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7 settembre

Santi Festo e Desiderio

Martiri a Pozzuoli

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto della persecuzione e i primi passi a Pozzuoli

La vicenda terrena dei martiri miseni Festo e Desiderio si colloca nel quarto secolo. La persecuzione dell'imperatore Diocleziano contro i cristiani infuriava tra il 284 e il 305. In quel tempo difficile, il vescovo di Benevento Gennaro si trovava a Pozzuoli in incognito per non essere riconosciuto dai pagani. I pagani accorrevano numerosi a consultare la Sibilla Cumana che risiedeva nel suo antro vicino a Cuma. La presenza di san Gennaro era nota ai cristiani della zona. Il trentenne diacono di Miseno Sosso, accompagnato dal diacono Festo e dal lettore Desiderio, si recò più volte a far visita a Gennaro con grande cautela e circospezione.

I pagani smascherarono Sosso come cristiano e lo denunziarono al giudice Dragonzio. Sosso fu catturato, imprigionato e condannato ad essere sbranato dagli orsi nell'anfiteatro di Pozzuoli. Il vescovo Gennaro, Festo e Desiderio seppero dell'arresto di Sosso e vollero fargli visita per portargli conforto pur conoscendo i rischi. Gennaro, Festo e Desiderio furono scoperti, confessarono di essere cristiani e furono condotti dal giudice Dragonzio. I tre rifiutarono di abiurare e Dragonzio li condannò alla stessa pena prevista per Sosso. Il giudice Dragonzio commutò la sentenza ad bestias nella decapitazione per tutti.

Il compimento del martirio al Foro Vulcano

Tre cittadini puteolani, il diacono Procolo e i laici cristiani Eutiche ed Acuzio, protestarono vivacemente contro la condanna mentre i martiri venivano condotti al supplizio. Procolo, Eutiche ed Acuzio furono catturati e condannati alla pena della decapitazione. La condanna a morte dei martiri ebbe luogo secondo la tradizione il 19 settembre del 305 nel Foro Vulcano nei pressi della Solfatara. Il martirio è avvenuto a Pozzuoli nel settembre del 305. La storia dei martiri miseni è collegata al martirio di san Gennaro e degli altri martiri Sosso, Procolo, Eutiche ed Acuzio.

I nomi dei sette martiri compaiono in circa sette antichi documenti tra Atti Passio e Vitae. I documenti parlano in primo piano di san Gennaro, del suo miracolo della liquefazione del sangue, delle traslazioni delle reliquie e del culto in varie località. Gli Atti Puteolani illustrano le gesta del martire Procolo. Gli Atti Puteolani furono rinvenuti nell'Archivio della Curia di Pozzuoli e pubblicati nel 1867 a Parigi dal gesuita bollandista Stilting. Gli Atti Bolognesi sono conservati in un codice del 1180 del monastero bolognese di Santo Stefano dei padri Celestini. Gli Atti Bolognesi riportano un racconto già molto noto prima del settimo secolo.

Le reliquie e la diffusione del culto nei secoli

Nel culto successivo, i sette martiri campani si ritrovano a volte insieme, a volte a coppie e a volte singolarmente. I sette martiri sono raffigurati divisi e in diverse catacombe tra cui quelle di San Gennaro, San Severo e San Gaudioso. Le reliquie di san Gennaro furono dapprima sepolte nell'agro Marciano presso Pozzuoli insieme a quelle degli altri. Le reliquie di san Gennaro furono portate a Napoli, poi avventurosamente a Benevento, a Montevergine e infine di nuovo a Napoli. I corpi di san Festo e san Desiderio furono sepolti prima fuori Benevento, poi nell'824 nella rinnovata cattedrale di Benevento e successivamente nell'abbazia di Montevergine. Il Martirologio attesta a Benevento i santi martiri Festo diacono e Desiderio lettore.

Le reliquie del diacono Sosso furono accolte a Miseno, città distrutta dai Saraceni nel nono secolo. Le reliquie di Sosso furono recuperate, portate a Napoli e dal 1807 custodite a Frattamaggiore nella diocesi di Aversa. Le reliquie di Eutiche ed Acuzio furono conservate nel praetorium Falcidii presso la basilica paleocristiana di Santo Stefano, prima cattedrale puteolana. Nella seconda metà dell'ottavo secolo le reliquie di Eutiche ed Acuzio furono deposte nella cattedrale Stefania di Napoli. Il diacono Procolo è il patrono principale di Pozzuoli. Le reliquie di Procolo avrebbero trovato definitiva collocazione nel tempio Calpurniano trasformato nella nuova cattedrale puteolana.

Un documento del nono secolo, forse fittizio, attesta che nell'871 i corpi di Gennaro, Procolo, Eutiche ed Acuzio furono portati da un cavaliere svevo nell'abbazia di Angia Dives o Reichenau sul lago di Costanza in Svizzera. Nel 1780 furono rinvenute a Reichenau delle ossa che, analizzate a Napoli nel 1964, risulterebbero mancanti alle reliquie napoletane e puteolane. Nel 1781 Pozzuoli riottenne metà delle reliquie dei tre santi puteolani.

Iconografia e celebrazioni liturgiche

L'iconografia pittorica del martirio dei sette martiri è molto vasta e vede in primo piano la decapitazione di san Gennaro. Gli autori dei quadri inseriscono sempre altri martiri intorno a Gennaro, in attesa del martirio o già decapitati a terra. I tre diaconi Procolo, Festo e Sosso indossano la tipica dalmatica del loro Ordine sacro. La presenza congiunta nei dipinti farebbe pensare a una celebrazione comune il 19 settembre per tutti.

Il 19 settembre si celebra esclusivamente San Gennaro. Festo e Desiderio si celebrano il sette settembre. Sosso si celebra il 23 settembre. Procolo, Eutiche e Acuzio si celebrano il 18 ottobre. Le diverse date, confluite nel Martirologio Romano, indicano la probabile esecuzione del martirio in due gruppi e in due giorni differenti. La festa di san Gennaro si celebra il 19 settembre, mentre Festo e Desiderio si celebrano il sette settembre, Sosso il 23 settembre e Procolo, Eutiche e Acuzio il 18 ottobre.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Festo e Desiderio?

I santi Festo e Desiderio si festeggiano il sette settembre.

Di cosa è patrono San Procolo?

Il diacono Procolo è il patrono principale di Pozzuoli.

A Benevento, santi martiri Festo, diacono, e Desiderio, lettore. — Martirologio Romano