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domenica 19 aprile 2026 · Santo del giorno

Sant' Emma di Sassonia

Vedova

Sant' Emma di Sassonia

Nel cammino della Chiesa lungo i secoli, la figura di Santa Emma di Sassonia risplende per la dedizione con cui visse la sua vocazione di religiosa e vedova, santificando ogni istante della sua esistenza terrena. Vissuta nell'undicesimo secolo e sorella di Meinwerk, vescovo di Paderborn morto nel milletrentasei, Emma andò sposa al conte Ludgero di Sassonia, condividendo con lui gli anni della giovinezza prima di sperimentare il dolore della perdita. Rimasta vedova in età giovane, bella, ricca e senza figli, ella seppe custodire la propria condizione con rigorosa fedeltà, rifiutando seconde nozze e abbracciando un programma di vita interamente fondato sulla preghiera, sul servizio allo sposo celeste e sulle opere di carità verso il prossimo.

La memoria di Santa Emma è giunta sino a noi attraverso la testimonianza dei testi antichi e la venerazione dei fedeli, che da oltre nove secoli le tributano un culto pubblico e devoto. Il suo transito da questo mondo si compì il diciannove aprile del mille e quaranta. Oggi il suo corpo riposa nella cattedrale di Brema, mentre una preziosa reliquia, la sua mano prodigiosamente intatta, è custodita nel monastero di San Ludgero a Werden, nella Ruhr, presso Dusseldorf. Questa mano incorrotta costituisce il segno emblematico di una generosità fattiva e operosa, che ha segnato profondamente la storia della santità cristiana in terra di Germania.

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Gli altri santi di oggi

San Geroldo

Eremita

San Geroldo visse nel corso del decimo secolo, conducendo una intensa vita di penitenza e preghiera come eremita nella regione del Vorarlberg e collocato dal martirologio a Frisen sulle Alpi bavaresi. La sua figura si muove tra la storia documentata dai documenti imperiali e la ricca tradizione tramandata nei secoli successivi, che lo vede padre dei beati Cuno e Ulrico. La sua memoria liturgica si celebra il diciannovesimo giorno del mese di aprile, data fissata stabilmente dopo l'esumazione delle sue sacre ossa.

Il cammino terreno di questo eremita si intreccia con le vicende politiche del suo tempo, quando il sovrano Ottone primo restituì un possedimento nell'attuale Vorarlberg a un certo Adamo, appellato negli atti imperiali come uomo di Dio. Nel corso del tempo, quel luogo solitario mutò nome in suo onore, trasformandosi da Friesen nel luogo di san Geroldo. La devozione popolare e monastica ha custodito la sua memoria attraverso preziose testimonianze artistiche, iconografiche e archivistiche, che ancora oggi narrano la sua dedizione alla solitudine e al servizio divino.

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Sant' Espedito di Melitene

Martire

Sant'Espedito è un venerato martire cristiano la cui figura si colloca nell'antica tradizione dei martiri di Melitene, località che corrisponde all'attuale città di Malatya in Turchia. Le notizie storiche certe intorno alla sua esistenza si ricavano unicamente dai martirologi antichi, tra i quali riveste un ruolo fondamentale il Martirologio Geronimiano, risalente nella sua formulazione originaria alla prima metà del secolo quinto. Nonostante la scarsità di fonti documentarie precise e l'impossibilità di stabilire con esattezza l'epoca e le circostanze del suo martirio, la sua memoria liturgica è saldamente fissata al diciannovi aprile, data in cui la Chiesa commemora il suo sacrificio insieme ad altri compagni di fede.

Nel corso dei secoli la figura di Sant'Espedito ha dato origine a una vasta devozione popolare diffusa in moltissimi paesi del mondo, tra cui Austria, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Filippine e Francia, con una particolare fioritura nell'Ile de La Réunion e in Italia, soprattutto in Sicilia, Campania e Lombardia. A causa del suo nome latino, che evoca l'idea della prontezza, il santo è storicamente invocato per le cause urgenti, per il celere disbrigo degli affari e come protettore dei commercianti, dei naviganti, degli esaminandi e per il buon esito dei processi, mantenendo viva una tradizione di fede che unisce la preghiera alla sollecitudine cristiana nell'affrontare le necessità quotidiane.

