22 gennaio
Beata Laura Vicuna
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'infanzia tra le tensioni della storia
Il nome completo della santa è Laura del Carmen Vicuna, nata nella capitale cilena, Santiago, il 5 aprile 1891. Era la primogenita di José Domingo e di Mercedes Pino. Tra gli antenati di Laura vi erano parecchi personaggi illustri. A causa delle tensioni politiche e militari che attraversavano la città fu necessario attendere quasi due mesi per il battesimo, che ebbe luogo il 24 maggio successivo alla nascita. La rivoluzione imperante si scagliò anche sulla famiglia di Laura. Il padre fu forzatamente costretto all'esilio e dovette trasferirsi verso sud, alla frontiera con l'Argentina sulle Ande. L'intera famiglia traslocò a Temuco. Nel 1893 morì il padre, lasciando la famiglia in una triste situazione di precarietà. L'anno successivo alla morte del padre nacque la seconda bambina, Giulia Amanda. La madre si ritrovò sola con due figlie a dover lottare contro la fame e la disperazione. Nel 1899 il nucleo familiare residuo si trasferì nella vicina regione argentina del Neuquén. La madre trovò lavoro nella tenuta agricola di Manuel Mora, un colonizzatore dei terreni incolti della Patagonia. Mercedes Pino divenne la compagna di Manuel Mora in seguito a pressioni subite dal datore di lavoro. La situazione influì negativamente sull'educazione delle due bambine. Laura, nonostante fosse piccola, comprese la precarietà e l'irregolarità religiosa della madre, esclusa dai sacramenti. La mamma non abbandonò mai completamente le figlie e tentò di educarle anche religiosamente nei limiti del possibile.
L'ingresso in collegio e la grazia della prima Comunione
Nel gennaio 1900 la madre affidò Laura e la sorella ad un piccolo collegio missionario tenuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il collegio si trovava a Junin de los Andes, ai confini con il Cile. Nel consegnare Laura alla superiora, la madre assicurò che la bambina non le aveva mai dato dispiaceri e che fin dall'infanzia era stata obbediente e sottomessa. Laura si trovò subito a proprio agio nel nuovo ambiente del collegio. Il suo animo fu conquistato dalle verità evangeliche apprese tramite la catechesi. La catechesi portò Laura a rendersi conto della contrarietà della convivenza della madre rispetto alla legge divina. Il 2 giugno 1901 Laura ricevette la prima Comunione. Il giorno della prima Comunione la sofferenza di Laura aumentò nel vedere la madre incapace di accostarsi ai sacramenti. Laura iniziò a pregare intensamente per la pacifica conclusione della relazione della madre. La speranza di una rapida risoluzione non ebbe compimento. L'esperienza della prima Comunione segnò una grande svolta nella vita di Laura, descritta come un vero e proprio solido progresso. Il giorno della prima Comunione Laura scrisse alcuni propositi simili a quelli di Domenico Savio. Laura offrì a Dio la sua anima, il suo cuore e tutto il suo essere, promettendo di morire piuttosto che offendere Dio col peccato. Laura propose di mortificarsi per allontanarsi da ciò che l'allontanava da Dio e di fare il possibile per far conoscere e amare Dio. Laura volle riparare le offese ricevute da Dio ogni giorno dagli uomini, specialmente dai familiari. Laura chiese a Dio una vita di amore, mortificazione e sacrificio. Laura si abbandonò totalmente al Signore per ottenere la conversione della madre. Le Figlie di Maria Ausiliatrice compresero rapidamente di trovarsi di fronte a una bambina eccezionale. Sin dal primo anno di collegio Laura si distinse per l'applicazione nello studio e l'intensità della vita interiore. Dall'8 dicembre 1900 Laura si iscrisse alla Pia Unione delle Figlie di Maria.
