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venerdì 16 gennaio 2026 · Santo del giorno

San Marcello I

Papa

San Marcello I

La figura di San Marcello Primo costituisce un complesso problema storico a causa delle divergenze presenti nei documenti antichi, tra cui il Martirologio Romano, il Martirologio Geronimiano, il Catalogo Liberiano e il Liber pontificalis. Questi dati contrastanti si spiegano con i profondi sconvolgimenti vissuti dalla Chiesa a Roma e altrove, causati dalla crudele persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano e voluta dal suo vice e successore Galerio, il quale morì nell'anno 311. Illustri studiosi come Theodor Mommsen avanzarono l'ipotesi che Marcello non fosse un vero Pontefice, bensì un semplice presbitero romano che avrebbe funzionato da reggente della Chiesa per qualche tempo, dopo la morte di papa Marcellino avvenuta nel 304. Tuttavia, il pontificato di Marcello Primo risulta in seguito ben attestato dalle fonti antiche, che mettono in luce il suo operato nel delicato periodo successivo alle persecuzioni.

Le fonti storiche sottolineano in particolare il comportamento di San Marcello nei confronti dei cosiddetti lapsi, ossia quei cristiani che per paura avevano rinnegato la fede durante le prove. Mentre in luoghi come l'Africa molti pretendevano di escludere per sempre i lapsi dalla comunità ecclesiale, Marcello adottò un atteggiamento pastorale equilibrato, accogliendoli nuovamente soltanto dopo un appropriato periodo di penitenza. Questo rigore misericordioso gli alienò molte simpatie, tanto che i lapsi lo considerarono un terribile nemico e fu persino vittima della crudeltà di un tiranno. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il 16 gennaio, giorno in cui si ricorda anche la sua sepoltura nel cimitero di Balbina lungo la via Ardeatina a Roma.

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Gli altri santi di oggi

San Giuseppe Vaz

Sacerdote oratoriano

San Giuseppe Vaz, nato a Benaulim nel 1651, è una figura luminosa del XVII e XVIII secolo, testimone instancabile del Vangelo in terre lontane. Ordinato sacerdote a Goa nel 1676, consacrò la propria esistenza alla missione, fondando la Congregazione dell'Oratorio nella sua terra natale e dedicandosi con umiltà al servizio dei fedeli. La sua profonda dedizione lo condusse attraverso le regioni di Kanara fino all'isola di Ceylon, dove giunse clandestinamente nel 1686 per sostenere le comunità cristiane in un tempo di gravi difficoltà.

Egli è oggi ricordato come un apostolo di carità, capace di farsi prossimo a ogni creatura. Il suo impegno si distinse non solo nell'opera di evangelizzazione, attraverso la traduzione del catechismo in lingua tamil e singalese, ma anche nel soccorso eroico prestato agli ammalati durante l'epidemia di vaiolo che colpì Kandy nel 1697. Canonizzato da Papa Francesco nel 2015, San Giuseppe Vaz rimane un modello di fede incrollabile e di amore operoso, il cui esempio continua a guidare il cammino della Chiesa nello Sri Lanka, terra che lo accolse nel suo ministero e che lo venera come protettore speciale.

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Santa Priscilla di Roma

Matrona

La figura di santa Priscilla di Roma si colloca nel cuore delle origini cristiane della Urbe, giungendo fino a noi attraverso una complessa stratificazione di memorie liturgiche, fonti archeologiche e racconti agiografici del primo secolo e dei secoli successivi. La tradizione antica ricorda questa matrona e vergine romana al sedicesimo giorno del mese di gennaio, unendo in un unico profilo la devozione popolare, i dati epigrafici e le vicende dei primi secoli della Chiesa. La sua memoria storica è indissolubilmente legata alla via Salaria, dove sorgeva la sua villa e dove si sviluppò uno dei cimiteri sotterranei più importanti della cristianità antica, luogo di riposo per martiri e sommi pontefici.

Nel corso della storia, il nome di Priscilla si è sovrapposto a quello di altre figure evangeliche e martiriali, come la fondatrice del titulus sull'Aventino e la celebre colaboratrice dell'apostolo Paolo citata nelle sacre Scritture. Questa ricca sovrapposizione di identità testimonia quanto la comunità cristiana primitiva venerasse i luoghi e le persone che avevano custodito la fede e accolto i primi araldi del Vangelo. Oggi la Chiesa continua a fare memoria di santa Priscilla nella sua ricorrenza liturgica, guardando alla sua figura come a un simbolo della generosità nell'ospitalità cristiana e della fecondità spirituale della Roma dei primi credenti.

