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mercoledì 6 maggio 2026 · Santo del giorno

San Pietro Nolasco

Fondatore dei Mercedari

San Pietro Nolasco

San Pietro Nolasco fu il fondatore dei Mercedari, l'insigne istituzione religiosa nata per la redenzione dei prigionieri cristiani nella penisola iberica durante il tredicesimo secolo. Nato all'incirca tra il 1182 e il 1189 in Francia, visse inizialmente nella regione della Linguadoca segnata dalla diffusione dell'eresia albigese, prima di trasferirsi a Barcellona in seguito alla perdita dei genitori e alla vendita delle sue proprietà. La sua esistenza si immerse profondamente nel dramma storico del suo tempo, quando circa la metà della Spagna si trovava sotto il dominio degli arabi musulmani che catturavano i cristiani per ridurli in schiavitù. Spinto da una carità operosa e confermato da una visione della Vergine Maria, Pietro consacrò ogni sua risorsa materiale e spirituale al riscatto di quanti rischiavano di perdere la propria fede, giungendo persino a offrirsi come ostaggio in terra d'Africa. La sua opera coraggiosa diede vita all'Ordine di Santa Maria della Mercede, strutturato con sapienza e sostenuto da figure come san Raimondo di Peñafort e il re Giacomo primo d'Aragona.

Ricordato per la dedizione incrollabile e per l'istituzione di una regola che esigeva la totale disponibilità al sacrificio cristiano, san Pietro Nolasco morì a Barcellona nel milleduecentoquarantanove dopo una vita spesa interamente al servizio degli ultimi e dei perseguitati. La sua venerazione si diffuse rapidamente con l'espansione dei conventi e delle opere assistenziali dell'Ordine, trovando conferma ufficiale da parte della Chiesa nel diciassettesimo secolo. Le città di Messina e Palermo lo custodiscono tuttora nella memoria liturgica e nella preghiera come loro illustre patrono, mentre la tradizione ne tramanda la luminosa testimonianza di fede vissuta sino alle estreme conseguenze. La sua memoria liturgica si celebra il sei di maggio, ricordando un uomo che seppe tradurre l'amore evangelico in un concreto riscatto di libertà e di speranza cristiana.

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Gli altri santi di oggi

Beato Bartolomeo Pucci-Franceschi

Sacerdote dei Frati Minori

Il Beato Bartolomeo Pucci-Franceschi è una figura singolare nella storia della Chiesa, poiché ha saputo vivere pienamente prima la vocazione coniugale come sposo e padre, e successivamente quella religiosa come sacerdote dei Frati Minori. Vissuto tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo nella città toscana di Montepulciano, egli apparteneva a una nobile famiglia radicata nel territorio fin dal dodicesimo secolo, nota per l'agiatezza e per la generosa dedizione ai poveri durante le carestie. La sua esistenza si è compiuta attraverso un radicale mutamento di stato, guidato dalla chiamata interiore alla povertà evangelica e alla sequela del modello di Francesco d'Assisi.

Oggi la memoria liturgica del beato Bartolomeo Pucci-Franceschi si celebra il sesto giorno di maggio, data che coincide con il suo transito verso la vita eterna avvenuto nel millesimo trecentotrenta. Il culto a lui tributato è stato confermato nel millesimo ottocento ottanta da Papa Leone XIII, a suggello di una testimonianza di santità che ha attraversato i secoli e che continua a essere custodita con devozione nella chiesa di Sant'Agostino a Montepulciano, dove riposano le sue reliquie.

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Beata Anna Rosa Gattorno

La Beata Anna Rosa Gattorno, nata nel diciannovesimo secolo, ha vissuto una straordinaria triplice esperienza di vita come sposa e madre, come vedova e infine come religiosa e fondatrice. Nata a Genova nel mese di ottobre del milleottocentotrentuno da una famiglia benestante e di profonda fede, seppe trasformare i dolori e le prove più aspre della sua esistenza in un cammino di totale offerta di sé a Dio e al prossimo. Sotto la guida della Provvidenza e con l'incoraggiamento della Chiesa, diede vita a una grande famiglia religiosa dedita all'amore operoso verso i più deboli e gli emarginati.

Ricordata con profonda venerazione per la sua dedizione instancabile ai poveri, ai malati e all'infanzia abbandonata, la Beata Anna Rosa Gattorno ha esteso la sua opera caritatevole in Italia e nel mondo, fondando centinaia di case e istituzioni educative e assistenziali. La sua vita si concluse a Roma nel maggio del millenovecento, lasciando un'eredità spirituale viva e feconda che continua a operare nella Chiesa attraverso le sue figlie spirituali e le numerose realtà nate dal suo carisma.

