12 febbraio
Santi Saturnino e compagni
Martiri di Abitene
Aggiornato il 15 settembre 2026
La comunità e le assemblee clandestine
Gli eventi della comunità di Abitina sono narrati negli Atti, i quali furono in seguito ampliati da redattori non veritieri e riportano vari contraddittori ed episodi relativi ai singoli martiri del gruppo. La debolezza del vescovo Fundano, che aveva consegnato i libri sacri alle autorità locali in ottemperanza agli ordini dell'imperatore Diocleziano, spinse i fedeli a cercare una guida spirituale salda. Essi trovarono tale punto di riferimento nel prete Saturnino, attorno al quale la comunità si stringeva per la preghiera. Nonostante il severo divieto imperiale di effettuare riunioni, i cristiani non vollero rinunciare alla preghiera comunitaria. Le assemblee religiose clandestine si effettuavano regolarmente nella casa di un cristiano di nome Felice oppure in quella del lettore Emerito. A questi momenti di intensa comunione spirituale si aggregavano anche alcuni cristiani che erano fuggiti da Cartagine in cerca di riparo e conforto.
L'arresto e il processo
Mentre celebravano l'Eucaristia di domenica, i cristiani furono scoperti e bruscamente interrotti. I magistrati della colonia e il presidio militare li arrestarono e li condussero come prigionieri presso il tribunale della città. Ascoltata la confessione dei prigionieri di essere cristiani, i magistrati li trovarono colpevoli di riunione proibita dalle leggi imperiali. Poiché non erano ritenuti competenti per un processo di tale portata, i magistrati decisero di inviare i prigionieri a Cartagine presso il proconsole Anulino. Secondo la testimonianza di Sant'Agostino, gli interrogatori davanti al proconsole Anulino si svolsero il dodici febbraio del 304. Durante gli interrogatori, tutti gli imputati furono fermi e irremovibili nell'affermare la propria fede cristiana. I martiri dichiararono con forza che non si può vivere senza celebrare il giorno del Signore ovvero la domenica. Al termine della giornata di interrogatori e constatata la loro irremovibile professione di fede cristiana, il proconsole Anulino fece rinchiudere i prigionieri in carcere.
I quarantaquattro testimoni e il martirio
Il gruppo dei testimoni è guidato dal primo martire dell'elenco, che è il prete Saturnino. Il secondo martire è Saturnino, figlio omonimo del prete e lettore. Il terzo martire è Felice, figlio del prete Saturnino e lettore. Il quarto martire è Maria, figlia del prete Saturnino e vergine consacrata. Il quinto martire è Ilarione, figlio più giovane del prete Saturnino. Il sesto martire è Emerito, lettore. Il settimo martire è Ampelio, lettore. Gli ulteriori martiri menzionati nell'elenco sono Felice, Rogaziano, Quinto, Massimiano, Tecla, Rogaziano, Rogato, Gennaro, Cassiano, Vittoriano, Vincenzo, Prima, Ceciliano, Restituta, Eva, Rogaziano, Giriale, Rogato, Pomponia, Seconda, Gennara, Saturnina, Martino, Danzio, Felice, Margherita, Maggiore, Onorata, Regiola, Vittorino, Pelusio, Fausto, Deciano, Matrona, Cecilia, Vittoria, Ercolina, Seconda, Matrona e Gennara. Gli Atti non specificano dettagliatamente la modalità della morte, ma documentano che alcuni furono giustiziati mentre altri morirono di fame e torture nel carcere in tempi diversi, versando il loro sangue per la fede a Cartagine nel 304 d.C.
La testimonianza di fede
La vicenda dei Santi Saturnino e compagni si colloca nel contesto delle persecuzioni del quarto secolo, quando il potere imperiale impose il divieto assoluto di celebrare l'Eucaristia domenicale. Per i cristiani di Abitina, tuttavia, l'incontro con il Signore nel giorno del Signore rappresentava una necessità vitale, un legame indissolubile con la sorgente della loro speranza. Durante una celebrazione clandestina, colti di sorpresa dalla forza pubblica, essi furono arrestati per aver osato sfidare l'editto che pretendeva di separare il gregge dal suo Pastore. Condotti a Cartagine, furono sottoposti all'interrogatorio del proconsole Anulino, il quale cercava di piegare la loro volontà attraverso la minaccia e la sofferenza fisica.
Davanti al tribunale, Saturnino e i suoi compagni non cercarono scuse o vie di fuga, ma professarono con chiarezza la propria fede cristiana, nonostante le torture inflitte per indurli all'abiura. Ogni colpo subito, ogni sofferenza patita divenne una tacita preghiera, un sigillo apposto alla loro appartenenza a Cristo. La loro resistenza non fu dettata da fanatismo, ma da una profonda consapevolezza: la vita terrena, se privata della comunione con il Risorto, perdeva il suo senso ultimo. La morte, giunta per molti di loro durante la prigionia o attraverso l'esecuzione capitale, segnò il compimento del loro cammino terreno. Essi affrontarono la fine con la serenità di chi sa di aver custodito il tesoro più prezioso. Il loro esempio rimane una luce che rischiara il cammino dei credenti, invitando ciascuno a riflettere sul valore della partecipazione all'Eucaristia e sulla coerenza necessaria per testimoniare la propria fede in ogni stagione della storia.
Il ricordo liturgico
La memoria dei Santi Saturnino e compagni viene celebrata il dodici febbraio, una data che invita le comunità cristiane a fare memoria del sacrificio di questi testimoni della fede. Nonostante il passare dei secoli, il loro ricordo continua a parlare al cuore dei fedeli, offrendo un modello di dedizione che non conosce il tempo. La Chiesa li commemora non solo come figure storiche, ma come fratelli che hanno versato il sangue per difendere la libertà di adorare Dio, ricordandoci che la vita cristiana è un dono da preservare con cura e coraggio.
Celebrare la loro festa significa rinnovare il desiderio di una vita eucaristica, in cui la domenica torni a essere il cuore pulsante del nostro esistere. In un mondo spesso distratto, la voce dei martiri di Abitina ci esorta a non porre condizioni alla nostra sequela di Cristo. Il loro culto, pur nella sua sobrietà, è un invito costante alla preghiera e alla vigilanza, affinché la nostra fede non sia mai una consuetudine esteriore, ma un legame profondo e indissolubile con il Signore, capace di resistere a ogni prova.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Saturnino e compagni?
La celebrazione liturgica dei martiri di Abitina è fissata al 12 febbraio.
A Cartagine, commemorazione dei santi martiri di Abitene, in Tunisia: durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, essendosi come di consueto radunati contro il divieto imperiale di celebrare l’Eucaristia domenicale, furono arrestati dai magistrati della colonia e dal presidio militare; condotti a Cartagine e interrogati dal proconsole Anulino, anche tra le torture tutti si professarono cristiani, dichiarando di non poter tralasciare la celebrazione del sacrificio del Signore; per questo versarono in diversi luoghi e tempi il loro beatissimo sangue. — Martirologio Romano