Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

giovedì 5 febbraio 2026 · Santo del giorno

Sant' Agata

Vergine e martire

Sant' Agata

Sant'Agata, vergine e martire vissuta nel terzo secolo, nacque a Catania nei primi decenni di quel secolo, presumibilmente nel 235, da una nobile famiglia cristiana. Fin dalla giovinezza scelse di consacrarsi interamente a Cristo, affrontando con intrepida fede le persecuzioni imperiali sotto Decio e il feroce rifiuto del proconsole Quinziano, che la sottopose a durissime prove e al martirio del taglio dei seni. Miracolosamente guarita in carcere dall'apostolo Pietro, compì la sua testimonianza terrena il 5 febbraio 251, suggellando una vita di purezza con il sacrificio estremo tra le fiamme.

La santa è ricordata e profondamente venerata in tutto il mondo cristiano, e in particolare a Catania, come patrona della città e potente protettrice contro le eruzioni vulcaniche, gli incendi e le avversità. Il suo culto antichissimo, attestato da reperti archeologici e arricchito da insigni basiliche romane e da tradizioni secolari, vive ancora oggi attraverso le solenni celebrazioni liturgiche e popolari di febbraio e agosto, durante le quali il prodigioso velo e le reliquie rinnovano la protezione celeste sulla comunità dei fedeli.

Leggi la vita completa →

Gli altri santi di oggi

Sant' Avito

Vescovo di Vienne

Sant'Avito visse tra il quinto e il sesto secolo e rifulse come una delle personalità più ragguardevoli della Chiesa delle Gallie. Nato ad Alvernia verso l'anno quattrocentocinquanta da una nobile famiglia senatoria imparentata con illustri figure del tempo, crebbe in un clima di profonda virtù e cultura. Dopo essere stato battezzato da san Mamerto ed essendosi sposato ed aver avuto figli, in età matura distribuì il suo patrimonio ai poveri per ritirarsi a vita monastica, prima di essere chiamato a succedere al padre come vescovo di Vienne.

Il suo episcopato fu segnato da uno zelo instancabile nella difesa della fede cattolica, nella cura dei poveri e nel contrasto alle eresie. Scrittore fecondo ed elegante, poeta di altissimo ingegno e pastore autorevole, guidò la comunità cristiana tra le complessità delle dominazioni barbariche e le tensioni scismatiche. Ricordato con venerazione il cinque febbraio, la tradizione liturgica e la storia ne conservano la memoria luminosa come baluardo della verità e guida saggia per l'intero episcopato gallico.

Continua a leggere →

Sant' Ingenuino (Genuino)

Vescovo di Sabiona

Sant'Ingenuino, venerato vescovo di Sabiona tra il sesto e il settimo secolo, rappresenta una figura cardine della fede nelle terre alpine. La sua esistenza si intrecciò con un periodo di profondi mutamenti storici, segnato dalle invasioni dei Longobardi e dei Bajuvari che lo costrinsero a lasciare la sua sede episcopale. La sua memoria è indissolubilmente legata alla difesa della dottrina, testimoniata dalla sua partecipazione al sinodo di Merano del cinquecento novanta e dalla sottoscrizione della lettera scismatica riguardante la disputa sui Tre Capitoli, che riflette le tensioni teologiche e politiche del suo tempo.

Il santo è ricordato oggi non soltanto per il suo ministero pastorale in un'epoca di precarietà, ma anche per il legame profondo che la sua figura mantiene con il territorio di Bressanone. La traslazione delle sue reliquie, avvenuta alla fine dell'undicesimo secolo per opera del vescovo Albuino, ha sancito la continuità della memoria episcopale tra l'antica Sabiona e la nuova sede. Sant'Ingenuino continua a essere invocato con devozione dai fedeli, specialmente come intercessore per le necessità dell'agricoltura e nei tempi di siccità, mantenendo viva una tradizione spirituale che attraversa i secoli.

Continua a leggere →

Sant' Albuino di Bressanone

Vescovo

La figura di Sant' Albuino di Bressanone si staglia nella storia della Chiesa come un punto di riferimento fondamentale per la vita diocesana, intrecciando il proprio cammino con la memoria dei predecessori. Vissuto tra il decimo e l'undicesimo secolo, questo pastore originario della Carinzia ha saputo guidare con prudenza e lungimiranza la comunità cristiana, segnando un passaggio epocale per l'organizzazione ecclesiastica del territorio. La sua opera rimane impressa nel tempo non solo per la cura pastorale, ma per la determinazione con cui seppe consolidare la presenza della Chiesa in un momento di grandi trasformazioni sociali e geografiche.

