposizioni. In tale occasione, tutti i monaci della certosa si dichiararono pronti a morire per rimanere fedeli alla Chiesa romana. Nel frattempo erano giunti alla certosa di Londra i priori di altre due case dell'ordine. I due priori ospiti, edotti sulla grave situazione dei monaci di Londra, stabilirono di comune accordo di recarsi da Tommaso Cromwell, vicario del re. I due priori chiesero a Tommaso Cromwell di persuadere Enrico ottavo ad esentarli dal giuramento, che giudicavano inaccettabile. Tommaso Cromwell, adiratosi per la richiesta, ordinò l'arresto dei due priori. I due priori furono rinchiusi nella Torre di Londra con le accuse di ribellione e tradimento. Dopo una settimana di prigionia, i due priori subirono un processo a Westminster dove riconfermarono il proprio rifiuto al giuramento. I due priori vennero condannati a morte e nuovamente incarcerati. Nella prigione si unirono a loro altri due religiosi condannati per le medesime ragioni.
Il martirio dei primi confessori
Il quattro maggio del mille cinquecento trentacinque il priore Roberto Laurence e il priore Agostino Webster indossarono gli abiti del loro ordine religioso. Insieme a loro indossarono gli abiti religiosi anche padre Riccardo Reynolds, appartenente all'Ordine di Santa Brigida, e il sacerdote Giovanni Haile, che svolgeva il ministero di parroco a Isleworth. I quattro condannati vennero legati stesi su delle stuoie. I quattro religiosi vennero trascinati lungo le strade sassose e fangose che conducevano al Tyburn, noto luogo destinato alle esecuzioni capitali. Anche il priore di Londra, padre Giovanni Houghton, fu tratto in arresto e condannato alla pena capitale. Padre Giovanni Houghton salì per primo sul patibolo. Padre Giovanni Houghton prestò assistenza al boia nelle operazioni della propria impiccagione. Prima di morire, padre Giovanni Houghton pronunciò parole di forgia al perdono e di fiducia verso Dio. Prima che padre Giovanni Houghton morisse per soffocamento, uno dei presenti tagliò la corda facendolo cadere a terra. Il boia spogliò padre Giovanni Houghton e gli estrasse le viscere mentre era ancora in vita. Il boia estrò il cuore del priore per esibirlo ai consiglieri del re. Successivamente venne eseguita la condanna a morte degli altri quattro religiosi. I corpi dei cinque giustiziati furono smembrati ed esposti pubblici con lo scopo di incutere terrore ai fedeli cattolici.
Le successive esecuzioni e la fine del gruppo
Il vicario Umberto Middlemore, Guglielmo Exmew, descritto come un dotto latinista, e Sebastiano Newdigate, un religioso di origini nobili, vennero tratti in arresto. I tre certosini vennero sottoposti a torture. Il diciannove giugno del mille cinquecento trentacinque Umberto Middlemore, Guglielmo Exmew e Sebastiano Newdigate subirono il martirio. Altri due monaci, trasferitisi da Londra presso la Certosa di Hull, vennero denunciati e arrestati. L'undici maggio del mille cinquecento trentasette i due monaci della Certosa di Hull vennero giustiziati tramite impiccagione. Il ventinove maggio del mille cinquecento trentasette altri dieci monaci certosini furono tratti in arresto e rinchiusi nella prigione di Newgate. I dieci monaci morirono in carcere in breve tempo a causa di stenti e privazioni. Unico sopravvissuto del gruppo di Newgate fu Guglielmo Horn. Guglielmo Horn venne giustiziato mediante impiccagione il quattro novembre del mille cinquecento quaranta. I martiri certosini di Londra sono deceduti complessivamente tra il mille cinquecento trentacinque e il mille cinquecento trentasette.