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San Leone IX

Papa

San Leone IX, al secolo Brunone di Dagsburg, nacque in Alsazia nel 1002 in una terra profondamente contesa nei secoli tra la Francia e la Germania. Discendente da una nobile famiglia di grandi vassalli, percorse una via ecclesiale e politica che lo condusse a reggere la diocesi di Toul e successivamente a salire al soglio di Pietro come pontefice dell'undicesimo secolo.

Ricordato per il suo incrollabile impegno nella riforma della Chiesa e per la lotta serrata contro la simonia e il concubinato del clero, il suo pontificato fu segnato da intensi viaggi apostolici in tutta Europa e da dolorose prove terrene. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il diciannove aprile, data della sua pia transizione a Roma.

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Beato Corrado (Miliani) di Ascoli

Religioso

Il Beato Corrado Miliani, nato ad Ascoli Piceno nel 1234, fu una figura luminosa del tredicesimo secolo, uomo di fede profonda e di instancabile dedizione alla Chiesa. Entrato nel convento francescano della sua città natale insieme a Girolamo Massi, scelse di consacrare la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, percorrendo un cammino che lo condusse dalle aule di studio ai confini del mondo conosciuto. La sua vita fu un intreccio di preghiera, sapienza teologica e obbedienza, che lo vide impegnato come missionario e instancabile servitore della Santa Sede.

Egli viene ricordato oggi per la straordinaria ampiezza del suo ministero, che lo portò a predicare il Vangelo nelle terre della Libia e a servire con autorevolezza come legato papale presso il re di Francia. Accanto ai compiti diplomatici, Corrado coltivò sempre l'amore per lo studio e per l'insegnamento, trasmettendo la dottrina teologica nelle prestigiose scuole di Parigi. La sua parabola terrena si concluse ad Ascoli Piceno nel 1289, mentre si dirigeva verso Roma, lasciando in eredità una testimonianza di fedeltà assoluta al carisma di San Francesco. Il suo culto fu ufficialmente confermato nel 1783, attestando la perenne venerazione di cui gode presso i fedeli.

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San Mappalico

Martire

In Africa, san Mappálico, martire, che, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, mosso da pietà familiare, si era raccomandato che sua madre e sua sorella, che avevano rinnegato la fede sotto tortura, fossero lasciate in pace e per questo, trascinato davanti al tribunale, fu lui a conseguire la corona del martirio; a lui si unisce la memoria di molti altri santi martiri, che testimoniarono la loro fede in Cristo: Basso in una cava di pietra, Fortunio in carcere, Paolo in tribunale, Fortunata, Vittorino, Vittore, Eremio, Crédula, Eréda, Donato, Firmo, Venusto, Frutto, Giulia, Marziale e Aristone, morti tutti di fame in carcere.

Santa Marta di Persia

Vergine e martire

In Persia, santa Marta, vergine e martire, che il giorno dopo l’uccisione di suo padre Pusicio, quello della Risurrezione del Signore, sotto il re Sabor II subì il martirio.

Beato Bernardo di Sithiu

Penitente

Presso il monastero di Saint-Bertin nel territorio di Thérouanne in Francia, transito del beato Bernardo, penitente, che, desideroso di espiare i peccati della sua giovinezza con un’austera penitenza, scelse spontaneamente l’esilio e, scalzo, con indosso vesti di lana e contento solo di un parco vitto, fu instancabile pellegrino presso i luoghi sacri.

San Varnerio (Werner) di Oberwesel

Martire

Sant' Elfego (Elfege) di Canterbury

Vescovo

Sulla riva del Tamigi presso Greenwich in Inghilterra, passione di sant’Elfégo, vescovo di Canterbury e martire, che, durante le cruente devastazioni provocate in città dai Danesi, offrì se stesso per il suo gregge e, avendo rifiutato di farsi riscattare con il denaro, il sabato dopo Pasqua fu percosso con delle ossa di pecora e infine decapitato.

San Giorgio d'Antiochia

Vescovo

Ad Antiochia di Pisidia, nell’odierna Turchia, san Giorgio, vescovo, morto esule per il culto delle sacre immagini.

Beato Giacomo Duckett

Martire

A Londra in Inghilterra, beato Giacomo Duckett, martire, che, uomo sposato, tradíto perché vendeva testi cattolici nella sua bottega libraria, fu tenuto per nove anni in carcere e infine impiccato a Tyburn sotto la regina Elisabetta I insieme al suo delatore, che egli ormai in punto di morte invitò a morire da cattolico.

Beato Burcardo di Bellevaux

Abate

Sant’ Ulrico di Losanna

Vescovo