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martedì 24 novembre 2026 · Santo del giorno

Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

Sant'Andrea Dung Lac, sacerdote e martire, rappresenta il volto luminoso e fedele della Chiesa in Vietnam, che nel diciannovesimo secolo ha fecondato la terra con il sangue di numerosi testimoni. La sua figura è ricordata oggi insieme a quella di centosedici compagni, che come lui hanno preferito la fedeltà a Cristo alle lusinghe della vita terrena.

Questo folto gruppo di testimoni della fede viene celebrato per aver custodito la luce del Vangelo in tempi di durissima prova. La loro memoria, unita in un'unica lode liturgica, rimane per i credenti un esempio luminoso di fortezza e di dedizione assoluta al servizio delle comunità cristiane.

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Gli altri santi di oggi

San Porziano

Abate in Alvernia

San Porziano fu un abate benedettino del Bourbonnais vissuto nel secolo sesto. La sua figura luminosa e la sua testimonianza di fede ci sono giunte grazie al racconto di Gregorio di Tours nelle sue Vite dei Padri, arricchito dagli studi di Philippe Rouillard e Antonietta Cardinali. Nato in Alvernia e vissuto in gioventù come schiavo di un padrone barbaro, Porziano seppe orientare ogni istante della sua esistenza alla ricerca instancabile di Dio, trovando infine rifugio e stabilità nel monastero di Miranda, situato nei pressi dell'odierna Saint-Pourcain-sur-Sioule in diocesi di Moulins e collocato dal Martirologio nel territorio di Clermont-Ferrand in Aquitania.

La memoria di san Porziano è profondamente legata alla sua carità operosa, alla sua autorità spirituale capace di ammansire i potenti e alla devozione che nei secoli ha radunato comunità e fedeli. Il suo culto è molto diffuso in Alvernia e in Normandia, dove la sua intercessione e il suo esempio continuano a parlare ai cuori degli uomini. Viene festeggiato il ventiquattro novembre, data accolta anche dal Martirologio Romano, che ne ricorda la morte in età assai avanzata e in data sconosciuta, dopo un cammino terreno stremato dai digiuni e segnato da una profonda comunione con il Signore.

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Sant' Alberto di Lovanio

Vescovo e martire

Sant'Alberto di Lovanio visse nel corso del duplice e complesso panorama del dodicesimo secolo, distinguendosi come vescovo e martire della Chiesa cattolica. Nato nel 1166 come fratello minore di Enrico I, duca di Brabante, fu destinato fin da giovanissimo allo stato ecclesiastico da suo padre Godefredo terzo. La sua breve esistenza terrena si concluse tragicamente a Reims nel 1192, nello stesso anno in cui era stato ordinato, a causa di una brutale congiura politica e imperiale. Molte fonti di tendenze opposte manifestano un accordo rimarchevole sugli avvenimenti principali riguardanti il santo, offrendo una documentazione storica di notevole spessore che è stata oggetto di studi acuti da parte di studiosi come Èmile de Moreau. Tra queste testimonianze spicca la Vita Alberti, opera composta da un anonimo abbondantemente documentato dall'abate di Lobbes Wéres, il quale fu un amico molto intimo di Alberto di Lovanio e morì nel 1209. L'opera è conservata solamente nel manoscritto numerato tra il 723 e il 727 della Biblioteca reale del Belgio a Bruxelles, e fu scritta durante il 1194 o all'inizio del 1195. Nonostante contenga qualche raro errore descritto come inezie ai capi tre e cinque, qualche omissione che sembra dovuta a una certa parzialità e si configuri come un vero panegirico, essa possiede grandi qualità storiografiche. Altre fonti coeve includono il Chronicon Hannoniense di Gisleberto di Mons, terminato nel 1196, la cronaca analitica di Lamberto il Piccolo, monaco di San Giacomo di Liegi, consistente in alcune righe e risalente a prima della morte dell'autore avvenuta nel 1194, e infine la continuazione di Anchin della Cronaca di Sigeberto di Gembloux.

