Santi Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta
Martiri a Furci (?)
Aggiornato il 21 luglio 2026
La vita e il martirio
Le vicende dei Santi Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta si intrecciano con la storia del quarto secolo, un'epoca di transizione e di prova per la Chiesa nascente. Originari di Siponto, i martiri dedicarono la propria esistenza alla predicazione del Vangelo, muovendosi con zelo instancabile tra Chieti e Forconium. Il loro cammino di fede non fu privo di ostacoli, poiché la fedeltà al Vangelo li pose in aperto conflitto con le autorità imperiali, che esigevano il culto formale verso le divinità pagane.
Il momento decisivo giunse con l'arresto, scaturito dal fermo rifiuto di sacrificare a Giove, gesto che essi consideravano un tradimento insostenibile verso l'unico Dio. Per Giustino, Fiorenzo e Felice, la testimonianza suprema si compì a Forconium il venticinque luglio dell'anno trecentodieci, attraverso la decapitazione. La loro fine terrena non fu una sconfitta, ma il suggello di una vita donata interamente alla parola di Dio. Particolare rilievo assume la figura di Giusta, la cui vicenda si distinse per prove straordinarie: dopo essere sopravvissuta a tre giorni in una fornace ardente, affrontò il martirio definitivo attraverso la trafittura di frecce nell'agosto del medesimo anno. Ognuno di loro, seguendo la propria vocazione, ha lasciato un segno indelebile nei territori di Chieti e Forconium, divenendo esempio di una Chiesa che, pur nella precarietà dei tempi, non ha mai smesso di annunciare la speranza del Regno. La memoria liturgica unisce questi testimoni nel ricordo di una fede vissuta con totalità, capace di sfidare il tempo e le persecuzioni per giungere intatta fino a noi, come una testimonianza di amore che supera la morte stessa.
Il culto e la memoria
Il culto tributato ai Santi Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta ha radici profonde nella tradizione dei martirologi antichi, che ne hanno fissato la commemorazione al venticinque luglio, data del loro transito al cielo per la maggior parte del gruppo. La devozione ha trovato espressione in diverse località, in particolare a Chieti, dove la figura di San Giustino è legata al patronato della città. Le memorie liturgiche, talvolta differenziate nel corso dei secoli a seconda delle tradizioni locali e delle traslazioni dei corpi, testimoniano una venerazione che ha attraversato le generazioni.
Presso la tomba di Giusta, in particolare, si è conservata una memoria viva, alimentata dalla cura per le reliquie dei martiri, spesso traslate per proteggerle e onorarle. La celebrazione del venticinque luglio rimane il momento centrale in cui le comunità si raccolgono per fare memoria non solo della morte cruenta, ma della vittoria spirituale di questi servitori del Signore. Onorare la memoria di questi Santi significa oggi rinnovare l'impegno alla testimonianza quotidiana, riconoscendo nella loro fermezza un dono prezioso per la Chiesa, che trova nel sacrificio dei martiri il fondamento della propria perseveranza nelle fatiche del mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il martirio di questi Santi?
La ricorrenza dei Santi Giustino, Fiorenzo e Felice è fissata al 25 luglio, data in cui vengono commemorati nei martirologi antichi.
Di cosa è patrono San Giustino?
San Giustino è patrono della città di Chieti.