1 gennaio
Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina
Vedova e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e la famiglia
Carmen Godoy Calvache è nata ad Adra, situata nella provincia di Almería, il 12 settembre 1888. Il battesimo della donna è avvenuto tre giorni dopo la sua nascita, all'interno della chiesa parrocchiale dell'Immacolata ad Adra. Il 16 gennaio 1916 ha contratto matrimonio con Antonio María Colomina Bignati. Il marito era stato precedentemente sposato con la sorella di Carmen, la quale in punto di morte le aveva fatto promettere che lo avrebbe sposato. Dall'unione tra Carmen e Antonio sono nati quattro figli, due dei quali sono deceduti durante l'infanzia. Antonio è deceduto mentre Carmen era in attesa del loro ultimo figlio, lasciandola vedova all'età di trentasette anni. Dopo la morte del marito, Carmen si è trasferita a vivere con un'anziana zia di nome Emilia. Si è dedicata all'educazione dei suoi figli secondo i principi della fede cattolica. Carmen garantiva un compenso equo ed onesto a tutti i suoi dipendenti. Ha impiegato gran parte delle sue sostanze economiche in opere caritatevoli, distribuendo tra l'altro il pane quotidiano ai pescatori locali. Svolgeva il ruolo di stretta collaboratrice del proprio parroco, don Luis Eduardo López Gascón. Ha promosso una raccolta fondi per finanziare i lavori di restauro della chiesa parrocchiale, che era stata incendiata dai repubblicani nel 1932.
Il martirio e la beatificazione
A causa del suo impegno per la chiesa è diventata bersaglio di persecuzioni, motivo per cui è fuggita a Madrid. Nell'agosto del 1936 è stata arrestata a Madrid e reclusa presso l'Ospedale della Principessa della medesima città. In seguito è stata condotta nuovamente ad Adra e sottoposta agli arresti domiciliari con l'obbligo di non uscire di casa. Durante questo periodo di prigionia psicologica e fisica, i suoi carcerieri le hanno negato il cambio d'abito e le hanno somministrato solo urina da bere. I persecutori intendevano costringerla a consegnare l'elenco delle persone che avevano donato fondi per la chiesa. Carmen ha opposto un fermo rifiuto a consegnare la lista, dichiarandosi pronta alla morte per sé e per i suoi figli. È stata sottoposta a continue torture per oltre quattro mesi senza mai rivelare alcun nome presente nell'elenco. In diverse occasioni è stata percorsa, ha subito violenze sessuali ed è stata condotta al porto con la minaccia di annegamento. Nel corso delle torture le è stato mutilato un seno. Durante la persecuzione, i suoi aguzzini hanno assassinato uno dei suoi fratelli e hanno fatto ricoverare sua zia in un manicomio. Nella notte tra la fine del 1936 e l'inizio del 1937 è stata trasferita presso la zona lagunare dell'Albufera de Adra. Giunta sul luogo, è stata percorsa con violenza e colpita alla testa mediante una zappa. È stata infine sepolta ancora viva all'età di quarantanove anni. Carmen Godoy Calvache fa parte dei centoquindici martiri appartenenti alla diocesi di Almería, gruppo che comprende solo un'altra donna, Emilia Fernández Rodríguez de Cortés, e il parroco don Luis Eduardo López Gascón. L'intero gruppo dei centoquindici martiri è stato proclamato beato il 25 marzo 2017 durante una cerimonia svoltasi ad Aguadulce, nei pressi di Almería.
Il cammino terreno
La vita di Carmen Godoy Calvache de Colomina si è dispiegata nell'orizzonte di una quotidianità vissuta con dignità e dedizione. Nata ad Adra, ha trovato nel matrimonio celebrato nel 1916 con Antonio María Colomina Bignati il centro affettivo e spirituale della propria esistenza. La sua fede non era soltanto un sentimento privato, ma una vocazione operosa che la portò a farsi carico delle ferite della sua comunità parrocchiale. Quando la chiesa locale fu colpita dall'incendio, Carmen non rimase indifferente, ma si fece promotrice di una raccolta fondi necessaria al restauro, vedendo in quel luogo di culto il cuore pulsante della fede del popolo.
Nel clima drammatico del 1937, la sua fedeltà alla Chiesa e ai fratelli divenne il motivo della sua persecuzione. Arrestata, fu vittima di sevizie fisiche atroci, mirate a estorcerle i nomi di coloro che avevano generosamente contribuito al ripristino dell'edificio sacro. Nonostante la brutalità inflitta, Carmen scelse il silenzio, proteggendo i suoi benefattori a costo di un dolore indicibile. La sua esistenza si concluse con il martirio della sepoltura viva presso l'Albufera de Adra, un atto di suprema crudeltà che non riuscì tuttavia a spegnere la luce della sua testimonianza. Ella rimane, nella storia del Novecento, un esempio di coerenza cristiana, capace di coniugare la mitezza della sposa con la fortezza invitta di chi sa in chi ha riposto la propria speranza.
Memoria e culto
La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente il sacrificio di Carmen Godoy Calvache de Colomina elevandola agli onori degli altari il 25 marzo 2017. Il suo culto è strettamente legato alla memoria corale della diocesi di Almería, all'interno della quale viene commemorata insieme ai centoquindici martiri che, come lei, hanno sigillato la propria fede con il dono supremo della vita.
La ricorrenza del primo gennaio invita i fedeli a volgere lo sguardo verso questa donna che ha saputo trasformare la propria fine terrena in una semina di speranza. Il suo ricordo non è solo un omaggio al passato, ma un invito costante alla vigilanza e alla carità. Venerare la Beata Carmen significa riconoscere il valore del silenzio che protegge il bene e la forza d'animo che non arretra di fronte alla prova, rendendo onore a una vita che ha saputo farsi specchio della fedeltà di Dio nelle tenebre della storia.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Carmen Godoy Calvache?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il primo gennaio di ogni anno.