Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

6 agosto

Santi Felicissimo, Agapito, Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano

Martiri di Roma

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il martirio di papa Sisto secondo e dei primi compagni

Nel corso del terzo secolo, la vita della Chiesa fu segnata da prove dolorose e persecuzioni sistematiche. Il secondo editto di Valeriano fu promulgato nel 258 e colpì in modo particolare i vescovi, i preti e i diaconi. Tale disposizione imperiale ebbe una sanguinosa applicazione in Roma, dove la comunità cristiana cercava di vivere la propria fede nella clandestinità e nella preghiera. Papa Sisto secondo fu eletto papa poco dopo la promulgazione del primo editto, assumendo la guida della Chiesa in un momento di grave pericolo. La tradizione e i documenti storici attestano che papa Sisto secondo fu ucciso sopra il cimitero di Callisto. Il pontefice fu trucidato insieme con quattro diaconi, sorpresi durante una riunione di preghiera. Il Liber Pontificalis identifica i quattro diaconi uccisi con Sisto come Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano. Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano furono sepolti sopra il cimitero di Callisto, ricevendo l'onore della sepoltura cristiana da parte dei fedeli superstiti. La Depositio Martyrum attesta la deposizione di Sisto secondo nel cimitero di Callisto alla data del 6 agosto. San Cipriano, vescovo di Cartagine, comunicò l'avvenimento tragico e glorioso all'amico Successo, vescovo di Abbir in Africa proconsolare. Nelle sue lettere, Cipriano scrisse a Successo che Sisto fu giustiziato nel cimitero l'otto agosto insieme a quattro diaconi.

La sorte dei diaconi Felicissimo e Agapito

La persecuzione non si esaurì con l'uccisione del pontefice e dei suoi primi compagni di diaconato. I diaconi Felicissimo e Agapito erano inizialmente sfuggiti alla prima strage avvenuta nel cimitero di Callisto. Tuttavia, Felicissimo e Agapito furono sorpresi per via o nel cimitero di Pretestato poco tempo dopo. Essi furono massacrati senza pietà dai soldati imperiali. A Felicissimo e Agapito non si poté dare sepoltura nel cimitero papale per via della sorveglianza o per volontà ignota delle autorità ecclesiastiche locali. La Depositio Martyrum attesta la deposizione dei due diaconi Agapito e Felicissimo nel cimitero di Pretestato alla data del 6 agosto. Pochi giorni dopo, con la morte di san Lorenzo avvenuta il dieci agosto, l'intero collegio diaconale di Roma fu distrutto. Il collegio diaconale romano fu colto certamente di sorpresa dalla rapidità e dalla violenza della repressione imperiale. Nel quarto secolo i pellegrini accorrevano così numericamente a visitare il sepolcro dei due diaconi in Pretestato che fu necessario ingrandire la cappella per accogliere la folla dei devoti. Un graffito tracciato su un loculo della galleria di Pretestato detta Spelunca magna invocava i martiri Gennaro, Agapito e Felicissimo. L'Itinerario Salisburgense del settimo secolo ricorda nel cimitero di Pretestato i martiri e diaconi di Sisto, Felicissimo e Agapito. Gli studiosi De Rossi, Armellini e Styger hanno tentato in epoca moderna di individuare i sepolcri in due loculi della Spelunca, ma purtroppo senza giungere ad alcuna certezza.

La memoria liturgica e le testimonianze epigrafiche

La memoria dei martiri romani fu custodita con grande cura liturgica e devozione fin dai primi secoli cristiani. Papa Damaso pose un'iscrizione monumentale nella cripta dei papi nel cimitero di Callisto in onore di numerosi martiri. L'iscrizione damasiana menziona i compagni di papa Sisto che portano trofei strappati al nemico. Papa Damaso volle riservare a Sisto e ai suoi compagni di martirio un carme speciale che celebrava il loro eroismo. Il carme speciale di Damaso si conosce attraverso la Silloge Palatina, una raccolta di iscrizioni antiche. Il carme descrive il pontefice seduto in cattedra mentre parla ai fedeli riuniti in preghiera. Il carme descrive i soldati del persecutore che fanno irruzione nella pacifica adunanza dei cristiani. Il carme descrive i cristiani che offrono il collo alla spada con esemplare fortezza. Il carme descrive il papa che, offrendo se stesso, salva il gregge affidato alle sue cure pastorali. Damaso compose anche un carme in onore di Agapito e Felicissimo, conservatoci dalla Silloge Turonense. L'epigrafe di Damaso per Agapito e Felicissimo fu asportata dalle catacombe probabilmente al tempo della traslazione delle loro reliquie. L'epigrafe di Felicissimo e Agapito fu ritrovata in tre pezzi nel pavimento della piccola chiesa di San Nicola de' Cesarini durante la sua demolizione nel 1927. Il Martirologio Geronimiano riprende i nomi di Sisto, Felicissimo e Agapito, mentre il Martirologio di Cartagine menziona solamente Sisto. I Sacramentari Leoniano e Galesiano contengono Messe in onore dei tre martiri.

La trasmissione delle fonti e gli errori storici

La trasmissione dei nomi e dei ruoli dei martiri attraverso i secoli ha conosciuto alcune imprecisioni testuali tramandate dai martirologi medievali. Beda ricorda nel suo Martirologio i quattro martiri Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano derivandoli direttamente dal Liber Pontificalis. Tuttavia, Beda presenta erroneamente Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano come suddiaconi anziché diaconi. Adone riprende l'errore di Beda sui suddiaconi nella sua opera agiografica. Adone aggiunge inoltre un ulteriore nome, inserendo la figura di Quarto nel catalogo dei martiri. Il nome Quarto deriva dalla lettura errata in un codice scorretto della lettera di san Cipriano dell'espressione diaconus Quartus invece della forma corretta diacones quattuor. Il Martirologio Romano ha ereditato tutti questi errori storici e ne ha aggiunto un altro di maggiore entità nella compilazione delle liste dei santi. Nonostante queste confusioni testuali generate nei secoli successivi, la sostanza storica del martirio di questi uomini rimane salda. La Chiesa continua a venerare la loro memoria nel giorno della loro nascita al cielo, ricordando il loro sacrificio compiuto per amore di Cristo e della fede cattolica.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Felicissimo, Agapito, Gennaro, Magno, Vincenzo, Stefano e Sisto secondo?

La loro ricorrenza liturgica si celebra il 6 agosto di ogni anno.