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14 ottobre

Santi Lupulo e Modesto

Martiri a Capua

Aggiornato il 15 settembre 2026

Testimonianze antiche e iconografia

Il culto di san Lupulo è attestato principalmente dai preziosi mosaici risalenti al primo venticinquennio del secolo quinto. Tali opere d'arte decoravano l'abside e la cupola della chiesa di san Prisco presso santa Maria di Capua fino al mille settecentosessantaquattro. I mosaici dell'abside raffiguravano due schiere di otto martiri ciascuna, offrendo una visione solenne della comunione dei santi. La schiera alla sinistra di chi guarda raffigurava santi romani e iniziava con Pietro e Lorenzo, mentre la schiera di destra era formata da santi locali e campani e iniziava con Prisco e Lupulo. Inoltre, Lupulo era rappresentato insieme a san Rufo in uno dei riquadri della fascia o circolo inferiore della cupola. Nel sedicesimo secolo, precisamente nel sedici centotrenta, M. Monaco pubblicò la riproduzione di questi mosaici argomentando che il martire fosse un levita e presbitero capuano. La stretta contrapposizione a Lorenzo nei mosaici suggerisce infatti che Lupulo potesse essere un diacono della Chiesa di Capua. L'esistenza del martire si colloca all'interno di una persecuzione locale di epoca non precisata, confermando la radice profonda della sua testimonianza di fede nella terra di Campania.

Le fonti liturgiche e il nome del santo

Il Martirologio Geronimiano commemora un san Lupo sotto la sola data del quattordici ottobre in tre diverse rubriche topografiche. Nella prima rubrica dello stesso martirologio il santo è ricordato insieme ad altri, tra cui figura Modesto. Nello stesso testo, il dato topico originario indicato con la sigla CAP fu erroneamente interpretato per Cappadocia anziché Campania. Al quindici ottobre il Martirologio Geronimiano celebra in Capua il santo con il nome di Lupili. Gli studiosi concordano sul fatto che il capuano Lupilo celebrato il quindici ottobre sia lo stesso Lupo ricordato il giorno precedente. Al quindici ottobre, inoltre, gli scrittori Rabano Mauro e Notkero associano Libulo a Fortunata di Patria, mentre l'appendice di Adone commemora Lubulo, Modesto e Fortunata. La forma ipocoristica del nome Lupus ha subito molte alterazioni nella tradizione manoscritta del Geronimiano, trasformandosi progressivamente in Lubulus, Lupiblus, Lupilus, Lupillus, Luplilius, Lupubrus e infine assumendo il femminile Lupilia. Anche la tradizione manoscritta locale presenta varianti simili, tramandando le forme Libulus, Lubulus e Luphilus. Un antico calendario scritto per il monastero di Epternach tra il settecentodue e il settecentosei reca la testimonianza di san Willibrordo. Questo calendario di Epternach rispecchia fedelmente l'uso liturgico della Chiesa di Capua al tempo del vescovo Vittore, vissuto dal cinquecentoquarantuno al cinquecentocinquantaquattro, e registra Lupulo fra alcuni santi campani proprio al quindici ottobre.

La memoria medievale e la chiesa dedicata a Lupulo

La devozione a san Lupulo ha lasciato tracce anche nella topografia sacra di Capua medievale. Un documento del mille trenta, ritrovato dal Monaco tra le carte del monastero capuano di san Giovanni, menziona esplicitamente una chiesa dedicata a Lupulo. Tale edificio sacro sorgeva in via sant'Angeli ad Formam, vicino alla località denominata Grottula. Tuttavia, la chiesa dedicata a Lupulo risultava già distrutta nel corso del secolo undicesimo. Nel frattempo, la memoria liturgica si articolava attraverso le consuetudini delle Chiese locali. Dei cinque antichi calendari capuani pubblicati dal Monaco, il primo, posteriore al mille ottantasette, ricorda un levita martire il dodici febbraio. Solo gli ultimi tre calendari pubblicati dallo stesso studioso commemorano congiuntamente Lupulo e Modesto al quindici ottobre, dimostrando che Lupulo e Modesto non furono associati nel culto prima del secolo undicesimo.

L'identificazione di Modesto e il culto unito

L'identificazione del martire Modesto associato a san Lupulo presenta aspetti molto problematici per la storiografia ecclesiastica. Il Monaco trovò Lupulo e Modesto accomunati in un martirologio beneventano manoscritto e in un antico Breviario capuano. Lo studioso ritenne erroneamente che Lupulo e Modesto fossero fratelli, basandosi su un'interpretazione ingenua del testo liturgico haec est vera fraternitas, il quale è in realtà un formula comune alla liturgia propria di gruppi di martiri. Con il nome di Modesto e Modestino si conoscono infatti diversi santi locali, sia campani sia estranei alla regione. Ad Avellino si ricorda il quattordici febbraio un vescovo di nome Modesto, martire sotto Diocleziano insieme al prete Florenzio e al diacono Flaviano. A Benevento si ricorda invece un levita martire di nome Modesto il due ottobre e il dodici febbraio. In Lucania si celebra il quindici giugno un martire di nome Modesto, noto come compagno di san Vito. L'esistenza di un Modesto levita sardo, trasferito a Benevento nel cinquneta novantuno, è trattata nella Vita scritta dal monaco Alberico di Montecassino nel secolo undicesimo, un'opera tuttavia considerata poco attendibile dagli storici. Lo studioso Lanzoni propende a riconoscere un unico Modesto levita e martire da identificare in un martire africano. La reciproca influenza delle antiche Chiese campane e la vicinanza delle date celebrative inducono infine a identificare il Modesto capuano con il martire levita festeggiato il due ottobre a Benevento. Il Martirologio riconosce ufficialmente san Lupulo come martire a Capua in Campania, unendo la sua memoria a quella di Modesto nella comune testimonianza della fede.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Lupulo e Modesto?

La loro memoria liturgica si celebra il quattordici ottobre nel Martirologio Geronimiano, mentre altre fonti liturgiche e calendari tradizionali indicano la data del quindici ottobre.

Qual è il legame dei santi con la città di Capua?

I santi Lupulo e Modesto sono venerati come martiri della Chiesa di Capua in Campania, dove il culto di san Lupulo è attestato fin dal secolo quinto da antichi mosaici e da documenti storici locali.

A Capua in Campania, san Lùpulo, martire. — Martirologio Romano