La memoria di sant'Alberto è legata alla difesa strenua della libertà della Chiesa, che lo costrinse a subire l'esilio e il martirio. La sua elezione a vescovo di Liegi avvenne l'otto settembre 1191, sostenuta dai canonici sotto il patronato del duca, mentre il conte di Hainaut e di Fiandra aveva appoggiato la candidatura di Alberto di Rethel. Questo scontro tra i due principali sovrani dei Paesi Bassi aprì un conflitto che coinvolse direttamente l'imperatore Enrico VI, il quale avrebbe dovuto confermare l'elezione e conferire l'investitura al novello vescovo. Contro ogni diritto, l'imperatore assegnò il vescovato a un terzo candidato, Lotario di Hochstade. Malgrado tutto, Alberto si fece consacrare a Reims, pur essendo costretto a restare in quella città poiché l'imperatore non gli permetteva di stabilirsi nel principato di Liegi. Poco dopo il suo arrivo, alcuni malfattori alemanni lo raggiunsero, guadagnarono la fiducia di Alberto e lo assassinarono il ventiquattro novembre 1192, un crimine su cui pesa una parte di responsabilità dello stesso imperatore. La devozione per il santo fu riconosciuta ufficialmente nel principio del seicento: su domanda dell'arciduca Alberto, papa Paolo V permise di celebrare la sua festa il nove agosto 1613. La festa fu stabilita a Bruxelles e a Reims il ventuno novembre, una data scelta a causa di un errore di iscrizione del santo nel Martirologio, piuttosto che il ventiquattro dello stesso mese. Attualmente il corpo di sant'Alberto riposa nel Belgio, dove il santo è venerato come patrono, soprattutto dal 1914, mentre a Reims in Francia si celebra la passione del vescovo di Liegi e martire.

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Sante Flora e Marta (Maria) di Cordova

Martiri

Le sante Flora e Marta, vissute nel nono secolo a Córdoba, rappresentano una testimonianza luminosa di fedeltà al Vangelo in tempi di aspra persecuzione. Flora, nata a Córdoba, scelse di abbandonare la propria casa per professare liberamente la fede cristiana, affrontando un lungo periodo di nascondimento durato sei anni nei pressi di Martos. Il suo cammino spirituale si incrociò con quello di Marta, cresciuta nell'austera disciplina del monastero di Santa Maria di Cuteclara e segnata profondamente dal martirio del fratello Wallabonso. Le due donne si incontrarono nella basilica dedicata a San Acisclo, luogo che divenne per loro punto di convergenza e di rinnovato slancio spirituale.

La memoria di queste martiri è indissolubilmente legata alla loro coraggiosa confessione pubblica davanti al cadì, che le condusse al sacrificio estremo. Durante la persecuzione ordinata da Abd al-Rahmàn secondo, entrambe furono decapitate nell'anno ottocentocinquantuno. La Chiesa le ricorda oggi come figure esemplari di coerenza, capaci di anteporre l'amore per Cristo a ogni legame terreno e alla propria incolumità. La loro esistenza, vissuta con determinazione in un contesto sociale ostile, rimane un richiamo costante alla libertà interiore di chi ripone ogni speranza in Dio, offrendo la vita come dono supremo di testimonianza cristiana.

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Sant’ Enfleda

Regina di Bernicia, badessa

Sant' Enfleda, vissuta nel corso del settimo secolo, rappresenta una figura luminosa della storia cristiana in Northumbria. Nata in questa terra e battezzata da San Paolino nell'anno seicentoventisei, ella seppe coniugare la dignità del ruolo regale con una profonda dedizione alla vita spirituale. In quanto sposa del re Oswiu di Bernicia, unione celebrata nell'anno seicentoquarantadue, Enfleda esercitò un influsso benefico sulla Chiesa del suo tempo, promuovendo con fermezza l'unità liturgica e il metodo romano per la celebrazione della Pasqua, sostenendo inoltre la fondazione di cenobi dedicati alla preghiera e alla lode di Dio.