Le prove della giovinezza e la consacrazione segreta
Durante il secondo anno le sorelle Vicuna furono mandate in vacanza dalla madre. Laura fu negativamente scossa dall'impatto con il convivente della madre durante le vacanze. Laura soffrì profondamente nell'intimità, mostrando la sua amarezza solo nei momenti più difficili. Un momento di grande amarezza per Laura fu la mancata partecipazione della madre alla missione popolare predicata a Junin de los Andes. L'anno successivo le sorelle raggiunsero la madre a Quilquihué per le vacanze. Manuel Mora manifestò un interesse eccessivo nei confronti di Laura. Laura si accorse prontamente delle intenzioni di Mora e cercò di difendersi corazzandosi contro i suoi propositi. Mora reagì crudelmente rifiutandosi di pagare la retta del collegio. La direttrice del collegio, mossa da pietà e comprensione, accolse ugualmente le due bambine. Il 29 marzo 1902 le due sorelline ricevettero la cresima. La madre era presente alla cresima ma continuò ad astenersi dai sacramenti. Laura fece richiesta di essere ammessa tra le postulanti delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Laura ottenne una risposta negativa alla sua richiesta a causa della situazione familiare. Laura si rassegnò senza però desistere dal suo intento. Il mese successivo Laura emise privatamente i voti di castità, povertà ed obbedienza. Laura si consacrò a Gesù offrendogli la propria vita. Verso la fine dell'anno iniziò a manifestarsi in Laura un leggero deperimento fisico. Laura trascorse l'intero anno successivo rinchiusa nel collegio. Nel settembre 1903 Laura non riuscì a prendere parte agli esercizi spirituali a causa della salute cagionevole. Laura tentò un cambiamento climatico tornando dalla madre, ma non fu salutare. Laura tornò a Junin. La madre si trasferì a Junin alloggiando privatamente.
Il compimento dell'offerta e la nascita al cielo
Nel gennaio 1904 giunse in visita il signor Mora con il proposito di trascorrere la notte nella medesima abitazione. Laura minacciò di andarsene in collegio dalle suore se Mora si fosse fermato lì. Laura si recò in collegio seppur stravolta dal male. Mora inseguì Laura, la raggiunse e la percosse violentemente lasciandola traumatizzata. Giunta in collegio Laura si confessò dal suo direttore spirituale. Laura rinnovò l'offerta della propria vita per la conversione della madre. Il 22 gennaio Laura ricevette il Viatico. Quella sera Laura fece chiamare la madre per esprimerle il suo grande sogno di morire. Laura rivelò alla madre di aver chiesto a Gesù di morire e di aver offerto la vita per lei da quasi due anni. Laura chiese alla madre se prima di morire avrebbe avuto la gioia di vederla pentita. La madre promise di cambiare completamente vita. Laura spirò serenamente dopo aver pronunciato le parole di ringraziamento a Gesù e Maria nel villaggio di Junín de los Andes in Argentina. In occasione del funerale la mamma tornò ad accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia.
La memoria, il culto e l'eredità spirituale
La tomba di Laura è collocata nella cappella del Collegio Maria Ausiliatrice di Bahia Blanca in Argentina ed è meta di pellegrinaggi in particolare per le popolazioni cilena ed argentina. Laura è stata venerata fin dalla sua morte. L'apertura della causa di canonizzazione di Laura avvenne il 19 settembre 1955. Il 5 giugno 1986 vi fu il riconoscimento delle virtù eroiche e il conferimento del titolo di venerabile. Laura del Carmen Vicuna fu beatificata dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. La beatificazione avvenne il 3 settembre 1988 sul Colle delle beatitudini giovanili presso Castelnuovo Don Bosco. Il nuovo Martyrologium Romanum commemora Laura il giorno della sua morte, così come la memoria liturgica per la Famiglia Salesiana. La grazia fece dell'esistenza di Laura un modello di pietà, di obbedienza e di vittoriosa purezza. Laura è considerata ideale della Figlia di Maria e vittima nascosta e gradita dell'amor filiale, definita emula di Agnese, Cecilia e Maria Goretti. La Chiesa propone Laura come modello di adolescente e coraggiosa testimone di Cristo. La grazia divina ha operato in questa giovane anima, mentre Gesù Cristo, Figlio di Dio, vive e regna con il Padre nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Il cammino di una vita
Il percorso terreno di Laura Vicuña inizia a Santiago del Cile nel 1891, in un contesto di povertà che la costringerà presto a cercare altrove un futuro. Nel 1899, la famiglia intraprende il viaggio verso l'Argentina, attraversando luoghi come Temuco, Neuquén, Junin de los Andes e Bahia Blanca. È in questo orizzonte migratorio che Laura trova la sua vera patria nel cuore di Dio. Nel 1900, il suo ingresso nel collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice segna una svolta decisiva, offrendole l'ambiente necessario per coltivare i doni della grazia. Il 2 giugno 1901, accostandosi per la prima volta alla mensa eucaristica, Laura sperimenta un'unione profonda con Cristo, che la porterà, l'anno successivo, a emettere privatamente i voti di castità, povertà e obbedienza.
