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6 maggio

Beata Anna Rosa Gattorno

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini alla vita matrimoniale

La protagonista nacque a Genova il 14 ottobre 1831. Proveniva da una famiglia benestante, stimata e di profonda fede cristiana. Venne battezzata il giorno stesso della nascita nella parrocchia di San Donato con i nomi di Rosa Maria Benedetta. I suoi genitori si chiamavano Francesco e Adelaide Campanella. Ebbe cinque fratelli e sorelle. I genitori furono i principali educatori della sua vita morale e cristiana. A dodici anni ricevette il sacramento della Cresima nella chiesa di Santa Maria delle Vigne dal cardinale e arcivescovo Placido Tadini. In gioventù ricevette l'istruzione a domicilio, secondo l'uso delle famiglie agiate dell'epoca. Aveva un carattere sereno, amabile, incline alla pietà e alla carità, ma anche fermo. Riuscì a reagire con fermezza al clima politico e anticlericale del tempo, che coinvolse anche alcuni suoi familiari. All'età di 21 anni, il 5 novembre 1852, sposò il cugino Gerolamo Custo. Dopo il matrimonio si trasferì a Marsiglia. Un improvviso tracollo finanziario scombussolò la famiglia, che dovette tornare a Genova in condizione di povertà. La loro prima figlia, Carlotta, fu colpita da un malore improvviso che la rese sordomuta per sempre. Il marito Gerolamo cercò di fare fortuna all'estero, ma tornò a casa colpito da una grave malattia. Meno di sei anni dopo le nozze, il 9 marzo 1858, il marito morì lasciandola vedova con tre figli. Pochi mesi dopo la morte del marito, morì anche l'ultimo dei suoi figli.

La conversione e la nascita del carisma

Il susseguirsi di queste disgrazie segnò una svolta radicale nella sua vita, da lei definita come la sua conversione all'offerta totale di sé a Dio e al prossimo. Le prove e le sofferenze la rafforzarono nello spirito e la radicarono nella sua nuova vocazione. Sotto la guida spirituale del confessore don Giuseppe Firpo, emise i voti privati perpetui di castità e obbedienza nella festa dell'Immacolata del 1858. Nel 1861 emise anche il voto di povertà come terziaria francescana, ispirandosi a San Francesco d'Assisi. Nel 1862 ricevette il dono delle stimmate occulte, che percepiva con maggiore intensità nei giorni di venerdì. Continuò ad amare e ad accudire con tenerezza i figli superstiti senza trascurarli. Sviluppò una maggiore disponibilità verso la carità apostolica, dedicandosi ad assistere i poveri e i malati a domicilio e negli ospedali. Le Associazioni cattoliche di Genova cercarono di coinvolgerla nelle proprie attività. Nonostante il suo desiderio di vivere nel silenzio e nel nascondimento, il suo stile di vita evangelico fu notato da molti. Temendo di dover abbandonare i propri figli per seguire la sua vocazione, si dedicò alla preghiera, alla penitenza e alla richiesta di consigli spirituali. San Francesco da Camporosso, religioso cappuccino laico, la incoraggiò e la sostenne pur mostrandosi trepidante per le difficoltà che l'attendevano. Anche il suo confessore e l'Arcivescovo di Genova le offrirono sostegno e incoraggiamento. Sentendo forti i suoi doveri materni, cercò la conferma definitiva nella parola del papa Pio IX, sperando di essere sollevata dal compito di fondare una congregazione. Nell'udienza del 3 gennaio 1866, Papa Pio IX le ordinò di dare subito inizio alla nuova fondazione. Accettò il mandato papale come volontà di Dio. Superò l'opposizione dei suoi parenti e lasciò le opere caritatevoli di Genova, provocando il dispiacere del suo vescovo.

La fondazione e lo sviluppo delle Figlie di Sant'Anna

L'8 dicembre 1866 diede inizio a Piacenza alla nuova famiglia religiosa, denominata definitivamente Figlie di S. Anna, madre di Maria Immacolata. Il 26 luglio 1867 indossò l'abito religioso. L'8 aprile 1870 emise la professione religiosa solenne insieme a 12 consorelle. Nello sviluppo dell'Istituto fu affiancata da Padre Giovanni Battista Tornatore, dei Preti della Missione, che scrisse le Regole su sua richiesta e fu considerato cofondatore. Affidandosi alla Provvidenza, avviò la costruzione di quella che il Papa e lei stessa definivano l'Opera di Dio. Si dedicò con spirito materno a ogni forma di sofferenza e miseria morale o materiale, con l'intento di servire Gesù e di evangelizzare prima di tutto con l'esempio della propria vita. Sotto la sua guida nacquero varie opere caritative rivolte a poveri, malati di ogni tipo, anziani soli, bambini, persone abbandonate e giovani donne a rischio. Per le giovani a rischio previde una formazione adeguata e il successivo inserimento nel mondo del lavoro. Alla forma di vita originaria si aggiunse presto l'apertura di scuole popolari destinate ai figli dei poveri. Vennero avviate altre opere di promozione umano-evangelica rispondenti ai bisogni più urgenti dell'epoca. L'opera mantenne una presenza attiva nella realtà sia ecclesiale sia civile. Rosa Gattorno definiva le sue figlie spirituali 'Serve dei poveri e ministre di misericordia'. La fondatrice esortava le consorelle a considerare il servizio verso i fratelli come un segno di predilezione divina. Esortava le suore a compiere il loro servizio con amore e umiltà, ritenendosi le ultime e le più miserabili tra le creature al servizio della Chiesa. Nel 1876, a meno di dieci anni dalla fondazione, l'Istituto ottenne il Decreto di Lode. L'Istituto ricevette l'approvazione definitiva nel 1879. Le Regole dell'Istituto vennero approvate il 26 luglio 1892. Rosa Gattorno godeva di grande stima e apprezzamento da parte di tutti. A Piacenza collaborò con il vescovo monsignor Scalabrini, successivamente proclamato beato. La collaborazione con monsignor Scalabrini si svolse principalmente all'interno dell'Opera a favore delle Sordomute da lui fondata.

