4 aprile
San Francesco Marto
Fanciullo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e infanzia ad Aljustrel
San Francesco Marto nacque ad Aljustrel, frazione di Fatima, l'undici giugno millenovecentootto. Il suo nome in portoghese era Francisco Marto, e fu battezzato il venti giugno dello stesso anno. Egli era il penultimo degli undici figli di Emanuele Pietro Marto e Olimpia de Jesus, fratello di Giacinta e cugino di Lucia, quest'ultima figlia di un fratello della loro madre. Francesco crebbe in un ambiente familiare semplice e laborioso nel corso del ventesimo secolo. Lucia, nelle sue Memorie, descrisse Francesco come un bambino vivace ma non capriccioso e dotato di carattere pacifico. Nei giochi, se sorgeva qualche discussione, lui cedeva senza resistere, manifestando fin da piccolo una straordinaria soavità di costumi. Era un fanciullo di poche parole, che preferiva l'ascolto e la riflessione alle chiacchiere vane. Per fare la sua preghiera e offrire sacrifici, amava nascondersi persino dalla sorella Giacinta e dalla cugina Lucia, cercando il silenzio e la solitudine per raccogliersi nel colloquio con Dio. Quando andava a scuola, arrivando a Fatima, amava restare in chiesa vicino a Gesù. Diceva di non aver bisogno di imparare a leggere perché sarebbe andato presto in cielo, e chiedeva sempre di essere chiamato al ritorno da scuola, quasi presagendo la brevità del suo pellegrinaggio terreno. Francesco fu rapidamente consumato ancora fanciullo da una malattia, ma prima di quel momento la sua vita fu un cammino costante di fede e di offerta silenziosa.
La missione spirituale e le apparizioni
Nel millenovecentodiciassette, Francesco divenne il terzo protagonista delle apparizioni della Vergine Maria a Fatima. Durante i diversi incontri celesti, la dinamica della comunicazione si manifestò in modo particolare per ciascuno dei tre pastorelli. Giacinta udiva la voce della Madonna ma non parlava con lei, mentre Francesco non udiva per nulla la voce della Madonna durante le apparizioni, pur vedendo la Madre del Signore. Ciononostante, durante una di queste apparizioni, Lucia aveva chiesto alla Vergine di portare tutti e tre in cielo, e la Vergine rispose che avrebbe portato presto Giacinta e Francesco, mentre Lucia doveva restare ancora un po' di tempo nel mondo. Sapeva perfettamente che sarebbe morto presto grazie a queste parole celesti ricevute nell'apparizione del tredici giugno millenovecentodiciassette. Da quel momento, Francesco sentiva che la sua missione era pregare incessantemente secondo le intenzioni della Madonna. Aveva una speciale devozione all'Eucaristia e trascorreva molto tempo in chiesa ad adorare il Santissimo Sacramento, che chiamava con tenerezza Gesù nascosto. Ogni giorno recitava i quindici misteri del Santo Rosario, e spesso aggiungeva altri rosari per soddisfare i desideri della Vergine. Pregava per consolare Dio, onorare la Madre del Signore, suffragare le anime del Purgatorio e sostenere il Sommo Pontefice. Inoltre, la sua preghiera si estendeva alle necessità del mondo sconvolto dall'odio e dal peccato. Si sforzò con tutte le forze di incarnare il messaggio di preghiera e penitenza, proclamando il messaggio della Madonna più con le opere che con le parole. Rifulse per la perseveranza nelle avversità e nella fede e per la costanza nella preghiera, cercando ogni occasione per unirsi alla Passione di Cristo per la salvezza delle anime, la pace nel mondo e la crescita della Chiesa.
La malattia e la nascita al cielo
Alla fine del millenovecentodiciotto, Francesco fu colpito dall'epidemia di broncopolmonite della spagnola che flagellava la regione. La malattia lo rese così debole da non avere più la forza di recitare il Rosario. Nel febbraio millenovecentodiciannove le sue condizioni peggiorarono visibilmente e fu costretto a letto, dove fu assistito quasi sempre dalla sorella Giacinta. Durante la malattia Francesco si mostrò sempre allegro e contento. Rispondeva a Lucia, che era andata a trovarli dopo che i due bambini avevano mandato a chiamarla per riferirle che la Madonna era venuta a trovarli e aveva detto che sarebbe tornata a prendere Francesco, che soffriva abbastanza ma non importava, poiché soffriva per consolare il Signore e per andare presto in cielo. Il due aprile le sue condizioni si aggravarono ulteriormente e fu chiamato il parroco per la confessione. Francesco provava grande pena per il timore di morire senza poter ricevere la prima Comunione. Il parroco lo accontentò amministrandogli per la prima volta l'Eucaristia la sera del due aprile. L'indomani confidò a Giacinta di essere più felice di lei perché aveva Gesù nel suo cuore, e insieme a Giacinta si mise a recitare il santo Rosario dopo la comunione. A notte salutò Lucia dandosi un arrivederci in cielo. Disse alla madre di vedere una bella luce vicino alla porta e poi di non vederla più. Il suo volto si illuminò di un sorriso angelico, e spirò dolcemente senza agonia, contrazione o gemito alle dieci di sera del quattro aprile millenovecentodiciannove. Non aveva ancora compiuto undici anni al momento della morte, avvenuta ad Aljustrel, e fu sepolto nel cimitero parrocchiale.
