19 maggio
Santi Partenio e Calogero
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti storiche e la sepoltura
La venerazione per i Santi Partenio e Calogero trova la sua attestazione documentaria più antica nella Depositio Martyrum, un testo fondamentale che ricorda i due martiri alla data del diciannovesimo giorno di maggio, associandoli a una precisa data consolare riferita all'anno trecentoquattro. Lo stesso documento attesta che Calogero e Partenio ricevettero sepoltura nel cimitero di Callisto, uno dei luoghi più sacri della cristianità sotterranea romana. L'antico itinerario noto come De locis colloca i due martiri in sepolcri singoli situati all'interno della regione detta di Eusebio. Questa specifica regione cimiteriale è databile con una certa sicurezza al tempo di papa Marcellino, il cui pontificato si colloca tra gli anni duecentonovantasei e trecentoquattro. La natura stessa della Depositio Martyrum e la sua redazione compiuta nell'anno trecentotrentasei fanno propendere decisamente per l'anno trecentoquattro come data più probabile del martirio, avvenuto sotto l'impero di Diocleziano.
La tradizione agiografica e i racconti leggendari
Intorno alla figura dei due santi si è sviluppata nel corso dei secoli una ricca tradizione letteraria, sebbene non si sappia nulla di preciso sulla loro vita reale. La passio attuale e il latercolo del Martirologio Geronimiano sul loro conto presentano elementi decisamente leggendari. Il Martirologio Geronimiano dipende senza dubbio da una passio oggi perduta e tramandata in forme diverse. Secondo il testo del Martirologio Geronimiano, Calogero e Partenio erano eunuchi appartenenti alla famiglia dell'imperatore Decio. Secondo invece la passio attuale, i due santi erano fratelli di origine armena ed erano eunuchi al servizio di un uomo di nome Emiliano. La medesima narrazione riferisce che Emiliano, giunto in punto di morte, affidò alle loro cure la giovane figlia Anatolia Callista. Gli studiosi ritengono che l'origine orientale e lo stato sociale dei due santi siano stati probabilmente suggeriti dai loro nomi, che anticamente erano riconducibili alla condizione di schiavi o di liberti.
Il problema cronologico tra Decio e Diocleziano
La tradizione agiografica colloca l'arresto e la morte dei santi in un tempo differente rispetto ai dati archeologici. Secondo il racconto della passio, i due santi furono arrestati durante la persecuzione di Decio e consegnati a Libanio, prefetto della città. Libanio avrebbe fatto morire i martiri tra aspri tormenti nell'anno duecentocinquanta. Questa datazione al duecentocinquanta si trova tuttavia in aperto contrasto con la testimonianza della Depositio Martyrum e con la datazione della regione cimiteriale risalente all'inizio del quarto secolo. Una traslazione dei corpi nell'anno trecentoquattro, durante la feroce persecuzione di Diocleziano, sarebbe stata del tutto impossibile, inutile ed estremamente pericolosa a causa della sorveglianza serrata esercitata dalla polizia imperiale sui cimiteri cristiani. Per tali ragioni, la morte dei martiri va collocata con certezza nel trecentoquattro.