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Beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostynski

Sacerdoti e martiri

Nel corso del ventesimo secolo, la Chiesa cattolica ha custodito la memoria luminosa di una moltitudine di testimoni della fede, tra i quali spiccano i beati sacerdoti e martiri Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński. Essi sono ricordati per aver offerto la propria vita durante la persecuzione scaturita dall'occupazione nazista tedesca in Polonia, un tragico periodo compreso tra il 1939 e il 1945 che causò milioni di vittime civili, colpendo profondamente anche il clero e i religiosi. La loro immane testimonianza di fedeltà a Cristo si inserisce nel grande gruppo dei centootto martiri polacchi, beatificati da Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 a Varsavia nel corso del settimo viaggio apostolico del pontefice in terra polacca. Questi martiri provenivano da diciotto diocesi, dall'Ordinariato Militare e da ventidue famiglie religiose, rappresentando una schiera variegata di vescovi, sacerdoti diocesani e religiosi, seminaristi, fratelli professi, religiose e laici. Sulla base delle notizie raccolte e delle testimonianze, il primo processo diocesano fu aperto il 26 gennaio 1992 dal vescovo di Wloclawek, luogo in cui il maggior numero di vittime subì il martirio. Confluirono successivamente altri processi che portarono il numero dei Servi di Dio dai novantadue iniziali a centootto. Dopo aver subito torture, maltrattamenti e prigionia, quasi tutti questi servi fedeli morirono nei campi di concentramento come Dachau, Auschwitz, Stutthof, Ravensbrück e Sachsenhausen, affrontando la morte per la fede tramite la camera a gas, la decapitazione, la fucilazione, l'impiccagione o il pestaggio.

La figura di San Beato Enrico Kaczorowski emerge con particolare intensità spirituale e umana all'interno di questo doloroso capitolo della storia europea. Nato il 10 ottobre 1888 a Briezwienna, nel distretto di Kolo in Polonia, entrò all'età di vent'anni nel seminario di Wloclawek. Nel 1913 iniziò i corsi di perfezionamento in teologia presso l'Accademia di Teologia di Pietroburgo e fu ordinato sacerdote il 13 giugno 1914. A causa della Prima Guerra Mondiale poté riprendere gli studi solo nel 1918, conseguendo infine il dottorato in Teologia nel 1922. Tornato a Wloclawek, svolse un fecondo ministero come docente di teologia morale al Seminario, direttore del liceo vescovile, redattore della rivista Ateneo Sacerdotale e, dal 1928, come Rettore del Seminario, distinguendosi come modello di spiritualità sacerdotale e uomo di Dio e della Chiesa. In seguito all'invasione nazista della Polonia del primo settembre 1939, nonostante l'occupazione della città, rimase nel Seminario con altri professori per proseguire l'insegnamento. Arrestato il sette novembre 1939 e trasferito nel campo di concentramento di Ląd, fu poi deportato nell'aprile del 1941 nel campo di concentramento di Dachau, in Germania. Debilitato fisicamente, fu destinato al blocco invalidi e condotto alla camera a gas il 6 maggio 1942, giorno in cui compì il suo sacrificio terreno presso Monaco di Baviera. Prima di morire, raccomandò agli amici di accettare la volontà di Dio, chiese preghiere per rimanere forte e promise di pregare per loro in cielo. Il Martirologio attesta che i beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński persero la vita insieme in quel luogo di sofferenza, suggellando con il sangue la propria dedizione al Signore.

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Beata Maria Caterina Troiani

Vergine e fondatrice

La Beata Maria Caterina Troiani, al secolo Costanza Troiani, nacque a Giuliano di Roma il diciannove gennaio mille ottocentotredici da una famiglia benestante e visse la prima infanzia durante il periodo della dominazione napoleonica. Rimasta orfana di madre all'età di sei anni, fu accolta nel Conservatorio delle Monache della Carità a Ferentino, un istituto di regola francescana dove crebbe praticando la clausura episcopale e dedicandosi alla preghiera e alla lettura delle biografie dei santi.