Il culto, le traslazioni e la canonizzazione
La fama di santità di Francesco Marto si consolidò e accrebbe dopo la morte grazie ai fedeli esauditi dopo averlo invocato. I suoi resti mortali rimasero nel cimitero parrocchiale fino al tredici marzo millenovecentocinquantadue, data in cui le sue spoglie furono traslate nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima. Fu collocato nella cappella nel lato destro dell'altare maggiore della Basilica, mentre le spoglie di Giacinta erano state collocate nel lato opposto il primo maggio millenovecentocinquantuno, e quelle di Lucia dos Santos furono deposte accanto a Giacinta il diciannove febbraio duemilasei. Il tredici maggio millenovecentottantanove, in occasione del settantaduesimo anniversario della prima apparizione di Fatima, san Giovanni Paolo Secondo proclamò l'eroicità delle virtù di Francesco e Giacinta. Successivamente, san Giovanni Paolo Secondo approvò e promulgò l'autenticità di un miracolo attribuito all'intercessione di Francesco e Giacinta, e li proclamò Beati il tredici maggio duemila a Fatima, luogo delle apparizioni. La memoria liturgica di Francesco e Giacinta fu fissata al venti febbraio, giorno della nascita al cielo di Giacinta, ed è commemorato anche nel Martirologio. Il ventitré marzo duemiladiciassette papa Francesco approvò un ulteriore miracolo ottenuto per intercessione dei due beati pastorelli di Fatima. L'approvazione del secondo miracolo aprì la via alla canonizzazione dei due beati. La canonizzazione di Francesco fu fissata al tredici maggio duemiladiciassette nel corso del viaggio apostolico di papa Francesco per il primo centenario delle apparizioni.
La vita
San Francesco Marto nacque nel millenovecentootto ad Aljustrel, un piccolo borgo situato nel territorio di Fatima. La sua infanzia trascorse tra le mansioni quotidiane e la semplicità della vita rurale, fino a quando il corso della sua esistenza venne trasformato dall'evento delle apparizioni della Vergine Maria nel millenovecentodiciassette. In quel contesto, il giovane Francesco manifestò una particolare propensione alla preghiera e al silenzio, accogliendo il messaggio mariano con una docilità che ha segnato profondamente il suo breve percorso terreno.
La prova della sofferenza non tardò a manifestarsi quando, nel millenovecentodiciotto, fu colpito dalla grave epidemia di broncopolmonite che stava decimando la popolazione. Nonostante il progressivo indebolimento del corpo, il suo spirito conservò una lucidità e una serenità esemplari, rivolte costantemente verso il Cielo. Nei giorni che precedettero il suo ritorno alla casa del Padre, egli visse momenti di intensa preparazione spirituale, culminati nel dono della prima Comunione, ricevuta il due aprile del millenovecentodiciannove. Due giorni dopo, il quattro aprile, San Francesco Marto concluse la sua corsa terrena ad Aljustrel, lasciando una testimonianza di santità che ha travalicato i confini del tempo e del luogo. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la sua virtù attraverso la solenne canonizzazione presieduta da Papa Francesco, elevandolo agli onori degli altari come esempio luminoso per la cristianità universale e per le generazioni future.
Il culto
Il culto di San Francesco Marto si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, alimentato dalla devozione popolare verso i fanciulli di Fatima. La sua figura è invocata con particolare affetto come protettore dei pastorelli di Fatima, richiamando la semplicità della sua condizione originale e la purezza della sua testimonianza. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il venti febbraio, data che invita i fedeli a riflettere sulla missione profetica che gli fu affidata in tenera età.
Sebbene la ricorrenza del quattro aprile segni il giorno del suo transito al Cielo, la Chiesa ha fissato il momento della memoria comunitaria nel mese di febbraio, permettendo così di onorare la sua vita di preghiera e di sacrificio. I pellegrini che giungono a Fatima trovano in lui un intercessore silenzioso ma efficace, capace di guidare i cuori verso la contemplazione del mistero divino. La venerazione per questo giovane santo continua a crescere, alimentata dalla certezza che, anche nelle prove più dure della malattia e della fragilità fisica, sia possibile mantenere una comunione incrollabile con il Signore, offrendo la propria esistenza come preghiera incessante per il bene del mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Francesco Marto?
La memoria liturgica di San Francesco Marto si celebra il venti febbraio.
Nella località di Aljustrel vicino a Fatima in Portogallo, beato Francesco Marto, che, rapidamente consumato ancora fanciullo da una malattia, rifulse per la soavità dei costumi, la perseveranza nelle avversità e nella fede e la costanza nella preghiera. — Martirologio Romano