20 novembre
Beata Francesca Calafato
Vergine clarissa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La nascita e la vocazione
Mita Calafato nacque a Messina nel 1440. Al sacro fonte del battesimo le fu attribuito il nome di Mita. Ella era figlia della venerabile Moscalda Maia Calafato Romano Colonna ed era inoltre sorella della famosa santa Eustochia di Messina. Fin dalla giovinezza fu educata al cristianesimo e alla santità di vita sull'esempio della madre e della sorella. Quando la giovane decise di farsi monaca clarissa, ebbe tuttavia grossi problemi con i suoi due fratelli. I congiunti, infatti, volevano darla in sposa a un nobile messinese, opponendosi fermamente alla sua scelta di consacrazione. Vinte infine le resistenze familiari, la giovane riuscì ad entrare giovanissima nel Monastero di Montevergine. Fu proprio in religione che assunse i nomi di Francesca o Franceschina.
La vita di penitenza e il transito
Entrata nel chiostro, la beata Francesca condusse una vita di estrema penitenza. Rifiutò qualsiasi onore e, per un profondo esercizio di umiltà, non volle mai imparare a leggere e a scrivere. Viveva servendo tutti con spirito di carità operosa. Il suo corpo era sottoposto a duri castighi: dormiva su una tavola nuda avendo soltanto una tegola come cuscino, e mangiava rigorosamente in piedi per mortificare la propria carne. Ammalatasi gravemente, chiese alla sorella santa Eustochia di non confortarla con l'amore familiare, compiendo questa richiesta dolorosa per testimoniare un'ulteriore e ultima penitenza prima dell'incontro con il Creatore. Morì all'età di quarantaquattro anni il diciannove novembre 1484.
Le reliquie e il culto
Subito dopo la sua dipartita, sulla sua tomba avvennero numerosi miracoli. La tradizione narra inoltre che, dopo la morte, la beata apparve alle consorelle clarisse con il volto angelico e beatificato, ringraziando la sorella santa Eustochia per la disciplina insegnatale che le aveva fatto acquisire l'eterna vita. Le sue sacre reliquie sono oggi venerate nel Monastero di Montevergine di Messina. Il suo corpo è collocato nella stessa cappella dove riposa la salma incorrotta di santa Eustochia. In una piccola urna si trova inoltre il teschio della madre Moscalda Maia Calafato Romano Colonna e il teschio della Beata Francesca Calafato Romano Colonna; entrambi i crani furono ritrovati nell'anno del giubileo 1750.
Il cammino di santità
Nata a Messina nell'anno millequattrocentoquaranta, Francesca Calafato manifestò precocemente un desiderio di consacrazione che trovò il suo compimento naturale nell'ingresso tra le monache del Monastero di Montevergine. Questo passo decisivo non fu privo di sofferenze, poiché ella dovette affrontare la ferma opposizione dei propri fratelli, i quali non comprendevano il valore della chiamata claustrale. Tuttavia, la grazia operò in lei con tale vigore da rendere ogni ostacolo terreno un semplice richiamo alla fedeltà verso l'unico Sposo celeste.
Una volta entrata nel sacro recinto, Francesca orientò ogni istante della sua giornata verso una rigorosa disciplina spirituale. La sua vita fu caratterizzata da una pratica di ascesi estrema e da una costante penitenza corporale, strumenti attraverso i quali ella cercava di conformare il proprio essere alla Passione di Cristo. In un atto di profonda e singolare umiltà, ella rifiutò deliberatamente di imparare a leggere e scrivere, preferendo conservare una semplicità di spirito che le permettesse di stare al cospetto del Signore senza la mediazione di conoscenze terrene. Questo distacco dalle facoltà umane non fu un limite, bensì una forma di povertà evangelica che trasformò il suo cuore in un tabernacolo di purezza. Fino al giorno della sua morte, avvenuta il diciannove novembre dell'anno millequattrocentottantaquattro, ella rimase fedele a questo stile di vita, testimoniando che la sapienza del Vangelo risiede spesso nel silenzio e nell'abbandono fiducioso alla volontà divina.
Memoria e devozione
La figura della Beata Francesca Calafato è venerata nella tradizione cristiana come modello di vita monastica e di dedizione totale. La sua memoria liturgica è stata fissata al giorno venti di novembre, data in cui la Chiesa invita i fedeli a fare memoria del suo transito verso la patria eterna. La sua eredità spirituale, pur nella discrezione che ha sempre caratterizzato il suo agire, è giunta fino a noi come un invito a riscoprire la bellezza dell'umiltà e la forza della preghiera che si fa vita.
Il legame tra la Beata Francesca e la città di Messina rimane saldo, custodendo la memoria di una donna che, rinunciando a tutto, ha trovato il tutto in Dio. I fedeli che guardano al suo esempio sono incoraggiati a praticare la medesima semplicità di cuore, cercando nelle piccole rinunce quotidiane la via maestra per giungere alla santità. La sua vita di monaca clarissa, spesa nel silenzio del Monastero di Montevergine, continua a parlare al cuore dei credenti contemporanei, ricordando che la vera grandezza non risiede nei talenti posseduti, ma nell'amore con cui si risponde alla chiamata di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Francesca Calafato?
La memoria liturgica della Beata Francesca Calafato è fissata al 20 novembre.