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Santi Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto

Protomartiri dell’Ordine dei Frati Minori

Mentre la Chiesa universale venera il diacono Santo Stefano come primo martire della cristianità, le Chiese locali e le congregazioni religiose custodiscono la memoria dei loro protomartiri. L'Ordine dei Frati Minori celebra con particolare devozione i confratelli che per primi hanno versato il loro sangue per la fede cristiana, testimoniando il Vangelo fino al dono estremo della vita nel tredicesimo secolo.

I primi protomartiri francescani furono i sacerdoti Berardo, Otone e Pietro insieme ai religiosi Accursio e Adiuto. Inviati da San Francesco nelle terre dei Saraceni nel corso del dodicesimo secolo e del tredicesimo secolo, precisamente nel milleduecento venti, affrontarono persecuzioni, torture e infine la morte in Marocco, divenendo sorgente di ispirazione spirituale anche per Sant'Antonio di Padova e ottenendo la canonizzazione da parte di Sisto IV nel quattordici ottantuno.

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Beato Giuseppe Antonio Tovini

Laico cattolico, terziario francescano

Il beato Giuseppe Antonio Tovini nacque a Cividate Camuno il 14 marzo 1841 da una famiglia di condizioni economiche modeste ed è ricordato come un insigne laico cattolico, terziario francescano, avvocato e padre di dieci figli. Egli visse la propria esistenza coniugale e professionale come un autentico strumento di santificazione, distinguendosi per un profondo spirito di fede alimentato dal primato del soprannaturale, dalla preghiera costante, dalla devozione mariana e dal fervore eucaristico. La sua testimonianza di vita seppe coniugare mirabilmente la contemplazione e l'azione, ponendo le basi per una presenza attiva e coraggiosa dei cattolici nella vita sociale, culturale, politica ed economica dell'Italia tra il diciannovesco e il ventesimo secolo.

Egli è particolarmente venerato per aver intuito con largo anticipo le sfide della modernità e dell'industrializzazione, rispondendo con audacia apostolica alle esigenze dei tempi e fondando istituzioni scolastiche, società operaie, casse rurali e importanti istituti di credito come la Banca di Valle Camonica, la Banca San Paolo di Brescia e il Banco Ambrosiano. La sua instancabile opera pedagogica, volta alla difesa della libertà di educazione e alla salvaguardia della fede nelle scuole, ha lasciato un segno duraturo nella Chiesa e nella nazione. Proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 20 settembre 1998, la sua memoria liturgica si celebra il 16 gennaio, ricordando un uomo che ha saputo innalzare la santità dell'azione a cammino di perfezione cristiana.

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Beata Giovanna Maria Condesa Lluch

La Beata Giovanna Maria Condesa Lluch nacque a Valencia, in Spagna, il 30 marzo 1862, in seno a una famiglia cristiana di buona posizione socio-economica. Fin dalla giovinezza seppe distinguersi per una intensa vita spirituale, nutrita dalla devozione a Gesù Sacramentato, all'Immacolata Concezione, a San Giuseppe e a Santa Teresa. Animata da una profonda sensibilità verso i più bisognosi, comprese che la sua vocazione consisteva nel dedicarsi interamente all'evangelizzazione e al servizio delle giovani operaie, vittime delle dure condizioni imposte dal crescente processo di industrializzazione del diciannovesco secolo. Visse la sua esistenza coniugando l'intimità con Dio e l'impegno costante per la tutela, la formazione e la dignità delle lavoratrici, fondando la Congregazione delle Ancelle dell'Immacolata Concezione Protettrici delle Operaie.

Madre Giovanna Maria concluse il suo pellegrinaggio terreno il 16 gennaio 1916 nella sua città natale, lasciando un'eredità di profonda carità e dedizione. La Chiesa ne ha riconosciuto la santità proclamandola beata il 23 marzo 2003 sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, dopo un cammino canonico che ne ha attestato le virtù eroiche e l'efficacia della sua intercessione. La sua memoria liturgica ricorre annualmente il 16 gennaio, giorno della sua nascita al cielo, ricordando ai fedeli una figura di donna biblica, coraggiosa nelle scelte ed evangelica nelle opere, capace di vivere l'ordinario in modo straordinario e di farsi umile ancella per amore di Cristo.

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San Tiziano di Oderzo

Vescovo

San Tiziano fu un venerato vescovo vissuto nel settimo secolo, nato nella seconda metà del sesto secolo a Eraclea, un'antica città che fino al diciannovesimo secolo e precisamente fino al 1950 si chiamava Grisolera. La sua figura si distinse profondamente per la guida spirituale della diocesi di Oderzo e per una straordinaria dedizione verso i poveri e i bisognosi.