Dopo aver compiuto il suo cammino nel mondo, ella scelse di consacrarsi pienamente al Signore, divenendo badessa dell'abbazia di Whitby, succedendo a Santa Ilda nella guida di quella comunità monastica. La sua memoria rimane impressa come quella di una donna che, attraverso le vicende della storia e il servizio alla fede, ha cercato la volontà di Dio con sapienza e dedizione. La sua vita, conclusasi nell'anno settecentoquattro presso Whitby, ci offre una testimonianza di costante ricerca dell'armonia ecclesiale e di dedizione alla vita contemplativa, lasciando un'eredità di pace e di comunione che ancora oggi interroga il nostro spirito.

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Beato Balsamo di Cava

Abate

Il Beato Balsamo di Cava fu una figura di grande rilievo nel panorama monastico del tredicesimo secolo, servendo come abate presso l'abbazia della Trinità di Cava dal 1208 fino alla sua morte, avvenuta nel 1232. La sua esistenza fu segnata da un impegno costante per la tutela e il prestigio del monastero, operando con dedizione in un tempo complesso e denso di trasformazioni sociali e politiche.

Egli è ricordato non soltanto per il suo zelo nel governo spirituale della comunità, ma anche per la peculiare capacità di mediazione con il potere temporale. La stima di cui godette presso l'imperatore Federico Secondo gli permise di svolgere un ruolo di garante per i beni della comunità monastica, agendo come giustiziere a vita sui territori di pertinenza dell'abbazia. La sua memoria rimane viva nel tempo grazie alla conferma del suo culto, avvenuta nel 1928, e al legame profondo che la cittadinanza di Cinisello Balsamo conserva verso la sua figura, testimoniato dalla solenne accoglienza di alcune sue reliquie nel 1931.

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Beata Maria Anna Sala

Vergine

La Beata Maria Anna Sala è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione assoluta al servizio di Dio e del prossimo. Nata a Brivio nel 1829, scelse di consacrare la propria esistenza al Signore entrando nell'Istituto delle Suore di Santa Marcellina nel 1848. La sua vita fu un cammino di umiltà e carità, che la portò a donarsi con spirito di sacrificio in diverse comunità, lasciando una traccia indelebile nel cuore di chi ebbe la grazia di incontrarla lungo il suo pellegrinaggio terreno.

La memoria della Beata Maria Anna Sala è viva ancora oggi per la sua straordinaria capacità di unire la preghiera costante a un impegno fattivo verso i sofferenti. Il suo ricordo è legato in modo particolare alla carità operosa manifestata nell'assistenza ai feriti presso l'ospedale militare di San Luca. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980, ella rimane un modello di perseveranza nella fede e di dedizione silenziosa, testimoniando come la santità possa fiorire nella quotidianità del servizio reso con amorevole cura ai fratelli più bisognosi.

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San Crisogono di Aquileia

Vescovo e martire

San Crisogono di Aquileia risplende nella memoria della Chiesa come un testimone integro della fede, vissuto durante il quarto secolo. La sua esistenza è segnata da una dedizione assoluta al Signore, che lo condusse a preferire la fedeltà al Vangelo rispetto a ogni onore terreno. Arrestato e imprigionato per ordine dell'imperatore Diocleziano, egli non cedette mai alle lusinghe del potere, rifiutando con fermezza ogni carica pubblica offerta in cambio dell'abiura della fede cristiana.

La sua testimonianza culminò nel martirio, avvenuto il ventiquattro novembre dell'anno trecentotre presso Aquae Gradatae. Egli è ricordato oggi come un esempio di coraggio spirituale e di coerenza, una figura che ha saputo custodire la propria dignità di credente fino all'effusione del sangue. La sua memoria, onorata attraverso i secoli, continua a interpellare il cuore dei fedeli, richiamando l'importanza di rimanere saldi nei propri convincimenti di fronte alle prove della vita e alla precarietà delle cose del mondo.

