30 gennaio
Beata Aberilla
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e vita monastica
La tradizione che indica la Beata Aberilla come originaria del Bregenzerwald è considerata pienamente degna di fede dagli studiosi. Ella fiorì probabilmente all'inizio del secolo XII, inserendosi nel panorama religioso del suo tempo. La tradizione ritiene ugualmente degna di fede la notizia che essa visse come monaca o reclusa nel monastero di Mehrerau, situato sul lago di Costanza. Nelle vicinanze del monastero di Mehrerau, in quanto fondazione legata alla riforma di Hirsau, doveva certamente esistere anche un monastero femminile. La tradizione del monastero di San Giorgio in San Gallo indicava inoltre la Beata Aberilla come reclusa nella Cella di santa Viborada. Lo studioso Landolt ha avanzato l'ipotesi che la beata sia stata chiamata a Bregenz proprio per via ivi erigere un monastero femminile. Esiste tuttavia un'altra leggenda, secondo la quale Aberilla sarebbe stata nominata badessa di Mehrerau da San Gallo. Tale racconto leggendario sulla nomina da parte di San Gallo collocherebbe la sua vita nel secolo settimo. Questa leggenda del secolo settimo sembra tuttavia nata non prima del secolo sedicesimo, con lo scopo preciso di sostenere le pretese del monastero di essere un'antica fondazione di San Colombano o di San Gallo.
Il culto e la devozione
Il culto della Beata Aberilla, sebbene sia rimasto di carattere prevalentemente locale, incontrò subito i fervidi favori del popolo. Nel tempo furono diffuse tra i fedeli diverse immagini della beata, e il suo nome venne persino inserito nelle litanie della diocesi di Costanza. Secondo quanto annota lo studioso Haller, a Wohlfurt presso Bregenz si trovava una statua di Aberilla, e nella chiesa di Wohlfurt una delle due statue barocche che ornavano l'altare di Maria raffigurava proprio la beata.
Le spoglie mortali e le traslazioni
Il corpo della beata fu originariamente sepolto a Mehrerau nella basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La sepoltura iniziale avvenne in particolare dinnanzi all'altare di santa Caterina, e una memoria di questo sepolcro si trova documentata nell'anno 1650. Il corpo fu successivamente traslato dinnanzi all'altare di san Giovanni, dove rimase custodito fino alla fine del secolo diciottesimo. Questo sepolcro presso l'altare di san Giovanni divenne presto mèta di numerosi pellegrinaggi da parte dei devoti. Nel 1781 le ossa della beata furono trasportate nella cripta degli abati. Secondo l'interpretazione di Haller, il trasporto delle ossa avvenuto nel 1781 servì a interrompere il culto in attesa di una conferma ufficiale. Secondo altri storici, invece, la traslazione delle ossa del 1781 fu dettata principalmente dalle disposizioni del Giuseppinismo.
La vita
La vicenda terrena della Beata Aberilla si colloca nel dodicesimo secolo, un tempo in cui la ricerca di Dio trovava espressione in forme di vita radicale e profondamente interiori. Originaria della regione del Bregenzerwald, la Santa scelse di dedicare i propri anni al servizio divino, abbracciando una vocazione che la condusse nel monastero di Mehrerau. In questo luogo, ella visse come reclusa, una scelta ascetica che manifestava il desiderio di un colloquio ininterrotto e solitario con il Creatore. Tale forma di vita, pur nella sua apparente lontananza dal mondo, non fu priva di fecondità spirituale e comunitaria.
Le cronache e la tradizione locale associano il nome della Beata Aberilla anche alla fondazione di un monastero femminile situato a Bregenz. Questo possibile impegno di governo e di cura delle anime suggerisce una figura capace di coniugare il rigore della clausura con la sollecitudine verso l'edificazione di nuove realtà monastiche, volte a sostenere il cammino di altre donne consacrate. I suoi spostamenti tra Mehrerau, Bregenz e San Gallo delineano il profilo di una donna che, pur nel silenzio del suo stato di vita, ha tessuto relazioni spirituali significative all'interno del panorama religioso del suo tempo. La sua testimonianza rimane un pilastro di sobrietà, un esempio di come l'abbandono totale alla volontà di Dio possa tradursi in un'opera duratura, capace di superare i confini del tempo e di parlare ancora oggi al cuore dei fedeli che cercano, nel silenzio, il senso autentico dell'esistenza cristiana.
Il culto
La memoria della Beata Aberilla è stata custodita con particolare cura nei luoghi che videro il suo impegno spirituale. Dopo la sua morte, avvenuta a Mehrerau, le sue spoglie mortali trovarono riposo nella basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, un luogo sacro che ne ha protetto il ricordo attraverso il fluire dei secoli. La venerazione di cui è stata oggetto non si è mai spenta, trovando espressione nel profondo rispetto che la comunità monastica e i fedeli hanno sempre riservato alla sua tomba.
Un momento significativo nella storia della sua venerazione avvenne nell'anno mille settecento ottantuno, quando si procedette alla traslazione delle sue spoglie nella cripta degli abati, all'interno del monastero di Mehrerau. Questo gesto solenne ha confermato l'importanza della sua figura all'interno della tradizione locale, elevandola a un posto di onore accanto ai padri spirituali di quel luogo. Ancora oggi, ogni trenta gennaio, la memoria liturgica della Beata Aberilla invita i fedeli a riflettere sulla bellezza di una vita spesa nel nascondimento, ricordandoci che la vera grandezza risiede nella fedeltà quotidiana alla propria vocazione. La sua presenza, pur nel silenzio della cripta, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca conforto e ispirazione nel cammino verso la santità.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Aberilla?
La memoria liturgica della Beata Aberilla è ricordata il trenta gennaio.