Ricordato come l'apostolo della sua zona nel settecento, egli difese la fede cattolica dalle eresie e dagli scismi del suo tempo. Il suo culto, ampiamente documentato sin dai secoli passati e menzionato nei martirologi storici, continua a vivere nella devozione delle genti venete e nelle diocesi che lo custodiscono come insigne patrono.

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San Giacomo di Tarantasia

Protovescovo di Moûtiers

San Giacomo di Tarantasia, figura luminosa del V secolo, rappresenta un esempio di dedizione apostolica e di profondo rinnovamento interiore. Nato in Siria, la sua esistenza fu segnata da una svolta radicale durante il servizio militare nelle armate del re di Persia, dove accolse il dono della fede cristiana, abbandonando le vie del mondo per consacrarsi totalmente al Vangelo. Il suo cammino spirituale lo condusse presso il monastero di Lérins, sotto la guida sapiente di Sant'Onorato, dove maturò quella disciplina e quel fervore che lo avrebbero reso un instancabile annunciatore della Parola in terre lontane.

Egli è ricordato con venerazione come il protovescovo di Moûtiers, avendo profuso ogni energia nella missione apostolica in Tarantasia a partire dal 420 circa. La sua opera di evangelizzazione, coronata dalla consacrazione episcopale avvenuta nel 426, ha gettato le basi della presenza cristiana in quella regione alpina. La sua vita, conclusasi ad Arles nel 429, rimane una testimonianza di fedeltà assoluta al mandato ricevuto, celebrata ancora oggi nel ricordo liturgico che lo vede unito a Sant'Onorato, a testimonianza di un legame spirituale che ha oltrepassato i confini del tempo.

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Sant' Onorato di Arles

Vescovo

Sant'Onorato di Arles, nato a Treviri nel 370, è una figura luminosa del V secolo che ha saputo coniugare la ricerca del silenzio contemplativo con il servizio pastorale alla Chiesa. Dopo la conversione al cristianesimo vissuta insieme al fratello Venanzio, il suo cammino lo condusse a viaggiare attraverso la Gallia e la Grecia, fino a trovare la sua vocazione più profonda nella fondazione del monastero di Lérins, sorto intorno all'anno 405. Questo luogo divenne un faro di spiritualità e di sapienza, capace di plasmare generazioni di monaci e fedeli grazie alla sua austera disciplina e alla profondità del suo insegnamento.

La sua dedizione al Vangelo lo portò nel 426 ad accettare il mandato episcopale sulla sede di Arles, dove esercitò il suo ministero con umiltà e sollecitudine per tre anni. La memoria di Onorato rimane viva nella liturgia e nel cuore dei fedeli come esempio di obbedienza al disegno divino, capace di passare dalla quiete del chiostro alle responsabilità del governo pastorale. Egli è ricordato oggi per la sua vita interamente consacrata alla ricerca di Dio e per il solco profondo tracciato nella storia della Chiesa delle Gallie, testimoniando come la santità sia il frutto di un'adesione totale e quotidiana alla parola di Cristo.

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San Fursa (Furseo)

Abate

San Fursa visse nel settimo secolo e il suo nome presenta le varianti di Fursay, Fursae o Fursu. Di questo abate irlandese si possiedono parecchi elementi biografici rispetto ad altri santi della sua terra. San Beda il Venerabile diede grande risalto a Fursa nella sua Storia Ecclesiastica scritta entro un secolo dalla morte del santo, basandosi in gran parte su racconti di testimoni oculari. Seguendo il classico schema del pellegrinaggio per la prima parte della sua vita, l'abate abbandonò una vita agiata e lasciò la patria per ricevere una migliore formazione. Successivamente tornò in Irlanda e fondò un monastero a Rathmat, nome forse inventato da una leggenda successiva, trascorrendo poi un periodo come predicatore itinerante.

Il Martyrologium Romanum ricorda San Fursa il sedici gennaio come abate in Irlanda, Inghilterra e Francia, collocando la sua morte a Mézières presso il fiume Authie in Francia e menzionando la fondazione del monastero di Lagny. L'abate si trasferì in Inghilterra nell'Anglia orientale insieme ai confratelli San Foillan e Sant'Ultan. Il re dell'Est Anglia San Sigeberto II accolse cortesemente i religiosi e affidò loro l'antica fortezza di Cnobheresburg affinché la trasformassero in monastero. Dopo la morte in battaglia del re San Sigeberto II avvenuta il ventisette settembre 637 e gli anni successivi, Fursa si recò in Gallia dove fu ricevuto con tutti gli onori dal re Clodoveo II. Fondò quindi un monastero a Lagny-sur-Marne su un terreno donatogli dal governatore della Nesturia Ercinoaldo, prima di concludere il suo cammino terreno.

