4 febbraio
Santi Papia, Diodoro e Claudiano
Martiri di Perge in Panfilia
Aggiornato il 15 settembre 2026
La tradizione dei testi antichi
Esiste una passio abbreviata di tre martiri contenuta nel Codex Mosquensis 183 risalente al decimo secolo. Questa importante testimonianza scritta fu pubblicata da padre Franchi de' Cavalieri e da Boris Latysev a breve distanza l'uno dall'altro. Il documento antico riporta principalmente l'interrogatorio subito dai tre martiri da parte del preside di Panfilia, Poplio. Poplio era un zelante applicatore dei decreti imperiali di Decio contro i cristiani promulgati tra il 249 e il 250. Il preside si trovava di passaggio ad Attala, città in cui i tre martiri vivevano quotidianamente la loro esistenza. Il racconto si conclude descrivendo le condanne e il martirio per decapitazione conseguente alla loro irriducibile professione di fede.
Le memorie nelle Chiese d'Oriente
I sinassari bizantini riportano una notizia al 4 febbraio che costituisce un breve riassunto della passio. Essi aggiungono il dettaglio che Papia, Diodoro e Claudiano esercitavano il mestiere di pastore. Nello stesso tempo, i sinassari menzionano lo zelo impiegato dai tre martiri per condurre i pagani alla fede di Cristo. Il Sinassario armeno di Ter Israel conserva la memoria dei martiri al giorno 28 aratz. Questo testo armeno elenca i martiri nell'ordine Diodoro, Claudiano e Papia con un contenuto simile a quello bizantino. La memoria dei tre martiri era inizialmente sconosciuta ai martirologi storici dell'Occidente cristiano.
L'evoluzione del culto e il Martirologio Romano
Il cardinale Cesare Baronio introdusse la memoria dei tre martiri nel Martirologio Romano al 26 febbraio, aggiungendo la figura di un quarto martire di nome Conone. Cesare Baronio collocò il martirio a Perge. La scelta della data e della localizzazione nel Martirologio Romano deriva dalla commemorazione di Nestore, vescovo di Magydos e martire a Perge di Panfilia, iscritta in base a Floro nei martirologi occidentali. L'autore della passio di Nestore precisava che insieme al vescovo furono martirizzati Papia, Diodoro, Claudiano e Conone. Il personaggio di Conone si identifica tradizionalmente con Conone l'Ortolano. L'attrazione esercitata dalla commemorazione di Nestore, celebrata il 28 febbraio nella Chiesa bizantina, su quella degli altri martiri di Panfilia sotto Decio si riscontra anche in altri calendari orientali.
Testimonianze nei calendari siriaci e georgiani
Il Calendario Palestino-georgiano del Sinaiticus 34, risalente al decimo secolo, annuncia al 27 febbraio il martirio di Papia e Diodoro, omettendo Claudiano e con Nestore assente il giorno seguente. I calendari siriaci Nau VI al 28 febbraio, corrispondente al mese di Sebat, commemorano Papia insieme ai martiri Vittorino, Vittore e Niceforo. L'annuncio dei calendari siriaci si ricollega al gruppo dei sette martiri composto da Vittorino, Vittore, Niceforo, Clodio, Diodoro, Serapione e Papia. In questo gruppo di sette martiri sono riconoscibili Papia, Diodoro e Claudiano, che i sinassari bizantini celebrano il 31 gennaio. I sinassari bizantini riportano inoltre un'ulteriore semplice memoria al 5 aprile dedicata a Diodoro, Claudiano e compagni. Il Martirologio Romano colloca definitivamente i santi Papia, Diodoro e Claudiano a Perge in Panfilia, nell'odierna Turchia.
La testimonianza
La vicenda dei Santi Papia, Diodoro e Claudiano si inserisce nel contesto delle persecuzioni scatenate dall'imperatore Decio verso la metà del terzo secolo. Questi uomini, che la tradizione descrive come umili pastori, vivevano la propria esistenza tra le contrade di Attala e le terre di Perge, nella regione della Panfilia. La loro santità non si espresse attraverso ruoli di prestigio o posizioni di potere, ma attraverso la dedizione quotidiana al compito di pastori e, soprattutto, attraverso un instancabile impegno nell'opera di conversione dei pagani. Attraverso la loro parola e la loro condotta, molti furono guidati alla conoscenza del Signore, in un ambiente spesso ostile e diffidente verso il messaggio cristiano.
Quando la persecuzione raggiunse la Panfilia, i tre furono tratti in arresto e condotti davanti al preside Poplio, incaricato di estirpare il cristianesimo attraverso interrogatori serrati e minacce. Davanti al magistrato, Papia, Diodoro e Claudiano non vacillarono, confermando pubblicamente la loro appartenenza alla comunità dei credenti. Il rifiuto di abiurare la fede in Cristo rese inevitabile la condanna a morte. Nel corso dell'anno duecentocinquanta, essi affrontarono il supplizio della decapitazione, offrendo la propria vita come sacrificio gradito a Dio. La loro morte non fu una sconfitta, ma il compimento di una missione che aveva trasformato semplici pastori di greggi in guide spirituali per molti fratelli. La loro memoria è stata preservata nel tempo dalla sollecitudine della Chiesa, che ne ha tramandato il nome affinché la loro fermezza resti di monito e conforto per le generazioni successive di credenti.
Il culto
Il ricordo di questi martiri è giunto fino a noi attraverso la cura dei martirologi, che ne hanno preservato il nome e il sacrificio. La commemorazione dei Santi Papia, Diodoro e Claudiano trova spazio in diverse tradizioni, con una particolare rilevanza nel Martirologio Romano, dove la loro memoria viene celebrata il ventisei febbraio, pur sussistendo varianti significative in diversi calendari orientali che ne onorano il coraggio in date differenti. La loro iscrizione ufficiale nel catalogo dei santi è stata curata successivamente dall'opera del cardinale Cesare Baronio, che ne ha riordinato il ricordo per la devozione universale della Chiesa.
Sebbene il tempo abbia sfumato i contorni geografici della loro vita, il culto verso questi martiri rimane un punto di riferimento per chi cerca la forza nella testimonianza degli antichi. Essi appartengono a quella schiera di testimoni silenziosi che, pur senza lasciare scritti o dottrine complesse, hanno edificato la Chiesa con il dono supremo della propria esistenza. La loro venerazione invita i fedeli a riscoprire il valore della fedeltà quotidiana, ricordandoci che ogni vita, anche la più umile, può diventare strumento di salvezza se orientata con amore verso il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Papia?
La memoria liturgica dei santi Papia, Diodoro e Claudiano si celebra il 26 febbraio nel Martirologio Romano.
Di cosa sono patroni i santi Papia, Diodoro e Claudiano?
Le fonti storiche e agiografiche pervenute non menzionano specifici patronati per questi santi martiri.
A Perge in Panfilia, nell’odierna Turchia, santi Pápia, Diodoro e Claudiano, martiri. — Martirologio Romano