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Sant' Ermogene di Agrigento

Vescovo

Sant' Ermogene di Agrigento rappresenta una figura di profonda devozione nella memoria storica della Chiesa siciliana. Vissuto nel nono secolo, egli ha servito la comunità cristiana in qualità di undicesimo vescovo di Agrigento, guidando il gregge affidato alla sua cura pastorale con spirito di servizio e dedizione. La sua esistenza si è conclusa ad Agrigento nell'anno ottocentoventiquattro, lasciando una traccia indelebile nel cammino di fede della sua terra.

La venerazione verso questo santo pastore è attestata da antiche e preziose testimonianze liturgiche e storiografiche. Il suo nome compare infatti nel Sinassario di Costantinopoli, segno di una fama di santità che ha valicato i confini locali, ed è solennemente ricordato nell'antico calendario della Chiesa Agrigentina. Egli è oggi celebrato come un testimone del Vangelo che, attraverso il suo ministero episcopale, ha contribuito a consolidare le fondamenta della comunità cristiana, invitando ancora oggi i fedeli a meditare sulla fedeltà nel compimento del proprio dovere quotidiano.

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San Flaviano di Ricina

Vescovo e martire

San Flaviano di Ricina è una figura venerata nella Chiesa fin dal terzo secolo, epoca in cui visse la sua testimonianza di fede come pastore di quella comunità cristiana. La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro novembre, giorno fissato anticamente da San Claudio, altro vescovo della medesima città romana. Egli è ricordato soprattutto come fulcro di un culto antichissimo che ha attraversato i secoli, radicandosi profondamente nel territorio delle Marche e irradiandosi anche nella vicina Umbria, dove il suo nome è legato a innumerevoli chiese, cappelle e monasteri.

Nel corso della storia, la devozione verso questo santo vescovo e martire ha saputo custodire la memoria delle origini cristiane attraverso le vicende drammatiche delle invasioni barbariche e delle migrazioni dei popoli. Oggi San Flaviano è amato e invocato come patrono della città di Recanati, insieme a San Vito, continuando a rappresentare un punto di riferimento spirituale per i fedeli che ne onorano la testimonianza e implorano la sua potente intercessione nelle necessità della vita.

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San Hoardon

Vescovo di Leon

San Hoardon visse nel settimo secolo ed è ricordato come una figura venerata nella terra di Bretagna, sebbene la ricerca storica incontri gravi difficoltà nel documentare con esattezza il suo episcopato e l'epoca in cui visse. I cataloghi episcopali della diocesi di Léon risultano infatti tardivi e poco attendibili. Nonostante la scarsità di fonti documentarie dirette, il culto liturgico riservato al santo vanta radici molto antiche ed è chiaramente attestato fin dal nono secolo all'interno delle antiche litanie brettoni, dove viene invocato con i nomi latini di Hoierdonus e Hoardonus. La memoria di san Hoardon si è conservata attraverso i secoli grazie ai Propri liturgici e alla devozione popolare.

Il santo è particolarmente legato alla tradizione spirituale e agiografica locale, comparendo unicamente nelle Vitae dedicate a san Erveo e a san Goeznoveo, poiché la tradizione riferisce che san Hoardon non possiede una propria leggenda autonoma, neppure di epoca tarda. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria il ventiquattro novembre, data fissata stabilmente sia nei diversi Propri dell'antica diocesi di Léon sia in quello attuale della diocesi di Quimper, la quale ha assorbito la circoscrizione originaria in seguito al concordato dell'anno 1802. La figura di san Hoardon continua a essere punto di riferimento spirituale e patrono del paese di Landerneau, dove la fede della comunità perpetua la sua memoria.