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Sant' Onorato di Fondi

Abate

Sant'Onorato visse tra il quinto e il sesto secolo e la sua figura ci è tramandata principalmente attraverso i Dialoghi di papa Gregorio Magno. Nato in un paesello tra i monti del Sannio come figlio di un fittavolo del senatore Venanzio, fin dalla giovinezza scelse una vita di intensa ascesi e di profondo distacco dai beni terreni per orientarsi unicamente verso i beni celesti. La sua mortificazione quotidiana comprendeva la rigorosa astinenza dalle carni, una pratica che mantenne con fermezza anche in seno alla famiglia. Crescendo nella virtù e nella preghiera, ottenne la libertà dal padrone e lasciò i luoghi natii per stabilirsi a Fondi, dove fondò un monastero e guidò una comunità che arrivò a contare fino a duecento monaci. Guidò la sua comunità per un lungo periodo, contrassegnato da una vita di preghiera, di lavoro e da prodigi che manifestarono la protezione divina sui suoi figli spirituali.

Oggi Sant'Onorato è ricordato con particolare devozione come patrono principale della città di Fondi, dove la sua memoria liturgica si celebra solennemente il 10 ottobre con una grande partecipazione di popolo e una tradizionale fiera di bestiame. La Chiesa universale ne onora la memoria il 16 gennaio secondo il Martirologio Romano, mentre altre date segnano il culto in luoghi specifici, come il 30 aprile in alcuni monasteri benedettini e il 17 dicembre in Francia e nei Paesi Bassi. Le sue reliquie, dopo vicende di traslazioni e di protezione durante le pestilenze, testimoniano la persistenza di un culto antico che attraversa i secoli e unisce le comunità nella fede.

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Beato Luigi Antonio Ormières

Sacerdote e fondatore

Il Beato Luigi Antonio Ormières, vissuto nel corso del XIX secolo, è una figura luminosa di sacerdote che ha saputo tradurre l'amore per Dio in un instancabile impegno a servizio del prossimo. Nato a Quillan nel 1809, ha dedicato la sua intera esistenza alla costruzione del Regno, rispondendo con umiltà e fermezza alla chiamata del Signore. La sua opera si è distinta per una profonda dedizione alla formazione e alla cura, tessendo una trama di carità che ha valicato i confini della sua terra natale per raggiungere luoghi lontani.

Egli è ricordato oggi come il fondatore della congregazione delle Suore del Santo Angelo Custode, un istituto nato nel 1852 per sostenere il cammino di fede e di istruzione dei fedeli. Il suo zelo apostolico, che ha trovato espressione in Francia, in Spagna e in missioni internazionali, testimonia la fecondità di una vita spesa nell'obbedienza. Beatificato da Papa Francesco nel 2017 a Oviedo, la sua memoria liturgica invita ancora oggi i credenti a coltivare la medesima sollecitudine verso i più fragili, affidandosi alla guida costante degli Angeli.

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San Melas (Melanzio)

Vescovo di Rhinocolura

A Rinocorura in Egitto, san Melas, vescovo, che, dopo aver patito l’esilio per la retta fede sotto l’imperatore ariano Valente, riposò in pace.

San Leobazio

Abate

Nei dintorni di Tours nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, commemorazione di san Leobazio, abate, che, posto dal suo maestro sant’Orso a capo del monastero di Sénevière da poco fondato, perseverò in somma santità fino ad avanzata vecchiaia.

Santa Giovanna da Bagno di Romagna

Monaca camaldolese

A Bagno di Romagna, santa Giovanna, vergine, che, accolta nell’Ordine camaldolese, rifulse in sommo grado per obbedienza e umiltà.

San Triviero (Troverio)

Sacerdote

Nel villaggio di Dombes nel territorio di Lione, in Francia, san Triviero, sacerdote, monaco e infine eremita.

San Dana (Danatte)

Martire

A Valona nell’Illirico, nell’odierna Albania, san Danacte, martire.

Sant’ Iarlugh di Lismore

Vescovo

San Dianoch

Vescovo

Dal Martirologio Romano

A Roma nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, deposizione di san Marcellino I, papa, che, come attesta san Damaso, vero pastore, fieramente osteggiato dagli apostati che rifiutavano la penitenza da lui stabilita e disonorevolmente denunciato presso il tiranno, morì esule scacciato dalla patria. — Martirologio Romano