I santi, i beati e la memoria liturgica
I martiri certosini di Londra sono complessivamente diciotto. Tra i diciotto martiri certosini di Londra si annoverano tre santi. John Houghton è un sacerdote certosino e un santo martire, e la sua memoria ricorre il quattro maggio. Robert Lawrence è un sacerdote certosino e un santo martire, e la sua memoria ricorre il quattro maggio. Augustine Webster è un sacerdote certosino e un santo martire, e la sua memoria ricorre il quattro maggio. Tra i diciotto martiri certosini di Londra si annoverano quindici beati. William Exmew è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il diciannove giugno. Humphrey Middlemore è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il diciannove giugno. Sebastian Newdigate è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il diciannove giugno. John Rochester è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre l'undici maggio. James Walworth è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre l'undici maggio. William Greenwood è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il sei giugno. John Davy è un diacono certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre l'otto giugno. Robert Salt è un monaco certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il nove giugno. Walter Pierson è un religioso certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il dieci giugno. Thomas Green è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il dieci giugno. Thomas Scryven è un monaco certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il quindici giugno. Thomas Reding è un religioso certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il sedici giugno. Richard Bere è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il nove agosto. Thomas Johnson è un sacerdote certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il venti settembre. William Horne è un monaco certosino e un beato martire, e la sua memoria ricorre il quattro agosto. Il nove dicembre del mille ottocento ottantasei papa Leone tredicesimo proclamò beati i diciotto certosini di Londra insieme ad altri trentacinque martiri della medesima epoca. Il venticinque ottobre del mille novecentosettanta papa Paolo sesto proclamò santi i primi tre certosini martirizzati nel mille cinquecento trentacinque, inseriti in un gruppo comprendente quaranta martiri della persecuzione inglese. La ricorrenza liturgica è fissata al giorno quattro maggio.
La testimonianza
La vicenda dei diciotto monaci certosini ebbe inizio nel contesto delle profonde trasformazioni religiose e politiche dell'Inghilterra del sedicesimo secolo. La loro dedizione alla vita contemplativa fu bruscamente interrotta quando venne richiesto loro di sottomettersi all'autorità del re, riconoscendolo come capo supremo della Chiesa anglicana. Con animo saldo e spirito votato alla preghiera, i monaci opposero un rifiuto netto, ritenendo che tale imposizione violasse la loro coscienza e la dottrina cattolica. Questo atto di fedeltà suscitò l'ira del potere, portando all'arresto dei priori presso il vicario Tommaso Cromwell, uomo chiave della politica del tempo.
Dopo essere stati condotti alla Torre di Londra, i monaci affrontarono il processo presso Westminster. Nonostante la fermezza mostrata nel difendere la propria fede, furono accusati di lesa maestà, un'imputazione che in quel clima di tensione serviva a giustificare la repressione del dissenso. La condanna fu inesorabile e portò alla tragica esecuzione capitale presso Tyburn, dove avvenne l'impiccagione e il successivo squartamento. I martiri affrontarono la morte con la dignità di chi ha già consacrato la propria esistenza a Dio. Il loro sacrificio non fu vano, poiché il sangue versato divenne seme di una testimonianza che ha attraversato i secoli, dimostrando che la preghiera e la fedeltà al successore di Pietro costituiscono l'essenza stessa della vita consacrata. La loro memoria rimane incisa nella storia della Chiesa come esempio di integrità morale e spirituale di fronte alle tentazioni del potere terreno.
Il culto
Il culto verso i Santi e Beati Martiri Certosini di Londra è espressione della gratitudine della Chiesa verso coloro che hanno saputo donare la vita per l'unità della fede. La loro canonizzazione, avvenuta per mano di Papa Paolo Sesto il venticinque ottobre mille novecento settanta, ha suggellato ufficialmente un percorso di venerazione iniziato secoli prima, quando il ricordo del loro coraggio veniva tramandato con profonda devozione.
La memoria liturgica, fissata al quattro maggio, è un momento di grazia per la comunità cristiana, chiamata a riflettere sulla fedeltà al Vangelo. In questa data, la Chiesa invita a volgere lo sguardo verso la Certosa di Londra, luogo del loro silenzio e della loro preghiera, e verso Tyburn, luogo del loro ultimo testimone. Celebrare questi martiri significa rinnovare l'impegno a non scendere a compromessi con la verità e a mantenere viva la luce della fede, anche quando il contesto sociale e politico si fa ostile. La loro intercessione è invocata da quanti cercano la forza di restare fedeli a Dio in mezzo alle prove quotidiane, ricordando che la vita eterna è il premio riservato a chi non ha temuto di confessare il nome di Cristo davanti agli uomini.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi e Beati Martiri Certosini di Londra?
La festività religiosa e la ricorrenza liturgica dei martiri certosini di Londra sono fissate al giorno quattro maggio.