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16 gennaio

San Tiziano di Oderzo

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione a Eraclea e Oderzo

San Tiziano nacque nella seconda metà del secolo sesto da una nobile famiglia di Eraclea nel Veneto. Eraclea, detta anche Cittanova, era posta in una piccola isola chiamata Melidissa in una laguna ora interrata detta Laguna Eracleana o Opitergina, posta tra i fiumi Piave e Livenza, ed è un'antica città che fino al 1950 si chiamava Grisolera, mentre oggi è totalmente scomparsa. Il soggetto è nato a Eraclea ed è vissuto nel sesto secolo nella zona del Veneto comprendente Vittorio Veneto e buona parte della provincia di Treviso. Tiziano ebbe come maestro san Floriano, vescovo di Opitergium, comune veneto corrispondente all'attuale Oderzo. Opitergium, oggi Oderzo, era una città posta sulla via Postumia poco distante dalla laguna omonima e sede vescovile la cui diocesi comprendeva anche Eraclea. San Floriano ordinò Tiziano diacono, sacerdote e poi economo della diocesi di Oderzo, affidandogli compiti di grande responsabilità amministrativa e pastorale.

Il ministero episcopale e la difesa della fede

Tiziano primeggiò nell'amore verso i poveri, che invitava a casa sua nutrendoli con i propri mezzi, e la fama di Tiziano si estese in tutta la regione. San Floriano lasciò la diocesi per diventare missionario nelle terre inospitali, e il clero e il popolo elessero Tiziano vescovo di Oderzo dopo la partenza di Floriano. Tiziano tentò inizialmente di far ritornare Floriano in sede, ma poi si dedicò pienamente al proprio mandato. Tiziano resse la diocesi di Oderzo in modo eccellente, ammaestrando con la parola e l'esempio, visse molto santamente e divenne famoso per la sua appropriata predicazione. Con coraggio, Tiziano fuggì l'eresia ariana che allora dilagava tra i Longobardi invasori e non accettò lo scisma istriano detto dei Tre Capitoli. Lo scisma fu provocato dal rifiuto dei vescovi di Aquileia e di Milano di riconoscere l'accettazione, fatta nel 555 da papa Pelagio I, della condanna emanata nel 544 dall'imperatore Giustiniano degli scritti dei Tre Capitoli di Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Ciro e Iba di Edessa, favorevoli all'eresia nestoriana.

Il transito e la miracolosa traslazione delle reliquie

Tiziano morì a Oderzo il sedici gennaio seicentotrentadue pieno di meriti e santità, ed il soggetto è morto a Oderzo in provincia di Treviso e il soggetto è morto il sedici gennaio seicentotrentadue. Tiziano fu sepolto nella chiesa cattedrale della sua città, e la tradizione dice che sulla tomba di san Tiziano avvennero molti miracoli. La venerazione per il santo vescovo iniziò a diffondersi in altri luoghi della regione a causa di eventi esterni, poiché i concittadini e parenti di Eraclea vennero a visitare il sepolcro e di notte trafugarono il corpo dalla tomba per trasportarlo nella loro patria. Il mattino seguente gli opitergini, abitanti di Oderzo, si accorsero del furto e inseguirono armati i rapitori per riavere il corpo, e le due parti si raggiunsero e si stava per ingaggiare una battaglia. Comparve un vecchio che consigliò alle parti di avere concordia e persuase i contendenti a lasciare il corpo del vescovo Tiziano in una barca, facendola andare da sola sul fiume Livenza per far indicare a Dio il luogo del riposo definitivo. Il corpo approdò in un posto chiamato Settimo e fu deposto sulla riva, ma gli opitergini tentarono ancora di riprenderlo ponendolo su un carro. I buoi non furono capaci di smuovere il carro con il corpo del santo, e il vecchio riapparve e consigliò di pregare per comprendere il volere divino. Dopo tre giorni di digiuno e per divina rivelazione, fu imposto a una buona vedova del luogo di attaccare al carro la sua mucca e il vitello, mettendovi sopra il corpo e lasciando liberi gli animali. I bovini si fermarono nella città di Céneda. Céneda è un comune del Veneto dal 1866 fuso insieme a Serravalle nell'unica città di Vittorio Veneto. All'arrivo del carro, una donna posseduta dal demonio fu liberata prodigiosamente, e gli abitanti di Céneda accolsero degnamente il sacro corpo in un luogo dove fu istituito l'Episcopio della città, dopo la distruzione di Opitergium avvenuta nel secentosessantacinque a opera di Grimoaldo re dei Longobardi. L'arrivo del corpo a Céneda sembra sia avvenuto verso la metà del settimo secolo. Gli studiosi ritengono generalmente che la traslazione del corpo di san Tiziano da Oderzo a Céneda sia avvenuta a opera dei Longobardi della regione o del duca longobardo di Céneda, poiché i Longobardi intesero trasferire anche la sede del vescovo avendo intenzione di distruggere Opitergium, come poi avvenne nel secentosessantacinque.

Il culto e la memoria nella Chiesa

Il culto di san Tiziano è comprovato sin dall'ottavo secolo ed è menzionato nei vari Martirologi, come quello di Usuardo dell'ottocentosettantacinque e il Romano a partire dal quindici ottantaquattro. Il culto è attestato da importanti documenti storici del settecentoquarantatré, settecentonovantaquattro e novecentosessantadue. San Tiziano è considerato l'apostolo della zona nel settimo secolo, e il martirologio ricorda san Tiziano come vescovo a Oderzo in Veneto. Le reliquie di san Tiziano sono venerate nella cripta della cattedrale di Céneda e sono poste in una bellissima urna di bronzo di stile neobizantino in forma di sarcofago. Svariate opere d'arte raffigurano san Tiziano nelle cattedrali di Céneda e di Oderzo e in altre chiese venete, e una decina di parrocchie sono dedicate al nome di san Tiziano. Tiziano Vecellio ha raffigurato il santo in due dipinti a Pieve di Cadore e a Lentinai di Belluno.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Tiziano di Oderzo?

Si celebra il sedici gennaio.

Di cosa è patrono San Tiziano di Oderzo?

San Tiziano è patrono della città e diocesi di Céneda e della diocesi di Vittorio Veneto.

A Oderzo in Veneto, san Tiziano, vescovo. — Martirologio Romano