Beata Angèle-Marie (Jeanne) Littlejohn
Vergine e martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
Le origini e la giovinezza
Jeanne Littlejohn nacque a Tunisi, in Tunisia, il 22 novembre 1933. Suo padre si chiamava Guillaume Littlejohn ed era di origine maltese. In seconde nozze, Guillaume sposò l'italiana Viola Simone. Il nucleo familiare affrontò un grave lutto quando il padre morì nel 1941. Dopo la morte del padre, Jeanne e i suoi fratelli furono inseriti in collegi a Tunisi. L'unico fratello maschio fu accolto dalle Figlie della Carità, mentre le tre sorelle femmine furono accolte dalle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli. Crescendo in questo ambiente educativo, il 28 maggio 1948, all'età di quindici anni, Jeanne ricevette il sacramento della Cresima nella parrocchia del Sacro Cuore a Tunisi. In seguito, la giovane chiese di entrare nella congregazione delle suore che la ospitavano.
La formazione e la vita religiosa
Nel 1956 fu mandata a Lourdes per un anno al fine di vagliare la sua vocazione. Concluso il periodo di prova a Lourdes, fu ammessa al postulandato nella casa madre di Vénissieux, vicina a Lione. Al momento della vestizione religiosa assunse il nome di suor Angèle-Marie. Visse nella casa madre fino alla professione dei voti temporanei, avvenuta l'8 settembre 1959. Successivamente fu destinata al collegio femminile di Bouzareah, situato nella periferia di Algeri. A Bouzareah si occupava delle bambine più piccole e dell'insegnamento alle allieve più grandi. Sviluppò una notevole abilità nell'arte del pizzo tradizionale algerino. Nel 1964 fu trasferita presso la Scuola di arti industriali e decorative di Algeri, anche grazie alla sua perizia nel pizzo. L'8 settembre 1965 emesse i voti perpetui.
Il ministero e la vita in Algeria
Assieme a due consorelle della sua piccola comunità, visitava le famiglie delle studentesse. Si premurava di verificare i motivi delle assenze delle allieve e di garantire che venissero valutate equamente durante gli esami. Mostrava un carattere a volte ostinato. All'occorrenza condivideva apertamente la gioia delle donne algerine, le quali la invitavano alle nozze dove ballava ed emetteva i tipici trilli celebrativi. La popolazione del quartiere dimostrava affetto verso le suore, salutandole cordialmente per strada quando andavano al mercato. Le suore rispondevano ai saluti degli abitanti con affetto e un sorriso. Nel contesto algerino le intimidazioni verso gli stranieri divennero tuttavia sempre più frequenti. Di fronte ai pericoli, suor Angèle-Marie intensificò la preghiera quotidiana, la partecipazione alla Messa, il Rosario e il legame con la popolazione locale. La superiora generale interpellò le suore presenti in Algeria sulla volontà di rimanere o abbandonare il Paese. Suor Angèle-Marie decise di rimanere in Algeria per testimoniare Gesù, sostenuta dalla preghiera e affidandosi alla Vergine.
Il martirio e il riconoscimento
Il 3 settembre 1995 suor Angèle-Marie si recò a Messa presso le suore salesiane insieme alla sua superiora, suor Bibiane Leclercq. Le due religiose lasciarono la cappella delle salesiane alle ore 19 e 15 per rientrare nella loro abitazione. Mentre camminavano all'altezza del civico 92 di via Benlouzaïd, dirette al civico 105 dove risiedevano, furono affiancate e colpite da proiettili d'arma da fuoco. Nonostante le precauzioni adottate, le due suore erano state individuate e seguite da qualcuno. Le due Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli furono incluse nella causa di beatificazione di un gruppo di diciannove religiosi uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996 durante i cosiddetti anni neri. L'inchiesta diocesana per la causa si svolse ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco approvò il decreto che riconosceva il martirio dei diciannove religiosi. La cerimonia di beatificazione si tenne l'8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano. Il cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedette la beatificazione come inviato speciale del Papa.
Il cammino di una vita donata
Jeanne Littlejohn, nota con il nome religioso di Angèle-Marie, ha tracciato il solco della sua vocazione in un tempo segnato da grandi cambiamenti. Nata a Tunisi nel millenovecento trentatré, ha risposto con prontezza alla chiamata del Signore, intraprendendo il cammino di consacrazione. Nel millenovecento cinquanta sei, ha fatto il suo ingresso nel postulandato delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, iniziando un percorso di formazione che l'avrebbe portata a vivere in diverse località, tra cui Lourdes, Vénissieux e Bouzareah, luoghi in cui ha maturato la sua dedizione al prossimo. La pienezza di questo impegno si è manifestata l'otto settembre millenovecento sessantacinque ad Algeri, momento in cui ha emesso i voti perpetui, consacrandosi definitivamente al Signore all'interno della sua congregazione.
La missione di Angèle-Marie si è radicata profondamente nel suolo algerino. Con il passare degli anni, mentre il clima sociale e politico intorno a lei si faceva sempre più teso, la religiosa ha dovuto affrontare scelte decisive per la propria incolumità. Nonostante le crescenti minacce rivolte agli stranieri presenti nel paese, ella ha avvertito il richiamo a non abbandonare la sua comunità e il popolo che serviva. Questa scelta di restare non è stata dettata da ingenuità, ma da una profonda e serena adesione alla missione ricevuta. Il tre settembre millenovecento novantacinque, tale fedeltà è giunta al suo compimento tragico ma glorioso: Angèle-Marie è stata uccisa in un agguato ad Algeri. La sua morte ha suggellato un'intera esistenza spesa nel nascondimento e nell'obbedienza, trasformando il suo atto di coraggio in un seme di speranza per la Chiesa d'Algeria e per tutti coloro che guardano al suo esempio di dedizione totale.
La memoria liturgica
La Chiesa ha riconosciuto il valore del sacrificio della Beata Angèle-Marie Littlejohn attraverso il decreto di beatificazione emanato l'otto dicembre duemila diciotto da Papa Francesco. Il suo ricordo non è un semplice richiamo a un evento del passato, ma una luce che illumina la via del martirio quotidiano, inteso come fedeltà al Vangelo in ogni condizione di vita. La sua figura è intimamente legata al gruppo dei martiri d'Algeria, con i quali condivide la testimonianza di una fede che non arretra di fronte alla prova.
La memoria liturgica della Beata Angèle-Marie è stata fissata all'otto maggio, data in cui la Chiesa celebra unitamente tutti i martiri d'Algeria, riconoscendo in essi una coralità di testimonianza che trascende le singole storie individuali. La data del tre settembre, giorno del suo transito al cielo, rimane tuttavia un punto di riferimento fondamentale per la preghiera e la riflessione sul dono della sua vita. I fedeli sono invitati a guardare alla sua intercessione per chiedere la grazia della perseveranza e del coraggio di testimoniare la carità di Cristo anche in tempi di prova, restando saldi nella speranza che non delude mai.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Angèle-Marie?
La memoria liturgica della Beata Angèle-Marie è fissata all'8 maggio insieme agli altri martiri d'Algeria, mentre la sua nascita al cielo è avvenuta il 3 settembre.