4 aprile
Beata Aletta
Madre di s. Bernardo di Chiaravalle
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il transito e la memoria delle reliquie
Aletta morì il primo settembre di un anno compreso tra il 1105 e il 1110 nel luogo di Fontaine-les-Dijon. L'abate Geranno del monastero di San Benigno di Digione accolse il corpo nella cripta della chiesa e, sul sarcofago, fece scolpire le immagini dei suoi figli. Secondo i biografi, per cinque anni Aletta apparve spesso al figlio Andrea, e lo stesso San Bernardo fu sostenuto nel momento della conversione dall'apparizione della madre. Nel 1250 l'abate Stefano di Lexington trasferì il corpo di Aletta a Chiaravalle, e il diciannovesimo giorno di marzo del 1251 le spoglie furono deposte nella chiesa della celebre abbazia presso l'altare. Le reliquie riposarono a Chiaravalle fino alla Rivoluzione Francese, quando il monastero fu distrutto e le reliquie disperse.
Il culto e la venerazione
Aletta è venerata affettuosamente dal popolo, specialmente in Borgogna. Ella è stata inserita in vari menologi e calendari cistercensi con il titolo di beata, sebbene nel menologo cistercense del 1952 tale titolo sia stato sostituito con quello di venerabile. I Bollandisti hanno inserito Aletta tra i praetermissi al quarto giorno di aprile, dichiarando di attendere il giudizio definitivo della Chiesa. Viene ricordata nei calendari cistercensi il diciannovesimo giorno di marzo, giorno della traslazione, e il primo settembre, giorno della morte.
Il cammino di una madre
La vita della Beata Aletta si è dispiegata con sobrietà e vigore spirituale a partire dal suo matrimonio con Tescelino il Sauro, celebrato quando lei aveva soltanto quindici anni. In un'epoca segnata da grandi trasformazioni, Aletta ha scelto di radicare la propria esistenza nella fedeltà al sacramento nuziale e nell'esercizio costante della carità cristiana. La sua casa, situata presso Fontaine-les-Dijon, non è stata solo un luogo di dimora, ma una vera scuola di vita dove il Vangelo veniva vissuto nell'accoglienza generosa dei poveri e nel soccorso premuroso verso i malati. In questo contesto, ella ha cresciuto sette figli, orientando il loro sguardo verso la contemplazione e la vita monastica, un impegno educativo che ha dato frutti abbondanti per tutta la Chiesa, in particolare attraverso la figura di San Bernardo.
La sua morte, avvenuta il primo settembre nei primi anni del dodicesimo secolo, ha segnato la conclusione di un pellegrinaggio terreno vissuto in umiltà. Nonostante la sua esistenza sia trascorsa lontano dalla notorietà, il profumo della sua santità è rimasto vivo nella memoria dei suoi discendenti e della comunità monastica. La successiva traslazione delle sue spoglie a Chiaravalle, nel corso del tredicesimo secolo, ha offerto ai monaci un segno tangibile del legame profondo tra la madre e il figlio, consolidando la venerazione verso una donna che ha saputo fare della propria maternità un atto di lode a Dio.
La memoria liturgica
Il ricordo della Beata Aletta attraversa i secoli con la delicatezza propria dei santi che hanno operato nel silenzio. La sua figura è stabilmente inserita nel calendario cistercense, che la celebra con affetto filiale in due date distinte: il diciannove marzo e il primo settembre. Queste ricorrenze liturgiche permettono ai fedeli di ripercorrere l'esempio di una donna che, pur non essendo formalmente canonizzata, riceve fin da tempi antichi il titolo di beata e l'onore degli altari nelle tradizioni locali.
La presenza delle sue reliquie a Chiaravalle rappresenta il fulcro del suo culto, un punto di riferimento per quanti desiderano invocare la sua intercessione in favore delle famiglie e delle vocazioni. La sollecitudine che Aletta manifestò in vita verso i bisognosi trova oggi eco nella preghiera di coloro che, guardando alla sua storia, vedono in lei un modello di carità operosa e di educazione cristiana. Celebrare la sua memoria significa accogliere l'invito a rendere la propria casa un luogo di santificazione, dove l'amore verso Dio si traduce, senza retorica, in un servizio umile e costante verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Aletta?
La Beata Aletta viene ricordata nei calendari cistercensi il 19 marzo, giorno della traslazione delle reliquie, e il 1° settembre, giorno della sua morte.