Egli è ricordato con gratitudine soprattutto per aver trasferito la sede episcopale da Sabiona a Bressanone verso la fine del decimo secolo, un atto che ha ridefinito il cuore pulsante della diocesi. Tale scelta non fu solo una questione logistica, ma un gesto di profonda venerazione, poiché egli volle portare con sé le reliquie di Ingenuino, custodendole nella nuova sede. Ancora oggi, la sua memoria liturgica ci invita a riflettere sulla fedeltà alle radici e sulla capacità di costruire prospettive durature per il bene comune, proteggendo il cammino dei fedeli nelle difficoltà, come attestato dalla sua intercessione invocata contro la siccità.

Continua a leggere →

Sant' Alice (Adelaide) di Vilich

Badessa

Sant'Alice, conosciuta anche come Adelaide di Vilich, visse nell'undicesimo secolo e lasciò una profonda impronta nella storia della Chiesa come saggia badessa e guida spirituale. Nacque intorno al 960, probabilmente nel castello di Geldern in Germania, e le date biografiche ufficiali indicano proprio la sua nascita in questa località tedesca e la sua morte avvenuta a Colonia il 5 febbraio del 1015. Cresciuta nella fede e nella dedizione allo studio, seppe guidare con grande prudenza ed energia decisionale due importanti monasteri, promuovendo la Regola di san Benedetto e distinguendosi per una straordinaria carità verso i poveri. La tradizione custodisce la memoria dei suoi doni mistici e dei miracoli avvenuti per sua intercessione.

Il culto per la santa iniziò subito dopo la morte e conobbe una grande diffusione, arrivando persino in Francia, dove il suo nome germanico Athalaid fu trasformato prima in Alis e poi latinizzato in Alicia. In campo cristiano la sua memoria liturgica si celebra il 5 febbraio, data in cui il Martirologio Romano la ricorda come prima badessa del monastero di Vilich e successivamente del monastero di Santa Maria di Colonia. Attorno alla sua figura e al nome con cui è universalmente nota si intrecciano anche curiosità linguistiche e storiche, che legano la sua eredità onomastica persino alla celebre opera letteraria scritta da Lewis Carroll, pseudonimo dello scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson vissuto tra il 1832 e il 1898.

Continua a leggere →

San Gesù Mendez Montoya

Sacerdote e martire

San Gesù Mendez Montoya è una figura luminosa del ventesimo secolo, ricordato come sacerdote e martire della Chiesa cattolica nel contesto della persecuzione religiosa in Messico. Nato in umili condizioni a Tarimbaro il 10 giugno 1880, visse un percorso segnato da grandi difficoltà personali, tra cui gravi episodi di esaurimento nervoso che affrontò con fede salda e terapie adeguate. La sua vita fu interamente spesa al servizio del Vangelo, dell'educazione e della cura spirituale dei fedeli, distinguendosi per una profonda devozione alla Madonna e per una costante attenzione alle opere sociali e parrocchiali. Durante la violenta persecuzione del generale Calles, decise di rimanere coraggiosamente accanto alla sua comunità a Valtierilla, continuando a celebrare l'eucaristia e ad amministrare i sacramenti in segreto, fino al supremo sacrificio della vita avvenuto il 5 febbraio 1928.

La sua testimonianza di dedizione sacerdotale e di amore per Cristo gli valse il riconoscimento del martirio. Beatificato il 22 novembre 1992, fu solennemente canonizzato da Giovanni Paolo II il 21 maggio 2000. Nel martirologio romano è ricordato come sacerdote e martire morto per il regno di Cristo, ed è invocato con fiducia come patrono celeste da quanti soffrono a causa dell'esaurimento e della depressione, avendo egli stesso sperimentato e superato il buio di questa prova grazie al coraggio e alla grazia divina.

Continua a leggere →

Beata Elisabetta Canori Mora

Madre di famiglia, terziaria trinitaria

La beata Elisabetta Canori Mora, vissuta nel corso del diciannovesimo secolo, fu una madre di famiglia e terziaria trinitaria romana che seppe trasformare il proprio focolare domestico in un autentico altare di immolazione e di amore misericordioso. Nata in una famiglia agiata e profondamente cristiana, Elisabetta affrontò un lunghissimo e doloroso matrimonio segnato da tradimenti, violenze e gravissime ristrettezze economiche, sopportando ogni prova con una mitezza eroica e una ferma fedeltà al sacramento. La sua esistenza fu un cammino di intensa ascesi spirituale, sostenuta dalla preghiera e culminata in profondi doni mistici, attraverso i quali la sua casetta divenne un rifugio di carità per i poveri e i sofferenti di Roma.

