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6 maggio

Beata Jutta (Giuditta) di Sangerhausen

Vedova

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

La beata Jutta nacque all'inizio del tredicesimo secolo nelle vicinanze di Sangerhausen, nella regione della Turingia. Fin dalla prima infanzia, la sua anima fu toccata da particolari grazie divine che ne prepararono il cammino spirituale. In seguito a una visione straordinaria ricevuta dal cielo, Jutta prese la decisione di contrarre matrimonio e divenne la sposa di un cavaliere che faceva parte del seguito del langravio Enrico di Raspe. La vita coniugale fu interrotta quando il consorte morì durante un pellegrinaggio in Terra Santa. Una volta rimasta vedova, ella scelse di abbandonare i beni del mondo per dedicarsi intensamente alla preghiera e all'assistenza eroica dei lebbrosi, offrendo loro un soccorso che andava oltre il semplice aiuto materiale e toccava la dimensione della compassione cristiana.

Il servizio in Prussia e il transito

Negli anni seguenti, Jutta lasciò la sua terra d'origine e si trasferì nella Prussia Orientale, un territorio che a quel tempo era da poco divenuto feudo dell'Ordine Teutonico. In questa regione si dedicò a una vita di solitudine e preghiera a favore delle popolazioni convertite di recente alla fede cristiana. La donna fornì conforto, assistenza e cure mediche ai neofiti, occupandosi con dedizione anche delle infermità più gravi e dolorose. Per gli storici, la permanenza in Prussia di una donna originaria della Turingia costituisce un elemento d'interesse di grande rilievo per analizzare i rapporti e gli scambi dell'epoca tra le due regioni. La data precisa del decesso è incerta, ma la tradizione ritiene che sia avvenuta il 6 maggio 1255 a Kulmsee, in Prussia, nel giorno della vigilia dell'Ascensione.

Le fonti storiche e le vicende del culto

Subito dopo la scomparsa di Jutta, il vescovo di Kulmsee approvò ufficialmente il culto locale della beata. Nel 1275 il clero del posto trasmesse a Roma un'Informazione Canonica per ottenere la canonizzazione formale della pia donna, la quale tuttavia non risulta essere mai stata concessa dalla Santa Sede. La più antica biografia della beata venne stesa in lingua polacca nella prima metà del diciassettesimo secolo dal gesuita padre Federico Schembek. Per la redazione di quest'opera, padre Schembek si servì di una documentazione canonica risalente proprio al 1275, un'epoca che risultava quasi coeva alla vita della santa. La venerazione per la beata scemò progressivamente nel corso degli anni, per poi essere ripristinata nel 1636 per iniziativa del vescovo Giovanni Lipski. Il quindici dicembre 1637 il vescovo Lipski promosse una ricognizione canonica del sepolcro situato nella cattedrale di Kulmsee, ma le spoglie mortali non vennero purtroppo rintracciate. Nonostante ciò, nel diciassettesimo secolo, accanto alla tomba era ancora visibile un dipinto antico recante un'iscrizione che proclamava santa Jutta patrona della Prussia.

Domande frequenti

Quando si festeggia la beata Jutta?

La beata Jutta viene commemorata il 6 maggio, giorno tradizionalmente legato alla sua memoria liturgica.

Di cosa è patrona la beata Jutta?

La beata Jutta è ricordata come la patrona della regione storica della Germania settentrionale denominata Prussia.