6 maggio
Beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostynski
Sacerdoti e martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il cammino sacerdotale
Il percorso ecclesiale del beato Enrico Kaczorowski si radicò profondamente nella terra di Polonia. Nato nel 1888 a Briezwienna, nel distretto di Kolo, coltivò fin da giovane la vocazione al ministero ordinato. All'età di vent'anni varcò la soglia del seminario di Wloclawek per iniziare la sua formazione intellettuale e spirituale. Nel 1913 si trasferì all'Accademia di Teologia di Pietroburgo per iniziare i corsi di perfezionamento in teologia. La sua ordinazione sacerdotale fu celebrata il tredici giugno 1914. Gli eventi storici interruppero presto la sua quiete accademica, poiché a causa della Prima Guerra Mondiale poté riprendere i suoi studi soltanto nel 1918. Con tenacia e amore per la verità teologica, portò a compimento il suo iter di studi conseguendo il dottorato in Teologia nel 1922. Rientrato stabilmente a Wloclawek, mise i suoi talenti al servizio della comunità ecclesiale come docente di teologia morale nel Seminario diocesano e assumendo l'incarico di direttore del liceo vescovile. La sua voce si fece inoltre apprezzare attraverso l'impegno editoriale come redattore della rivista Ateneo Sacerdotale. Nel 1928 la diocesi gli affidò la guida del Seminario di Wloclawek in qualità di Rettore. Quanti lo conobbero lo descrissero concordemente come un autentico modello di spiritualità sacerdotale, un uomo interamente dedito a Dio e alla Chiesa, capace di guidare i giovani seminaristi con la parola e con l'esempio di una vita retta.
La persecuzione e il martirio
La Seconda Guerra Mondiale sconvolse l'Europa e la Polonia a partire dal primo settembre 1939, travolta dall'invasione nazista. Nonostante l'occupazione tedesca della città di Wloclawek avesse creato un clima di costante pericolo, il rettore Enrico Kaczorowski decise di rimanere nel Seminario insieme ad altri professori per assicurare la continuità dell'insegnamento e la vicinanza ai giovani. Questa coraggiosa scelta di fedeltà al proprio compito pastorale durò poche settimane, poiché il sette novembre 1939 fu tratto in arresto dalle forze d'occupazione. Dopo la cattura fu inizialmente trasferito nel campo di concentramento di Ląd. Nel mese di aprile del 1941 subì una nuova e definitiva deportazione nel famigerato campo di concentramento di Dachau, in Germania, situato nei pressi di Monaco di Baviera. Le dure condizioni di vita e le privazioni ne minarono rapidamente la costituzione fisica, al punto che il sacerdote fu destinato al blocco riservato agli invalidi. Il tragico epilogo giunse il sei maggio 1942, quando fu condotto alla camera a gas dove concluse santamente la sua esistenza terrena. Prima di affrontare il martirio, don Enrico rivolse parole di profonda edificazione ai suoi compagni di prigionia, esortandoli ad accettare la volontà di Dio, domandando il sostegno della preghiera per rimanere saldo nella fede e promettendo la sua intercessione dal cielo. Il Martirologio attesta solennemente che i beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński affrontarono la morte nella medesima circostanza di persecuzione e di odio contro la fede in Cristo.
Il contesto dei centootto martiri
Il sacrificio del beato Enrico Kaczorowski si inserisce nell'ampio e doloroso quadro della persecuzione sistematica scatenata dal regime nazista contro la Chiesa cattolica in Polonia tra il 1939 e il 1945. L'odio razziale e ideologico del nazismo provocò la morte di oltre cinque milioni di civili polacchi, e tra di essi figurava un numero elevatissimo di religiosi, sacerdoti, vescovi e laici cattolici impegnati nella testimonianza evangelica. Per rendere giustizia a questa moltitudine di testimoni, furono istruiti vari processi di beatificazione basati sulle notizie e sulle testimonianze raccolte nel tempo. Il percorso canonico prese ufficialmente avvio il ventisei gennaio 1992, quando il vescovo di Wloclawek aprì il primo processo diocesano nella regione che aveva registrato il maggior numero di vittime del clero. In seguito, in questo primo procedimento confluirono altri processi minori, facendo lievitare il numero dei Servi di Dio considerati dai novantadue iniziali fino a centootto. Questa grande schiera di martiri fu suddivisa in quattro gruppi principali in base allo stato di vita: vescovi, clero diocesano, famiglie religiose maschili e femminili, e infine i laici. Tra i martiri che subirono torture, maltrattamenti e prigionia, la quasi totalità trovò la morte nei campi di sterminio e di concentramento nazisti, tra cui Dachau, Auschwitz, Stutthof, Ravensbrück e Sachsenhausen, attraverso metodi disumani che inclusero la camera a gas, la decapitazione, la fucilazione, l'impiccagione e il pestaggio a morte da parte delle guardie. La memoria liturgica di questi beati viene celebrata individualmente nel giorno del rispettivo transito terreno.