Vestito l'abito monastico nel mille ottotonove e assunta la nuova identità religiosa, spese la sua vita tra la cura della comunità originaria e l'espansione missionaria in Egitto, dove fondò un'opera immenso per l'educazione delle fanciulle, il riscatto delle bambine e l'assistenza all'infanzia abbandonata. Guida sapiente e tenace fino alla morte avvenuta al Cairo il sei maggio mille ottotrentasette, fu proclamata beata da papa Giovanni Paolo il quattordici aprile mille nove ottantacinque ed è ricordata come la Mamma bianca da cristiani e musulmani.

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San Francesco de Montmorency-Laval

Vescovo

San Francesco de Montmorency-Laval visse nel diciassettesimo secolo, spendendo la propria esistenza al servizio della Chiesa come primo vescovo di Québec e fondatore della sede episcopale in una vasta regione dell'America del Nord che si estendeva fino al golfo del Messico. Nato il trenta aprile 1623 a Montigny-sur-Avre, nella diocesi di Chartres, da una delle più importanti famiglie francesi, crebbe in un ambiente profondamente cristiano grazie all'educazione impartitagli dai genitori, Hugo de Laval e Michaela de Pericord. La sua vocazione si sviluppò attraverso un cammino rigoroso di studi presso i Gesuiti nel Collegio di La Flèche e successivamente al Collegio di Clermont a Parigi, dove completò la teologia dopo aver assunto le responsabilità di capofamiglia in seguito alla scomparsa dei fratelli maggiori. Ordinato sacerdote il primo maggio 1647, avviò un intenso ministero che lo condusse dapprima a incarichi diocesani di rilievo in Francia e in seguito alla chiamata per le missioni d'oltremare, dapprima designate per il Tonchino e poi indirizzate stabilmente verso la Nuova Francia.

La sua opera apostolica nel continente americano, durata oltre trent'anni, impresse una svolta decisiva alla crescita e alla strutturazione della Chiesa cattolica in Canada. San Francesco de Montmorency-Laval seppe coniugare il governo pastorale con una dedizione totale ai poveri, ai malati e alle popolazioni indigene, opponendosi allo sfruttamento e lottando contro il commercio di alcolici. Uomo di profonda preghiera, di mortificazione e di povertà volontaria, resse la diocesi con fermezza difendendola dal gallicanesimo e promuovendo la nascita di istituzioni educative e religiose fondamentali, tra cui il Seminario di Québec. Riconosciuto come il quarto beato proclamato da papa Giovanni Paolo II all'inizio del suo pontificato nel millenovecento ottanta, fu proclamato santo da papa Francesco nel ventiquattordici mediante canonizzazione equipollente. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il sei maggio, giorno della sua pia morte avvenuta nel diciassettecentootto a Québec, dove le sue reliquie riposano nella basilica-cattedrale dedicata a Notre-Dame.

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Beata Jutta (Giuditta) di Sangerhausen

Vedova

La beata Jutta, conosciuta in lingua italiana come Giuditta, visse nel corso del tredicesimo secolo e la sua figura rimane legata in modo indissolubile alla storia e alla fede della Prussia. Nata all'inizio del secolo nelle vicinanze di Sangerhausen, in Turingia, la sua esistenza fu segnata sin dalla prima infanzia da particolari grazie divine, che ne orientarono i passi verso una profonda dedizione spirituale. In seguito a una visione straordinaria, Jutta decise di sposarsi e divenne la moglie di un cavaliere che apparteneva al seguito del langravio Enrico di Raspe. Questa unione terrena fu tuttavia breve, poiché alcuni anni dopo il matrimonio il consorte morì mentre si trovava in pellegrinaggio in Terra Santa. Rimasta vedova, Jutta impiegò il proprio tempo nella preghiera e nell'assistenza eroica dei lebbrosi, prima di compiere il passo decisivo che l'avrebbe condotta verso terre lontane.

La seconda parte della sua vita si svolse nella Prussia Orientale, un territorio che in quel periodo era da poco divenuto feudo dell'Ordine Teutonico. Qui la beata visse in solitudine e preghiera a favore delle popolazioni che erano state convertite da poco tempo, offrendo conforto, assistenza e cure mediche ai neofiti e occupandosi anche delle infermità più gravi. Questa permanenza in Prussia di una donna originaria della Turingia costituisce ancora oggi per gli storici un elemento di grande interesse per analizzare i rapporti intercorsi all'epoca tra le due regioni. La data precisa della sua morte rimane incerta, ma la tradizione e le fonti concordano nel ritenerla avvenuta il 6 maggio 1255 a Kulmsee, nel giorno della vigilia dell'Ascensione. La memoria della beata Jutta è giunta sino a noi attraverso le vicende storiche del suo culto, le successive ricognizioni del sepolcro e la stesura di antiche biografie che ne custodiscono la testimonianza di carità.

