Beata Aletta

Madre di s. Bernardo di Chiaravalle

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beata Aletta

Il cammino di una madre

La vita della Beata Aletta si è dispiegata con sobrietà e vigore spirituale a partire dal suo matrimonio con Tescelino il Sauro, celebrato quando lei aveva soltanto quindici anni. In un'epoca segnata da grandi trasformazioni, Aletta ha scelto di radicare la propria esistenza nella fedeltà al sacramento nuziale e nell'esercizio costante della carità cristiana. La sua casa, situata presso Fontaine-les-Dijon, non è stata solo un luogo di dimora, ma una vera scuola di vita dove il Vangelo veniva vissuto nell'accoglienza generosa dei poveri e nel soccorso premuroso verso i malati. In questo contesto, ella ha cresciuto sette figli, orientando il loro sguardo verso la contemplazione e la vita monastica, un impegno educativo che ha dato frutti abbondanti per tutta la Chiesa, in particolare attraverso la figura di San Bernardo.

La sua morte, avvenuta il primo settembre nei primi anni del dodicesimo secolo, ha segnato la conclusione di un pellegrinaggio terreno vissuto in umiltà. Nonostante la sua esistenza sia trascorsa lontano dalla notorietà, il profumo della sua santità è rimasto vivo nella memoria dei suoi discendenti e della comunità monastica. La successiva traslazione delle sue spoglie a Chiaravalle, nel corso del tredicesimo secolo, ha offerto ai monaci un segno tangibile del legame profondo tra la madre e il figlio, consolidando la venerazione verso una donna che ha saputo fare della propria maternità un atto di lode a Dio.

La memoria liturgica

Il ricordo della Beata Aletta attraversa i secoli con la delicatezza propria dei santi che hanno operato nel silenzio. La sua figura è stabilmente inserita nel calendario cistercense, che la celebra con affetto filiale in due date distinte: il diciannove marzo e il primo settembre. Queste ricorrenze liturgiche permettono ai fedeli di ripercorrere l'esempio di una donna che, pur non essendo formalmente canonizzata, riceve fin da tempi antichi il titolo di beata e l'onore degli altari nelle tradizioni locali.

La presenza delle sue reliquie a Chiaravalle rappresenta il fulcro del suo culto, un punto di riferimento per quanti desiderano invocare la sua intercessione in favore delle famiglie e delle vocazioni. La sollecitudine che Aletta manifestò in vita verso i bisognosi trova oggi eco nella preghiera di coloro che, guardando alla sua storia, vedono in lei un modello di carità operosa e di educazione cristiana. Celebrare la sua memoria significa accogliere l'invito a rendere la propria casa un luogo di santificazione, dove l'amore verso Dio si traduce, senza retorica, in un servizio umile e costante verso il prossimo.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Aletta?

La Beata Aletta viene commemorata il diciannove marzo e il primo settembre nei calendari cistercensi, oltre alla ricorrenza del quattro aprile.