Ella è ricordata soprattutto per la sua dedizione totale alla salvezza spirituale del marito Cristoforo, le cui abitudini sregolate avevano condotto la famiglia sul lastrico. Custodendo nel cuore la certezza della grazia, Elisabetta seppe perdonare senza riserve e profetizzare la conversione dell'uomo che l'aveva fatta soffrire. Dopo la sua pia morte, avvenuta all'età di cinquant'anni, le sue preghiere trovarono mirabile compimento nella conversione radicale del coniuge, che divenne sacerdote francescano. La Chiesa cattolica ne ha solennemente riconosciuto la santità eroica, proclamandola beata insieme a Gianna Beretta Molla durante l'Anno Internazionale della Famiglia.

Continua a leggere →

San Luca di Demenna o d'Armento

San Luca nacque in Sicilia, a Demenna, nel territorio di Castrogiovanni, durante il decimo secolo. La tradizione storiografica, a partire dalle indicazioni di E. Santoro e ripresa successivamente da F. Ferrari, A. Agresta, G. Fiore, D. Martire e altri scrittori, indicò erroneamente Tauriana in Calabria come suo luogo di nascita. Lo stesso Santoro tramandò che i genitori del santo fossero Giovanni e Tedibia e che san Luca fosse fratello di san Fantino, noto quest'ultimo come uno dei maestri di san Nilo al Mercurion. La vita di san Luca si svolse nel segno di un intenso cammino di ascesi e di fede, segnato dalle prove storiche del suo tempo e dalle migrazioni imposte dalle persecuzioni dei Saraceni.

Il Martirologio lo ricorda in Basilicata come abate vissuto secondo gli insegnamenti dei Padri orientali, attestando che condusse un'intensa vita monastica dapprima in Sicilia e poi in vari luoghi a causa dell'invasione dei Saraceni. San Luca morì il 5 febbraio 995, assistito in punto di morte da san Saba di Collesano, e fu sepolto nella chiesa del monastero dei Santi Elia ed Anastasio del Carbone, fondato da lui stesso, dove ricevette culto pubblico.

Continua a leggere →

San Geniale

Martire

San Geniale è una figura luminosa che emerge dalla profondità dei primi secoli del cristianesimo, testimone silenzioso di una fede incrollabile che ha attraversato le ere fino a giungere a noi. Martire della Chiesa romana, egli rappresenta quel legame profondo tra l'antichità cristiana e la devozione dei secoli successivi, incarnando il sacrificio di chi ha offerto la propria vita per la testimonianza del Vangelo. La sua memoria, inizialmente celata nel silenzio delle Catacombe di San Lorenzo a Roma, è divenuta nel tempo un faro di speranza e un punto di riferimento spirituale per la comunità di Aiello Calabro.

Il santo è ricordato oggi come custode e protettore di questa terra calabrese, che ne ha accolto le reliquie nel diciassettesimo secolo con profonda venerazione. La sua figura non è soltanto un richiamo al passato glorioso dei martiri, ma un invito costante alla preghiera e alla protezione divina, specialmente nei momenti di prova. Attraverso il culto che lo circonda, San Geniale continua a unire i fedeli, ricordando a ciascuno la forza di una fedeltà che non teme il tempo e che trova, nel dono di sé, la pienezza della gloria eterna.

Continua a leggere →

Santi Martiri del Ponto

Nel Ponto, commemorazione di molti santi martiri nella persecuzione dell’imperatore Massimiano, i quali, alcuni cosparsi di piombo fuso, altri torturati con canne appuntite conficcate nelle unghie e straziati da vari e ripetuti supplizi, con la loro gloriosa passione ottennero dal Signore la palma e la corona.

San Saba il Giovane

Monaco

A Roma nel monastero di San Cesario, san Saba, detto il Giovane, monaco, che insieme al fratello san Macario, al tempo delle devastazioni saracene, diffuse instancabilmente per la Calabria e la Lucania la vita cenobitica.

Beata Francesca Meziere

Vergine e martire

A Laval in Francia, beata Francesca Mézière, vergine e martire, che si dedicò all’educazione dei fanciulli e alla cura dei malati e durante la rivoluzione francese fu uccisa in odio alla fede.

Beata Eulalia Pinos

Vedova

San Domiziano

Duca di Carinzia

San Vodale

Eremita e missionario

Beata Adelaide di Münster

Badessa

Beati Cristoforo da Pavia e Pietro da Perugia

Francescani

Dal Martirologio Romano

Memoria di sant’Agata, vergine e martire, che a Catania, ancora fanciulla, nell’imperversare della persecuzione conservò nel martirio illibato il corpo e integra la fede, offrendo la sua testimonianza per Cristo Signore. — Martirologio Romano