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Beato Pietro I di Tarantasia

Vescovo

Nella storia della Chiesa si annoverano tre figure originarie della Savoia e note con il nome di Pietro di Tarantasia, tutte insignite degli onori degli altari. Tra queste spicca il beato Innocenzo V, al secolo anch'egli Pietro di Tarantasia, il quale guidò la Chiesa cattolica per un breve periodo di quattro mesi, dal ventidue febbraio al ventidue giugno 1276, e la cui memoria liturgica ricorre il ventitré giugno. Gli altri due beati omonimi ricoprirono la carica di arcivescovo nella Tarentaise, regione della Savoia con sede vescovile a Moutiers. Il primo in ordine di tempo è il beato Pietro I, nato nella seconda metà dell'undicesimo secolo.

Pietro I fu tra i primi monaci ad aderire all'ordine cistercense, sostenuto dai legami di amicizia con Stefano Harding, Roberto e san Bernardo di Clairvaux. La sua vita fu interamente spesa al servizio della fede e della riforma monastica, fondando abbazie e assumendo la guida pastorale della diocesi. Egli è deceduto nell'anno 1140 ed è stato inumato nella cattedrale di Moutiers, lasciando un'eredità di profonda austerità evangelica e di fedeltà alla Sede Apostolica.

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Santi Mariano e Giacomo

Martiri di Lambesa

I santi Mariano e Giacomo sono ricordati come luminosi martiri cristiani che affrontarono la persecuzione nel terzo secolo in Africa settentrionale, offrendo la loro vita per testimoniare la fede in Cristo. La loro memoria liturgica, unita a quella di un vasto gruppo di compagni tra cui vescovi, sacerdoti, laici e vergini, continua a ispirare i fedeli per la fermezza e la dedizione dimostrate durante le persecuzioni imperiali romane.

La tradizione e le fonti storiche tramandano il loro sacrificio attraverso una preziosa Passio redatta da un testimone oculare e compagno di prigionia. Il culto di questi martiri di Lambesa e Cirta trovò profonda radice anche in Italia, in particolare nella città di Gubbio, dove le loro sacre reliquie furono traslate nei secoli passati e venerate con grande intensità lungo tutto il Medioevo e fino ai giorni nostri.

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San Venerio di Milano

Vescovo

A Milano, san Venerio, vescovo, che, discepolo e diacono di sant’Ambrogio, inviò chierici in aiuto ai vescovi d’Africa e si prese cura di san Giovanni Crisostomo mentre si trovava in esilio.

Santa Benedetta di Roma

Vergine

A Roma, santa Benedetta, vergine, che, monaca, come racconta il papa Gregorio Magno, trovò pace in Dio, come ella stessa aveva chiesto, trenta giorni dopo la morte di santa Galla, dalla quale era amata più di tutte le altre.

Sant' Edberto di Lindisfarne

Vescovo

A Lindisfarne in Northumbria, nell’odierna Inghilterra, sant’Edberto, vescovo, che succedette a san Cutberto e rifulse per la conoscenza delle Scritture, l’osservanza dei precetti divini e soprattutto la generosità nelle elemosine.

San Lucio di Cirene

Vescovo

Commemorazione di san Lucio di Cirene, che negli Atti degli Apostoli è annoverato tra i profeti e dottori della Chiesa che era in Antiochia.

Beati Edoardo Jones e Antonio Middleton

Martiri

A Londra in Inghilterra, beati Edoardo Jones e Antonio Middleton, sacerdoti e martiri, che sotto la regina Elisabetta I per il loro sacerdozio furono appesi alla forca alle porte delle loro abitazioni e poi fatti a pezzi con la spada.

Beato Ponzio de Barellis

Mercedario

Beati Pietro de Tornamira e Guglielmo Tandi

Mercedari

San Protogene di Harran

Vescovo

Santa Sennara

Vedova gallese

Santa Inneen

Vergine irlandese

Dal Martirologio Romano

A Barcellona in Spagna, san Pietro Nolasco, sacerdote, che, insieme a san Raimondo di Penyafort e a Giacomo I re di Aragona, si ritiene abbia fondato l’Ordine della Beata Maria della Mercede per il riscatto degli schiavi; durante la dominazione degli infedeli si adoperò alacremente con fatica e dedizione per ristabilire la pace e liberare i cristiani dal giogo della schiavitù. — Martirologio Romano