Sant'Antonio Abate visse tra il terzo e il quarto secolo, nascendo nel villaggio egiziano di Coma intorno al 250 da una agiata famiglia di agricoltori. Rimasto orfano in giovane età con un ricco patrimonio da amministrare e una sorella minore da educare, scelse di seguire radicalmente il Vangelo, vendendo i suoi beni, affidando la sorella a una comunità di vergini e ritirandosi a vita ascetica nel deserto. Considerato il caposcuola del monachesimo e il padre dei monaci, la sua esistenza fu segnata dalla preghiera continua, dal lavoro manuale, dal combattimento spirituale contro le tentazioni e le insidie del demonio, e da una straordinaria fecondità spirituale che attrasse moltissimi discepoli in Egitto.
Il santo è ricordato per aver inaugurato la vita eremitica nella Tebaide, per il prezioso sostegno offerto alla Chiesa durante le persecuzioni e nella difesa della fede contro l'eresia ariana accanto all'amico sant'Atanasio, il quale ne scrisse la celebre biografia. Spesso invocato contro le malattie della pelle, protettore degli animali e del lavoro legato al fuoco, Sant'Antonio morì ultracentenario il 17 gennaio del 356, lasciando un'eredità spirituale immensa che ha plasmato profondamente la storia della Chiesa sia in Oriente sia in Occidente.
Nel corso del XIX secolo, precisamente nel mese di gennaio del 1871, la Francia vive una fase storica drammatica, schiacciata dalla Germania in un conflitto devastante. Da sei mesi l'esercito francese si rivela incapace di respingere l'invasore prussiano, mentre la capitale Parigi è assediata dal 19 settembre. L'armata nemica ha invaso tutto il nord del Paese, estendendo la sua morsa dal Jura alla Normandia, e la situazione militare della Francia è catastrofica. A rendere il quadro ancora più grave contribuisce la situazione politica, segnata dal rovesciamento del Secondo Impero avvenuto il 4 settembre. Si è dovuto improvvisare d'urgenza un nuovo regime politico, con il governo provvisorio francese rifugiato a Bordeaux, mentre il re di Prussia si installa a Versailles. In questo scenario di profonda sofferenza collettiva, la Vergine Maria si manifesta nel piccolo borgo di Pontmain, offrendo un segno luminoso di speranza e di intercessione per la salvezza del popolo.
La memoria liturgica di questa straordinaria manifestazione celeste è celebrata il 17 gennaio, giorno in cui si ricorda l'apparizione della Vergine ai fanciulli nella Mayenne. Tale evento, riconosciuto ufficialmente dall'autorità ecclesiastica dopo un rigoroso iter canonico, ha trasformato il piccolo centro rurale in una meta di pellegrinaggio frequentata da centinaia di migliaia di fedeli ogni anno. La figura di questa vergine celeste, venerata sotto il titolo di Nostra Signora di Pontmain, rimane indissolubilmente legata alla protezione della Francia e alla forza della preghiera comunitaria elevata con fiducia durante le ore più buie della storia nazionale.
Il Beato Tommaso Saleh, al secolo Géries Saleh, visse tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo offrendo la sua esistenza al Signore come sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e missionario. Nato nel villaggio libanese di Baabdath il 3 maggio 1879, quinto di sei figli maschi, rispose fin da giovane alla chiamata del Vangelo, lasciandosi guidare dall'esempio dei frati verso la vita consacrata e l'annuncio della fede nelle terre difficili della Mesopotamia. La sua via si compì nella testimonianza suprema del martirio, affrontando con mitezza e incrollabile fiducia la prigionia, la malattia e le persecuzioni che insanguinarono l'Oriente cristiano durante la Grande Guerra, fino alla morte consumata a Marash nel gennaio del 1917.
Padre Tommaso è ricordato dalla Chiesa come un pastore dedito senza riserve al ministero della riconciliazione, alla predicazione e all'educazione dei giovani, sempre attento a sostenere le comunità cristiane provate dalla sofferenza. La sua memoria liturgica si celebra il 17 gennaio, giorno in cui la comunità dei fedeli ne commemora il transito e la fedeltà eroica al Vangelo. La sua testimonianza brilla come faro di carità pastorale e di amore per l'Eucaristia, avendo offerto le proprie sofferenze per la salvezza dei fratelli perseguitati, sul cammino della croce percorso accanto al confratello Leonardo Melki.
In Cappadocia, nell’odierna Turchia, santi martiri Speusippo, Elasippo, Melasippo, fratelli, e la loro nonna Leonilla.
San Giuliano Saba
Eremita
Nell’Osroene, nelle terre oggi divise tra Siria e Turchia, commemorazione di san Giuliano, asceta, soprannominato Saba, cioè vecchio; benché avesse rigettato il clamore cittadino, lasciò tuttavia per qualche tempo l’amata solitudine, allo scopo di confondere ad Antiochia i seguaci dell’eresia ariana.
San Marcello
Vescovo di Die
A Die nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Marcello, vescovo, che, difensore della città, fu mandato in esilio dal re ariano Eurico per aver mantenuto la fede cattolica.
San Sulpizio il Pio
Vescovo di Bourges
A Bourges nella regione dell’Aquitania, in Francia, san Sulpicio, detto il Pio, vescovo, che, dalla corte regia elevato all’episcopato, nulla ebbe più caro che prendersi cura dei poveri.
Beato Gamelberto
Nella Baviera, beato Gamelberto, sacerdote, che, per fondare il monastero di Metten, consegnò i propri beni a Utto, da lui stesso immerso nel sacro fonte battesimale.
San Gennaro Sanchez Delgadillo
Sacerdote e martire
Nella città di Tocolatlán in Messico, san Gennaro Sánchez Delgadillo, sacerdote e martire durante la persecuzione messicana.
Santa Roselina di Villeneuve
Vergine e monaca certosina
Presso Fréjus nella Provenza in Francia, santa Roselina, priora di Celle-Roubaud dell’Ordine certosino, che rifulse per l’abnegazione, il digiuno dal cibo e dal sonno e l’austerità di vita.
Beata Eufemia Domitilla
Beato Enrico da Comentina
Patriarca di Costantinopoli, martire
Santa Mildgita
Pricipessa e badessa
Dal Martirologio Romano
Memoria di sant’Antonio, abate, che, rimasto orfano, facendo suoi i precetti evangelici distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto della Tebaide in Egitto, dove intraprese la vita ascetica; si adoperò pure per fortificare la Chiesa, sostenendo i confessori della fede durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, e appoggiò sant’Atanasio nella lotta contro gli ariani. Tanti furono i suoi discepoli da essere chiamato padre dei monaci. — Martirologio Romano