La sua spiritualità si fa ardente, trasformandosi in una missione di salvezza per chi le è più caro. Consapevole della situazione morale in cui viveva sua madre, Laura sceglie la via del martirio silenzioso, offrendo la propria esistenza per la salvezza dell'anima materna. Questo cammino di rinuncia e di preghiera costante trova il suo compimento tragico nel 1904, a Junin de los Andes. Laura, infatti, muore a causa delle gravi percosse subite dal convivente della madre, un gesto di violenza che lei accoglie come ultimo atto di dedizione. La sua scomparsa, a soli tredici anni, non rappresenta una fine, ma l'inizio di una gloria che la Chiesa ha solennemente riconosciuto con la beatificazione nel 1988, rendendo omaggio alla coerenza di una fanciulla che ha saputo testimoniare fino al sangue la bellezza della vita vissuta nella castità e nell'obbedienza al Vangelo.
Il ricordo liturgico
La Chiesa celebra la memoria liturgica della Beata Laura Vicuña il 22 gennaio, giorno in cui, nel 1904, la sua anima ha fatto ritorno al Padre. Questa data non è soltanto un richiamo cronologico, ma un invito a sostare dinanzi all'esempio di una giovane che ha saputo elevare la propria sofferenza a preghiera incessante. Il suo culto, diffuso tra i giovani e coloro che hanno subito violenza, trova radici profonde nella testimonianza di chi, pur vivendo in un tempo di povertà e precarietà, ha scelto di non scendere a compromessi con la propria coscienza. La beatificazione, avvenuta il 3 settembre 1988 per mano di Giovanni Paolo II, ha confermato ufficialmente la santità di una vita che ha saputo coniugare la fragilità dell'età con la fermezza di un cuore saldo nella fede. Pregare la Beata Laura significa invocare la sua intercessione per la guarigione delle ferite familiari e per il coraggio di restare fedeli ai propri ideali, anche quando il mondo chiede di piegarsi alla logica del sopruso. La sua presenza, discreta e potente, continua a parlare alle generazioni contemporanee, ricordando a tutti che l'amore, quando è autentico, non teme di spendersi fino al sacrificio estremo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Laura Vicuña?
La memoria liturgica si celebra il 22 gennaio, giorno della sua nascita al cielo, ricorrenza osservata anche dalla Famiglia Salesiana.
Qual è il luogo di sepoltura della Beata Laura Vicuña?
La sua tomba è custodita nella cappella del Collegio Maria Ausiliatrice di Bahia Blanca, in Argentina, ed è meta di pellegrinaggio per i popoli cileno e argentino.
Nel villaggio di Junín de los Andes in Argentina, beata Laura Vicuña, vergine, che, nata a Santiago del Cile, alunna nell’Istituto di Maria Ausiliatrice, all’età di tredici anni offrì la sua vita a Dio per la conversione della madre. — Martirologio Romano