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22 gennaio

San Gaudenzio

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e il tempo delle prove

Nato a Ivrea nel 327 in seno a una famiglia ancora pagana, San Gaudenzio intraprese gradualmente il cammino di conversione nella sua città natale. Tale percorso trovò il suo pieno compimento a Vercelli, accanto a Eusebio, stimato come il primo vescovo di tutto il Piemonte. Secondo alcune testimonianze tramontate nel tempo, proprio a Vercelli egli ricevette l'ordinazione presbiterale. La stima che Eusebio nutriva per lui era tale che lo inviò sollecitatamente a Novara per affiancare il sacerdote Lorenzo, impegnato nell'annuncio del Vangelo in una regione ancora fortemente legata agli antichi culti. Il lavoro apostolico si inseriva in un contesto storico assai travagliato, in cui la tensione religiosa era acuita dal dissidio tra i sostenitori del Concilio di Nicea e i seguaci di Ario. Quest'ultima eresia negava la natura divina da sempre di Cristo e trovava un forte alleato nell'imperatore Costanzo II, figlio di Costantino il Grande, il quale favoriva gli ariani per agevolare la propria politica di dominio sulla Chiesa. Nel 355 lo stesso imperatore impose un concilio a Milano, durante il quale i vescovi orientati all'arianesimo e la corte imperiale condannarono il vescovo Atanasio di Alessandria d'Egitto, difensore energico dell'ortodossia cattolica. In seguito a tale condanna, Costanzo II ordinò l'esilio per i vescovi che avevano sostenuto Atanasio, e tra questi figurava lo stesso Eusebio di Vercelli. Relegato dapprima in Palestina, poi in Asia Minore e infine in Egitto, Eusebio ricevette la visita clandestina di Gaudenzio, il quale aveva trovato provvisoriamente rifugio a Pavia e non si era rassegnato alla lontananza dal suo maestro. Tuttavia, lo stesso Eusebio impose a Gaudenzio di fare presto ritorno in Italia per riprendere il ministero della predicazione.

Il ministero episcopale e la memoria

Rientrato in territorio italiano, Gaudenzio concentrò la sua opera soprattutto a Novara, dove il sacerdote Lorenzo aveva subito l'assassinio a causa della sua opera di evangelizzazione. Egli ne raccolse il testimone, trovando sostegno nell'amicizia di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano. La vicina metropoli ambrosiana era allora la capitale dell'Impero d'Occidente, centro di potere e di fastosi spettacoli pubblici per i quali giungevano persino belve dall'Africa. Nel 398 Simpliciano, successore di Ambrogio, consacrò Gaudenzio vescovo di Novara. Per vent'anni egli esercitò la sua guida pastorale con la dedizione della predicazione e con una straordinaria cura nella formazione di nuovi sacerdoti, ispirandosi al modello di Eusebio. Visse insieme a un gruppo di preti sottomessi alla medesima regola, condividendo la vita comune e accogliendo i giovani desiderosi di consacrarsi al Signore, assistendo alla crescita del popolo cristiano mentre l'ordine imperiale mostrava i primi segni di una tragica dissoluzione. San Gaudenzio morì a Novara il ventidue gennaio del 418. Subito dopo la sua dipartita si moltiplicarono i racconti di prodigi operati per virtù della preghiera, e la sua fama di pastore spinse altri vescovi a ricercare e trascrivere le sue prediche per riproporle ai propri fedeli. Oggi la città di Novara lo celebra con devozione come il primo vescovo della sua Chiesa, custodendo le sue reliquie nella basilica a lui intitolata. La sua memoria si leva simbolicamente anche attraverso la celebre cupola cittadina, progettata dal novarese Alessandro Antonelli, lo stesso architetto che innalzò la Mole a Torino, la quale svetta con il suo pinnacolo fino a centoventuno metri di altezza nel cielo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gaudenzio?

La ricorrenza liturgica di San Gaudenzio si celebra il ventidue gennaio.

A Novara, san Gaudenzio, che si ritiene primo vescovo di quella sede. — Martirologio Romano