Il cammino sacerdotale
Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostynski hanno incarnato, nel corso del ventesimo secolo, la dedizione profonda che lega il sacerdote alla propria terra e al popolo di Dio. Il cammino di Enrico è iniziato con la sacra ordinazione, ricevuta il tredici giugno del millenovecentoquattordici a Pietroburgo, città che segnò i suoi primi passi nel ministero. La sua missione lo ha condotto a svolgere ruoli di grande responsabilità, culminati nel servizio svolto a Wloclawek, dove dal millenovecentoventotto ha ricoperto il delicato incarico di rettore del seminario, formandosi come guida e padre per i giovani chiamati al sacerdozio. Anche Casimiro Gostynski ha condiviso questa medesima chiamata, vivendo il suo apostolato con spirito di abnegazione e totale disponibilità verso la Chiesa. La loro vita, radicata nella terra polacca, è stata improvvisamente interrotta dalla violenza della persecuzione nazista, che non ha risparmiato i ministri del Vangelo. Arrestati il sette novembre del millenovecentotrentanove, i due sacerdoti hanno iniziato un calvario che li avrebbe portati lontano dai loro luoghi d'origine, fino alla detenzione forzata. Nel corso del millenovecentoquarantuno, entrambi furono deportati nel campo di concentramento di Dachau, in Germania. In quel luogo di sofferenza estrema, essi hanno mantenuto intatta la propria dignità di figli di Dio, testimoniando la bellezza del sacerdozio anche nel buio della prigionia. Il loro cammino terreno si è concluso il sei maggio del millenovecentoquarantadue, quando furono uccisi nella camera a gas, sigillando la propria dedizione con il sangue del martirio.
Il culto dei martiri
Il riconoscimento della santità di Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostynski è giunto a coronamento di una memoria che non si è mai spenta nel cuore dei fedeli. La Chiesa, attraverso la solenne beatificazione presieduta da Giovanni Paolo secondo il tredici giugno del millenovecentonovantanove, ha elevato questi due martiri agli onori degli altari, riconoscendo nel loro sacrificio una testimonianza di amore eroico. Il loro culto è strettamente legato alla data della loro nascita al cielo, il sei maggio, giorno in cui la liturgia invita le comunità a sostare in preghiera per onorare il loro coraggio. La memoria di questi testimoni continua a ispirare il cammino dei sacerdoti e dei laici, offrendo un modello di fedeltà che supera le barriere del tempo e delle tribolazioni umane. Venerare Enrico e Casimiro significa accogliere l'invito a vivere la fede come un dono prezioso, da custodire e testimoniare in ogni condizione, confidando nella misericordia del Signore che accoglie i suoi servi fedeli nella gloria eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Enrico Kaczorowski?
La celebrazione liturgica dei beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński avviene individualmente nel giorno della rispettiva morte, fissata al 6 maggio per San Enrico Kaczorowski.
Di cosa è patrono San Enrico Kaczorowski?
I dati biografici e storici disponibili non menzionano specifici patronati per i beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński.
Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński, sacerdoti e martiri, che, deportati durante l’occupazione militare della Polonia da parte di persecutori dell’umana dignità, nel campo di prigionia di Dachau in una camera a gas persero la vita per la fede in Cristo. — Martirologio Romano