4 febbraio
Santi Filea e Filoromo
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La conversione e il ministero episcopale
Nato in Egitto e vissuto nel quarto secolo, San Filea intraprese un cammino di ricerca che lo condusse a convertirsi al cristianesimo in età adulta. Prima di abbracciare la fede in Cristo, egli si era segnalato in patria per le funzioni pubbliche e i servigi resi alla comunità. Era rinomato per le sue ampie cognizioni filosofiche e si era acquistato una grande fama a causa della sua straordinaria versatilità nelle discipline profane. Riconosciuto per le sue doti umane e spirituali, Filea fu eletto vescovo di Thmuis, nella regione della Tebaide in Egitto. In questo ruolo esercitò il suo ministero con dedizione, guidando i fedeli nella verità del Vangelo fino al momento in cui la tempesta della persecuzione si abbatté sulla Chiesa sotto l'imperatore Diocleziano. Intorno all'anno 303, il vescovo fu arrestato e condotto in prigionia, inaugurando la fase suprema della sua testimonianza cristiana.
La testimonianza della prigione e il processo
Poco prima della morte, rinchiuso nella prigione, San Filea scrisse un'eloquente lettera indirizzata ai suoi fedeli. In questo testo fondamentale, il vescovo descrisse con precisione le torture subite dai martiri e la loro irreprensibile fermezza, narrando come essi sopportassero pene e tormenti ripetutamente nonostante le continue minacce delle guardie. Durante la detenzione, Filea affrontò il severo giudizio del prefetto Culciano. Gli Atti del martirio, redatti in lingua greca una quindicina di anni dopo la sua morte e oggi conservati in alcuni frammenti, riportano dettagliatamente il dialogo finale tra i due. Il prefetto Culciano rimase molto colpito dal rango e dalla ricchezza di San Filea, arrivando ad affermare che il vescovo possedeva sostanze tali da poter mantenere quasi tutta la provincia. Alla presenza dei familiari del santo, il prefetto chiese se Cristo fosse Dio. San Filea rispose affermativamente, dichiarando che Cristo mostrò il suo potere divino dando la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, risuscitando i morti, restituendo la parola ai muti, guarendo molte altre malattie e operando innumerevoli prodigi e miracoli. Conoscendo la sua celebre fama di filosofo, il prefetto domandò allora se Cristo fosse più sapiente anche di Platone, richiamando implicitamente l'insegnamento di San Paolo. Il vescovo rispose prontamente che Cristo era più saggio non solo di Platone, ma anche di tutti gli altri filosofi. In quel frangente drammatico, il fratello di Filea tentò di salvarlo dall'imminente condanna, ma Filea negò fermamente il suo coinvolgimento nell'iniziativa del congiunto e pregò Culciano di non fare caso al fratello infelice. Anziché cedere allo sconforto, San Filea espresse la sua profonda gratitudine al re e al giudice perché lo avevano fatto credere in Gesù Cristo.
Il martirio e la memoria dei santi
Il Martirologio colloca la passione dei santi martiri Filea e Filoromo ad Alessandria d'Egitto, sotto la persecuzione dell'imperatore Diocleziano. Parenti e amici tentarono ripetutamente di persuadere Filea e Filoromo a salvarsi la vita rinunciando alla fede, ma ogni sforzo risultò vano di fronte alla loro ferma determinazione. Un ufficiale romano cristiano di nome Filomoro, che aveva coraggiosamente testimoniato in favore del vescovo durante il processo, condivise fino in fondo la sua sorte. Secondo un autorevole racconto in latino, San Filea fu decapitato insieme a Filomoro nell'anno 306. Entrambi porsero il collo alla decapitazione, guadagnando la palma dal Signore. La morte di San Filea avvenne nel 306 e segnò il culmine di una testimonianza condivisa con parecchi altri vescovi egiziani. Tra i presuli martirizzati insieme a lui, lo storico Eusebio di Cesarea cita espressamente Esichio, Pacomio e Teodoro. Innumerevoli altri uomini illustri subirono il martirio con loro, e la pia memoria di questi testimoni è celebrata con devozione nelle Chiese di quelle contrade.
La vita e la testimonianza
La vicenda biografica di San Filea trova le sue radici nell'Egitto, terra che nel quarto secolo fu feconda di testimoni della fede. Dopo una conversione avvenuta in età adulta, Filea accolse con spirito di servizio la chiamata al ministero di vescovo di Thmuis, divenendo guida e pastore per la comunità locale. La sua missione si svolse in un contesto di crescente ostilità, culminato nella persecuzione ordinata da Diocleziano. In quel tempo di prova, il vescovo non cercò di sottrarsi al dolore, ma scelse di farsi voce di coloro che stavano pagando con la vita la propria fedeltà al Signore. In una lettera indirizzata ai fedeli, egli descrisse con sobrietà e vigore le torture inflitte ai martiri, offrendo una testimonianza che ancora oggi scuote le coscienze per la sua autenticità.
Arrestato e condotto al cospetto del prefetto Culciano, Filea affrontò il processo con la dignità propria di chi ha posto ogni speranza nel Risorto. Nonostante le pressioni e le minacce, egli rimase saldo nella professione di fede. Nel corso di questo drammatico epilogo, fu affiancato dal tribuno Filoromo, che condivise con lui la medesima sorte. Entrambi furono condotti al supplizio e subirono la decapitazione ad Alessandria d'Egitto. Il sacrificio di questi due uomini, uniti nel medesimo destino di gloria, rappresenta per i fedeli un invito costante a custodire la coerenza del proprio impegno cristiano anche nei momenti di maggiore oscurità, confidando sempre nella grazia che sostiene il cammino di chi non teme di testimoniare la verità.
Il culto e la memoria
La memoria dei Santi Filea e Filoromo è custodita con solennità nel Martirologio Romano, che ne perpetua il ricordo il quattro febbraio. Il culto di questi martiri non si limita alla semplice commemorazione storica, ma si propone come un richiamo alla stabilità della fede in ogni tempo. La Chiesa venera in loro l'esempio di chi ha saputo trasformare la propria fine terrena in una semina di speranza per le generazioni future. La loro unione nel martirio, che vede accostato il vescovo al tribuno, sottolinea come la testimonianza cristiana sia una chiamata universale, capace di superare le distinzioni sociali e i ruoli per ricondurre ogni uomo all'unica sequela di Cristo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santi Filea e Filoromo?
La ricorrenza liturgica dei santi martiri Filea e Filoromo si celebra il 4 febbraio.
Ad Alessandria d’Egitto, passione dei santi martiri Filea, vescovo, e Filorómo, tribuno militare, che, durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, non persuasi da parenti e amici a salvarsi la vita, porgendo il collo alla decapitazione, guadagnarono entrambi la palma dal Signore. — Martirologio Romano