L'espansione missionaria e le opere a Roma e a Palermo

Nel 1878 inviò le prime Figlie di Sant'Anna in Bolivia. In seguito le Figlie di Sant'Anna vennero inviate anche in Brasile, Cile, Perù, Eritrea, Francia e Spagna. Iniziò la propria opera a Roma a partire dal 1873. A Roma organizzò scuole maschili e femminili per i poveri. A Roma istituì asili nido e un servizio di assistenza per i figli neonati delle operaie della Manifattura dei tabacchi. A Roma creò case di accoglienza per ex prostitute, donne di servizio e infermiere a domicilio. A Roma sorse la Casa generalizia dell'ordine, dotata di una chiesa annessa. Nel 1894, dopo essersi dedicata ai poveri e agli emarginati, estese la sua attenzione alle giovani delle famiglie più facoltose di Palermo. L'obiettivo di questo intervento a Palermo era offrire alle fanciulle un'educazione completa sul piano fisico, intellettuale, morale e religioso. A tale scopo fondò a Palermo l'Istituto di Educazione Sant'Anna. Al momento della sua morte aveva avviato complessivamente 368 case. Nelle case da lei fondate operavano 3500 suore.

Il transito e l'eredità spirituale

Nel febbraio del 1900 fu colpita da una grave influenza che portò a un rapido peggioramento delle sue condizioni di salute. Il suo organismo era indebolito da penitenze, viaggi frequenti ed estenuanti, una fitta corrispondenza, preoccupazioni e grandi dispiaceri. Il 4 maggio 1900 ricevette il Sacramento degli infermi. Il 6 maggio 1900, alle ore 9, morì nella Casa generalizia. Nacque a Genova il 14 ottobre 1831. Morì a Roma il 6 maggio 1900. La fame di santità che la circondava in vita si manifestò ampiamente alla sua morte e crebbe continuamente in tutto il mondo. Ha vissuto una triplice esperienza di vita come sposa e madre, vedova e infine religiosa-fondatrice. Con la sua missione al servizio dell'umanità e della diffusione del Regno, Rosa Gattorno ha reso onore alla dignità e al genio femminile. Si mantenne sempre fedele alla chiamata di Dio e fu riconosciuta come maestra di vita cristiana ed ecclesiale. Mantenne una costante attitudine materna verso i propri figli, verso le suore e verso i bisognosi, i sofferenti e gli infelici. Contemplò il volto di Cristo povero, piagato e crocifisso nella figura dei bisognosi e dei sofferenti. Dal suo carisma sono nate altre forme di vita evangelica: Suore di vita contemplativa, l'Associazione religiosa Sacerdotale, un Istituto secolare e un Movimento ecclesiale di laici. Queste realtà derivate dal suo carisma operano attivamente nella Chiesa in quasi tutto il mondo. Il Martirologio la cita come beata Anna Rosa Gattorno, religiosa, madre di famiglia e vedova. Il Martirologio ricorda che istituì le Figlie di Sant’Anna Madre di Maria Immacolata, dedicandosi ai malati, agli infermi e all'infanzia abbandonata.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Anna Rosa Gattorno?

La memoria liturgica della Beata Anna Rosa Gattorno si celebra il 6 maggio.

Quali istituzioni ha fondato la Beata Anna Rosa Gattorno?

Ha fondato la congregazione delle Figlie di Sant'Anna Madre di Maria Immacolata e ha avviato centinaia di case di accoglienza, scuole e opere caritative in tutto il mondo.

A Roma, beata Anna Rosa Gattorno, religiosa, che, madre di famiglia, rimasta vedova, si consacrò interamente al Signore e al prossimo e istituì le Figlie di Sant’Anna Madre di Maria Immacolata, adoperandosi in tutti i modi per i malati, gli infermi e l’infanzia abbandonata, nel volto dei quali contemplava Cristo povero. — Martirologio Romano