La memoria liturgica e l'enigma dell'undici febbraio
Il Martirologio Geronimiano commemora i santi Partenio e Calogero non soltanto nel mese di maggio, ma anche all'undici febbraio. Questa seconda data trova un'apparente conferma in un antico graffito scoperto nel cimitero di Callisto. Il pioniere dell'archeologia cristiana Giovanni Battista de Rossi avanzò l'ipotesi che il martirio fosse realmente avvenuto nel duecentocinquanta e che nel trecentoquattro si fosse verificata una solenne traslazione delle reliquie. Questa ipotesi della traslazione risulta tuttavia inficiata dallo scarso valore storico della passio e da serie difficoltà di ordine archeologico e storico. Resta pertanto difficile spiegare con certezza la commemorazione dell'undici febbraio attestata dal testo del Geronimiano e dal graffito. Gli studiosi hanno formulato diverse ipotesi al riguardo. La prima suggerisce che l'autore del graffito volesse semplicemente ricordare il giorno della propria personale visita al cimitero di Callisto e non il giorno della nascita al cielo dei martiri. La data della visita, notata dai pellegrini nei secoli successivi, sarebbe stata erroneamente scambiata per il dies natalis ed entrata stabilmente nei codici del Geronimiano. Un'altra ipotesi altrettanto plausibile è che la ricorrenza dell'undici febbraio intenda invece custodire la memoria del giorno in cui avvenne la traslazione dei corpi dei martiri all'interno di una basilica romana. Nonostante queste complesse questioni di critica testuale, la passio attuale, la passio perduta e la Depositio Martyrum concordano nell'indicare chiaramente il diciannovesimo giorno di maggio come il vero dies natalis. Oggi il Martirologio romano ricorda con devozione a Roma i santi Partenio e Calogero come martiri gloriosi che seppero testimoniare la fede sotto l'imperatore Diocleziano.
Il martirio
La vicenda dei Santi Partenio e Calogero si colloca nel contesto drammatico delle persecuzioni contro i cristiani ordite dall'imperatore Diocleziano. In un tempo in cui la professione di fede in Cristo esponeva i credenti a rischi estremi, questi martiri scelsero di non rinnegare la propria appartenenza, affrontando con coraggio la prova finale. Il loro sacrificio avvenne a Roma nell'anno trecentoquattro, un periodo segnato da una violenta repressione che mirava a estirpare la presenza cristiana dall'impero. La loro morte non rappresentò una fine, ma l'inizio di una memoria che la comunità dei fedeli ha custodito con profonda venerazione.
Dopo la loro morte, i corpi dei due martiri furono deposti con onore nel cimitero di Callisto, precisamente all'interno della regione di Eusebio. Questo luogo di sepoltura, intriso di sacralità e memoria, è divenuto nel tempo il segno tangibile della loro esistenza e del loro passaggio terreno. La scelta di riposare tra le memorie dei martiri romani conferma l'importanza che la comunità cristiana attribuiva al loro sacrificio, inteso come parte integrante del patrimonio spirituale della Chiesa primitiva. La loro testimonianza, pur priva di dettagli biografici anteriori al martirio, risplende nella chiarezza dell'offerta compiuta, divenendo un pilastro della devozione che ha attraversato le generazioni, invitando i fedeli a riflettere sulla preziosità della coerenza cristiana anche nelle ore più buie della storia.
La memoria liturgica
La Chiesa celebra solennemente i Santi Partenio e Calogero nel giorno diciannove di maggio. Questa data è riconosciuta come il loro dies natalis, il giorno in cui, attraverso il martirio, hanno fatto ingresso nella gloria eterna. La ricorrenza liturgica permette ai fedeli di rinnovare il legame spirituale con questi testimoni della fede, ricordando come il loro sacrificio sia stato accolto nel mistero della comunione dei santi.
Accanto alla data ufficiale di maggio, la tradizione ha talvolta fatto riferimento a una memoria secondaria fissata nell'undici di febbraio. Tuttavia, tale data è considerata controversa dagli studiosi e dalla prassi liturgica, che privilegiano il diciannove di maggio come momento privilegiato per la preghiera e la riflessione. La persistenza di questo ricordo, malgrado le incertezze cronologiche, testimonia il desiderio dei fedeli di mantenere vivo il legame con Partenio e Calogero, figure che continuano a parlare al cuore dei cristiani come modelli di fedeltà inviolabile al Signore, protetti dall'abbraccio della Chiesa di Roma che ne custodisce le spoglie con immutata devozione.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Partenio e Calogero?
La principale memoria liturgica dei santi martiri si celebra il diciannovesimo giorno di maggio, data che corrisponde al loro dies natalis. Una seconda commemorazione liturgica è tradizionalmente attestata anche all'undici febbraio.
Sempre a Roma, santi Partenio e Calogero, martiri, che, sotto l’imperatore Diocleziano, resero insigne testimonianza a Cristo. — Martirologio Romano