Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

16 ottobre

Santi Martiniano, Saturiano e Massima

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la scelta della castità

All'inizio della stesura dell'opera di Vittore di Vita, avvenuta nel quattrocentottantotto, Massima era ancora in vita e poté riferire personalmente all'autore i dettagli del martirio di quattro fratelli. Essi erano schiavi di un ricco proprietario vandalo, insieme a numerosi altri compagni di sventura. Massima, schiava della stessa casa, era descritta come virtuosa e di bella presenza. Il proprietario decise di dare Massima in moglie a Martiniano, un giovane schiavo che si era distinto come fabbricatore d'armi. Martiniano fu lieto della scelta delle nozze, mentre Massima non lo fu, poiché aveva fatto voto di verginità. Le nozze tra Martiniano e Massima furono celebrate egualmente. Nella prima notte di matrimonio, Massima disse al marito di aver consacrato il proprio corpo a Cristo e di avere un celestiale e vero sposo. Martiniano accettò subito la vita di perfetta castità e spinse gli altri tre fratelli a fare altrettanto. Nella Storia di Vittore, oltre a quello di Martiniano, è indicato solo il nome di Saturiano, mentre i nomi degli altri due fratelli sono ignoti. L'episodio di Massima che invita il marito a vivere castamente fu ampiamente sfruttato dall'agiografia posteriore.

La fuga, la persecuzione e il prodigio

I quattro giovani e Massima decisero di fuggire per poter meglio dedicarsi alla vita ascetica. Gli uomini si ritirarono nel monastero di Thabraca, località tra Bona e Biserta, oggi conosciuta come Tabarka, mentre Massima si ritirò in un monastero femminile. Il padrone riuscì a ritrovarli e li fece imprigionare. L'intenzione della prigionia era costringerli a convertirsi all'arianesimo. Il re Genserico, informato del fatto, ordinò di torturarli con bastoni acuminati fino alla loro adesione all'arianesimo. I cinque subirono lesioni ossee e mutilazioni nella carne. Per intervento prodigioso i cinque furono ritrovati perfettamente integri. La guarigione prodigiosa fu confermata da altri cristiani che li visitarono nelle carceri. Il ricco vandalo subì numerose disgrazie, come la morte dei figli e danni nelle proprietà, ma non si diede per vinto.

Il martirio e la testimonianza finale

Alla morte del proprietario vandalo, la moglie offrì questi servi a un parente del re di nome Sersaon. Sersaon, dopo una buona accoglienza iniziale, non volle più tenerli con sé. Il re Genserico inviò i quattro fratelli al re dei Mori, Capso. Martiniano, Saturiano e i due fratelli subirono l'esilio tra i Mori durante la persecuzione vandalica del re ariano Genserico. Nella regione di Caprapicta, dove il Cristianesimo era sconosciuto, i quattro fratelli operarono numerose conversioni. I quattro fratelli chiesero a Roma, tramite persone fidate, sacerdoti e diaconi per istituire una vera comunità. Genserico, venuto a conoscenza del successo della propaganda cattolica, ordinò l'uccisione dei quattro fratelli. Il supplizio dei quattro fratelli consistette nell'essere legati per i piedi a una quadriga di cavalli che li trascinò a sfracellarsi tra sterpi e sassi. Vittore di Vita non riporta l'anno né il mese del martirio dei quattro fratelli. Il martirio avvenne certamente dopo la metà del quinto secolo. Massima ottenne la libertà e si ritirò in un monastero di cui divenne badessa. Massima, dopo aver superato molti combattimenti ed essere stata liberata, morì santamente in un monastero dove era divenuta madre di molte vergini.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Martiniano, Saturiano e Massima?

Nel Martirologio Romano sono commemorati al sedicesimo giorno di ottobre. Precedentemente la data era stata fissata al diciassettesimo ottobre da Floro nel nono secolo.

Commemorazione dei santi Martiniano e Saturiano, martiri in Africa, insieme a due loro fratelli, che, al tempo della persecuzione vandalica perpetrata sotto il re ariano Genserico, schiavi di un vandalo, erano stati convertiti alla fede in Cristo da santa Massima, vergine, loro compagna di schiavitù, e, dopo essere stati percossi con grossi bastoni e lacerati fino all’osso per la loro fermezza nella retta fede, vennero infine relegati in esilio tra i Mori, dove furono condannati a morte per aver condotto alcuni alla fede in Cristo; Massima, invece, liberata dopo aver superato molti combattimenti, si addormentò santamente in un monastero, dove era divenuta madre di molte vergini. — Martirologio Romano