San Pietro Nolasco fu il fondatore dei Mercedari, l'insigne istituzione religiosa nata per la redenzione dei prigionieri cristiani nella penisola iberica durante il tredicesimo secolo. Nato all'incirca tra il 1182 e il 1189 in Francia, visse inizialmente nella regione della Linguadoca segnata dalla diffusione dell'eresia albigese, prima di trasferirsi a Barcellona in seguito alla perdita dei genitori e alla vendita delle sue proprietà. La sua esistenza si immerse profondamente nel dramma storico del suo tempo, quando circa la metà della Spagna si trovava sotto il dominio degli arabi musulmani che catturavano i cristiani per ridurli in schiavitù. Spinto da una carità operosa e confermato da una visione della Vergine Maria, Pietro consacrò ogni sua risorsa materiale e spirituale al riscatto di quanti rischiavano di perdere la propria fede, giungendo persino a offrirsi come ostaggio in terra d'Africa. La sua opera coraggiosa diede vita all'Ordine di Santa Maria della Mercede, strutturato con sapienza e sostenuto da figure come san Raimondo di Peñafort e il re Giacomo primo d'Aragona.
Ricordato per la dedizione incrollabile e per l'istituzione di una regola che esigeva la totale disponibilità al sacrificio cristiano, san Pietro Nolasco morì a Barcellona nel milleduecentoquarantanove dopo una vita spesa interamente al servizio degli ultimi e dei perseguitati. La sua venerazione si diffuse rapidamente con l'espansione dei conventi e delle opere assistenziali dell'Ordine, trovando conferma ufficiale da parte della Chiesa nel diciassettesimo secolo. Le città di Messina e Palermo lo custodiscono tuttora nella memoria liturgica e nella preghiera come loro illustre patrono, mentre la tradizione ne tramanda la luminosa testimonianza di fede vissuta sino alle estreme conseguenze. La sua memoria liturgica si celebra il sei di maggio, ricordando un uomo che seppe tradurre l'amore evangelico in un concreto riscatto di libertà e di speranza cristiana.