3 maggio
Beata Emilia Bicchieri
Domenicana
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione
Emilia Bicchieri nacque a Vercelli nel 1238, quarta di sette sorelle nate dal patrizio ghibellino Pietro Bicchieri. La famiglia, molto ricca, impartì un'educazione religiosa alla numerosa prole, sebbene la fanciulla avesse perduto la madre in tenera età. Fin da piccola, Emilia mostrò un carattere semplice e gioioso, unito a una maturità superiore alla sua età che la portava a rifuggire i discorsi inutili per ritirarsi a pregare nella propria stanza, dove spesso la si udiva cantare i salmi con grazia. Il padre Pietro nutriva per lei un affetto profondissimo, e questo forte legame rappresentò inizialmente la principale difficoltà quando la giovane manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio. Nel 1255, tuttavia, il padre cedette alle richieste della figlia e fece costruire a proprie spese il nuovo monastero domenicano di Santa Margherita alla periferia di Vercelli. In questo luogo Emilia entrò insieme ad altre giovani per vivere la vita religiosa.
La fondazione e la guida del monastero
Con l'esperienza vissuta nel monastero di Santa Margherita prese avvio il Terz'Ordine Regolare Domenicano, formato da comunità di religiose vincolate da voti e guidate dalla Regola del Terz'Ordine. Tale Regola si presentava più mite di quella delle monache domenicane tradizionali, consentendo così alle suore di dedicarsi attivamente alle opere di carità. Nel 1273 Emilia assunse la carica di priora del monastero, guidando la comunità verso un'elevata condotta di vita cristiana. Nonostante fosse stata scelta più volte come priora, ella operò costantemente nei servizi domestici più umili con gioia, mettendo da parte la sua origine nobile e ricca. Il suo motto spirituale era «Fare tutto per Iddio solo», e insegnava assiduamente alle consorelle a dimostrare profonda gratitudine a Dio per i doni ricevuti, alimentando una fervida devozione per l'Eucaristia, la Passione di Cristo e la Madonna.
Il transito e il culto
La preghiera costante e l'unione intima con Dio caratterizzarono l'intera esistenza della Beata. Emilia morì a Vercelli il 3 maggio 1314 in uno stato di serena preghiera. Le sue spoglie mortali furono inizialmente custodite nel monastero da lei abitato, per poi essere trasferite nel 1811 nella Cattedrale di Vercelli, dove oggi riposano nella basilica cattedrale eusebiana insieme a quelle di altri santi e beati. Il Martirologio descrive Emilia Bicchieri come vergine dell'Ordine di San Domenico. Il papa Clemente XIV ha approvato ufficialmente il culto di Emilia come beata il 19 luglio 1769, fissandone la memoria liturgica nel giorno del suo anniversario di morte.
Il cammino di fede
Il percorso terreno della Beata Emilia Bicchieri si intreccia indissolubilmente con la città di Vercelli, luogo che vide la sua nascita e il compimento della sua missione. Entrata nel monastero di Santa Margherita nell'anno milleduecentocinquantacinque, ella abbracciò con fervore la regola domenicana, trovando nella preghiera silenziosa e nella vita comunitaria il centro del suo essere. La sua presenza in monastero non fu soltanto un esercizio di pietà personale, ma si trasformò presto in un faro di guida per le consorelle che vedevano in lei un esempio di rettitudine e di amore per la disciplina spirituale.
Nel dodicicentosettantatré, la comunità volle affidarle l'incarico di priora, un compito che Emilia accolse con spirito di obbedienza e profonda consapevolezza della responsabilità verso le anime a lei affidate. Sotto la sua guida, il monastero divenne un luogo di fervore rinnovato. La sua lungimiranza e la sua capacità di discernimento la portarono a fondare il Terz'Ordine Regolare Domenicano, intuendo la necessità di estendere la spiritualità dell'Ordine dei Predicatori anche al di fuori delle mura claustrali. Tale impegno riflette la grandezza di una donna che, pur rimanendo radicata nella stabilità del suo monastero, seppe guardare alle necessità della Chiesa universale con spirito aperto e operoso. La sua esistenza si concluse a Vercelli nel milleduecentoquattordici, lasciando dietro di sé una scia di santità che la Chiesa ha solennemente riconosciuto attraverso la canonizzazione concessa da Papa Clemente Quattordicesimo nel millecentosessantanove.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto della Beata Emilia Bicchieri è un segno vivo della memoria che la Chiesa conserva per i suoi figli più fedeli. La sua vita, trascorsa in un costante colloquio con il Signore, continua a parlare al cuore dei credenti, invitando alla semplicità e alla dedizione totale. La solenne conferma del suo culto da parte di Papa Clemente Quattordicesimo nel millecentosessantanove ha sancito ufficialmente la santità di una donna che ha saputo incarnare, nelle vicende quotidiane del tredicesimo secolo, l'ideale di perfezione evangelica proposto da san Domenico.
Oggi, il ricordo della Beata Emilia è custodito con particolare devozione nel Martyrologium Romanum, che ne fissa la memoria liturgica al giorno tre maggio. In questa data, i fedeli si uniscono nel ringraziamento per il dono di questa religiosa, la cui esistenza rimane un richiamo costante alla bellezza della vita consacrata. La sua figura, pur lontana nel tempo, non perde il vigore della sua testimonianza, ricordandoci che ogni vocazione è chiamata a fiorire nel servizio umile e costante, trasformando il mondo attraverso la forza silenziosa della preghiera e la coerenza della carità cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Emilia Bicchieri?
La Beata Emilia Bicchieri è commemorata il 3 maggio secondo il Martyrologium Romanum, nel giorno del suo anniversario di morte.
A Vercelli, beata Emilia Bicchieri, vergine dell’Ordine di san Domenico, che, sebbene nominata più volte priora, svolse con letizia di spirito tra le sue consorelle i più umili servizi domestici. — Martirologio Romano