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Beate Niceta di Santa Prudenzia Plaja Xifra e 11 compagne

Vergini e martiri

La Beata Niceta di Santa Prudenzia Plaja Xifra, nata a Torrent nel 1865, ha incarnato con dedizione il carisma delle Carmelitane della Carità, consacrando la propria esistenza al servizio degli ultimi. La sua vita, trascorsa tra diverse comunità in Spagna, è stata un cammino silenzioso di carità operosa, culminato nel compimento supremo della testimonianza di fede durante la persecuzione religiosa che segnò tragicamente la guerra civile spagnola.

La Chiesa la ricorda insieme alle sue undici compagne, martiri che hanno saputo restare fedeli al Vangelo fino all'estremo sacrificio. Il loro martirio, avvenuto nel novembre del 1936, rimane un monito di speranza e di coraggio cristiano per ogni credente. Nel dono della loro vita, la comunità dei fedeli riconosce il riflesso di una dedizione assoluta, capace di superare la violenza attraverso la mitezza di chi ha riposto ogni propria certezza unicamente nel Signore.

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San Felicissimo

Martire

San Felicissimo è una figura venerata nella memoria cristiana e le sue origini affondano nelle antiche testimonianze liturgiche dell'Umbria. La tradizione lo menziona nella prima appendice dedicata ai profili di santi e beati non inseriti nel proprio della diocesi di Perugia, mentre il Martirologio Geronimiano del quinto secolo e quello di Usuardo del nono secolo citano il santo con la dicitura Apud Perusiam, Tusciae civitatem, sancti Felicissimi. Il culto per San Felicissimo ricevette l'approvazione ufficiale della Sacra Congregazione dei Riti in due momenti distinti, rispettivamente il quindici maggio 1641 e il terzo giorno di marzo del 1870. La data della morte del santo è fissata nel ventiquattro novembre 761, giorno in cui la Chiesa ne celebra la ricorrenza liturgica.

Sebbene nulla si conosca della vita di San Felicissimo secondo il testo di riferimento, la memoria popolare e le fonti storiche ne tramandano il fecondo apostolato. Il santo annunciava con efficacia il Vangelo alle popolazioni rurali, semplici e povere, portando la parola di salvezza nelle campagne. La tradizione perugina colloca inoltre il martirio di San Felicissimo al tempo dell'assedio di Totila, periodo drammatico in cui fu ucciso nel 547 il vescovo di Perugia Ercolano. La figura del martire rimane legata in modo indissolubile al territorio umbro, dove i luoghi del suo sacrificio e della sua testimonianza di fede continuano a custodirne la memoria attraverso chiese, tradizioni e secoli di devozione popolare.

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San Romano di Blaye

Nella fortezza di Blaye presso Bordeaux in Aquitania, ora in Francia, san Romano, sacerdote.

San Colman di Cloyne

Vescovo

A Cloyne in Irlanda, san Colmano, vescovo.

San Protasio

Vescovo di Milano

A Milano, san Protasio, vescovo, che difese presso l’imperatore Costante la causa di sant’Atanasio e partecipò al Concilio di Sardica.

Santi Pietro Dumoulin-Borie, Pietro Vo Dang Khoa e Vincenzo Nguyen The Diem

Sacerdoti e martiri

Nella città di Ð?ng H?i in Viet Nam, santi martiri Pietro Dumoulin-Borie, vescovo della Società per le Missioni Estere di Parigi, Pietro Võ Ðang Khoa e Vincenzo Nguy?n Th? Ði?m, sacerdoti, dei quali il primo fu decapitato, gli altri strangolati, per ordine dell’imperatore Minh M?ng.

Beato Luigi de la Pena

Martire mercedario

San Chenano di Duleek

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Memoria dei santi Andrea Dung Lac, sacerdote, e compagni, martiri. Con un’unica celebrazione si onorano centodiciassette martiri di varie regioni del Viet Nam, tra i quali otto vescovi, moltissimi sacerdoti e un gran numero di fedeli laici di entrambi i sessi e di ogni condizione ed età, che preferirono tutti patire l’esilio, il carcere, le torture e l’estremo supplizio piuttosto che recare oltraggio alla croce e rinnegare la fede cristiana. — Martirologio Romano